LA TRAGEDIA

Trovata senza vita a 26 anni, la madre era morta 8 giorni fa

La giovane è stata soccorsa dal personale medico, che non ha potuto fare altro che constatarne il decesso

A cura di Redazione
07 novembre 2026 06:00
Trovata senza vita a 26 anni, la madre era morta 8 giorni fa -
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La ventiseienne era stata colpita dalla perdita improvvisa di Barbara Cullari, fondatrice del primo negozio vegano del mercato. Il decesso è stato confermato dalla comunità del Vegan Store, che chiede rispetto e invita a interrompere le donazioni sul conto della giovane.A otto giorni dalla morte della madre, Meera è stata trovata senza vita nell'abitazione che condivideva con lei, in via Bartoloni, nel quartiere Appio Latino a Roma. Aveva 26 anni. La notizia aggiunge un secondo, doloroso capitolo alla vicenda di Barbara Cullari, scomparsa improvvisamente a 50 anni per un arresto cardiaco e conosciuta per aver fondato il primo Vegan Store del Mercato Testaccio.La giovane è stata soccorsa dal personale medico, che non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c'è quella di un'intossicazione o asfissia provocata da una fuga di gas. Non è ancora possibile stabilire con certezza le circostanze della morte: saranno gli accertamenti a chiarire l'accaduto.Il dolore dopo la perdita di BarbaraNei giorni successivi alla scomparsa della madre, Meera aveva raccontato quanto fosse difficile immaginare una vita senza di lei. «Sono tornata al mercato, ma senza mamma non so cosa fare», aveva detto, tornando al banco 83, dove Barbara aveva costruito la propria attività.La ventiseienne stava valutando la possibilità di portare avanti il negozio, ma aveva spiegato di aver bisogno di tempo per riprendersi. C'erano anche le difficoltà economiche e la necessità di occuparsi degli animali della madre: sei gatti ciechi, un cane e alcuni pappagalli. Per sostenere le spese della cerimonia funebre era stata avviata una raccolta fondi.Meera aveva parlato anche dell'ondata di affetto ricevuta dalla comunità del mercato e da tante persone che conoscevano Barbara. «È intenso ed incredibile leggere tanti messaggi di affetto», aveva raccontato, aggiungendo di sapere quanto la madre avesse lasciato il segno.Una vita tra il negozio, i viaggi e gli animaliLa giovane aiutava occasionalmente la madre al Vegan Store, ma il suo lavoro principale era quello di hostess sugli yacht. Aveva maturato esperienze a Civitavecchia e a Fuerteventura e parlava italiano, inglese, spagnolo, francese e, in misura minore, hindi.Aveva raccontato anche le origini della passione di Barbara per il mondo vegetariano: la madre aveva abbracciato quella filosofia durante un viaggio in India, quando aveva 15 anni, per poi diventare vegana quando Meera ne aveva nove.Tra i ricordi più cari che la ragazza aveva condiviso c'era un gesto di generosità compiuto dalla madre poco prima di morire: «L'ultima cosa che mamma ha fatto è stata regalare una tenda a una senzatetto». Da qui il suo appello a proseguire nel segno di quell'esempio: «Continuate a fare del bene come faceva lei e non dimenticatevi degli ultimi».Il messaggio del Vegan Store: «Chiediamo delicatezza e rispetto»Il negozio era rimasto aperto per alcuni giorni dopo la morte di Barbara, prima che un messaggio sui social annunciasse una sospensione temporanea dell'attività. La comunicazione spiegava che la comunità stava attraversando un momento particolarmente difficile e che non era ancora possibile indicare una data per la riapertura.Dopo la morte di Meera, il Vegan Store ha pubblicato un nuovo post, accompagnato dall'immagine di un suo dipinto intitolato Palestina. Nel messaggio viene confermata la scomparsa della giovane, avvenuta il 5 novembre 2026, ma viene anche chiesto di non alimentare ricostruzioni e speculazioni sulla tragedia.«Non vogliamo commentare, non vogliamo raccontare perché ancora pensiamo che la tutela, la delicatezza, l'amore e il rispetto non siano valori aleatori e arbitrari», si legge nella comunicazione. La comunità chiede vicinanza e sostegno morale, invitando ad attendere nuovi aggiornamenti anche sul futuro del negozio.Un'ultima richiesta è rivolta a chi aveva contribuito alla raccolta fondi: «Chiediamo soprattutto di fermare le donazioni al conto di Meera».

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