Intedettiva antimafia, ma l'azienda con sedi a Saviano e Ottaviano lavorava ancora
operante nel settore della produzione e commercializzazione di ricami e capi di abbigliamento
Un sequestro da circa 2 milioni di euro è stato eseguito a Saviano nei confronti di un’azienda operante nel settore della produzione e commercializzazione di ricami e capi di abbigliamento, che avrebbe continuato la propria attività nonostante fosse già destinataria di un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Napoli. Il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza è stato eseguito dalla Polizia Municipale di Saviano, guidata dalla comandante Giuseppina Starace, insieme al Nucleo Informativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna. L’intervento è scattato dopo gli accertamenti sulla violazione del provvedimento prefettizio e su una serie di irregolarità amministrative e ambientali riscontrate all’interno della struttura.Secondo quanto emerso dai controlli, l’impresa, con sede legale a Ottaviano e sede operativa a Saviano, sarebbe risultata priva delle autorizzazioni necessarie per lo svolgimento dell’attività. Tra le contestazioni figurano l’assenza dell’Autorizzazione unica ambientale (AUA), la mancanza dei titoli relativi agli scarichi industriali e l’assenza di autorizzazioni presso lo Sportello unico delle attività produttive.Al momento dell’ispezione, gli agenti avrebbero trovato il capannone pienamente operativo: i macchinari erano in funzione e il personale era impegnato nelle lavorazioni. Per questo motivo è stato disposto il sequestro dell’intero opificio, comprese attrezzature e impianti utilizzati per la produzione.Contestualmente è stato nominato un custode giudiziario ed è stata informata l’autorità giudiziaria della posizione dell’amministratore unico, sottoposto alle verifiche previste dalla legge.Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro ammonta a circa 2 milioni di euro. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola.