IL DELITTO

Il colpo di scena di Rosa: "Sono stata io a uccidere mio padre"

La pubblica accusa aveva escluso la richiesta dell’ergastolo, tenendo conto dell’ammissione di colpa e delle attenuanti generiche

A cura di Redazione
06 novembre 2026 12:30
Il colpo di scena di Rosa: "Sono stata io a uccidere mio padre" -
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Dopo aver sempre respinto le accuse, la donna ha ammesso davanti alla Corte d’Assise di Mantova di aver ucciso il genitore 79enne. La sua cattura, nel marzo 2025, era avvenuta proprio a Giugliano, dove era tornata dopo il delitto.La svolta durante l’ultima udienzaÈ arrivata in tribunale la parola che ha cambiato il corso del processo: «Sono stata io. Non ce la facevo più. Ho preso la pistola e l'ho ucciso». Con questa dichiarazione Rosa Capuano ha riconosciuto la propria responsabilità nell’uccisione del padre Francesco, pensionato di 79 anni e disabile.La confessione è stata resa il 4 novembre davanti alla Corte d’Assise di Mantova, dopo una lunga fase processuale nella quale l’imputata aveva continuato a dichiararsi innocente. Poche ore dopo, i giudici hanno pronunciato la condanna a 25 anni di carcere, in linea con la richiesta formulata dal pubblico ministero Alessia Silimbani.Perché la Corte ha stabilito 25 anniLa pubblica accusa aveva escluso la richiesta dell’ergastolo, tenendo conto dell’ammissione di colpa e delle attenuanti generiche, riconosciute equivalenti alle aggravanti contestate.Nel dispositivo, la Corte ha escluso l’aggravante dei motivi abietti e futili, mentre ha confermato la premeditazione e il vincolo di parentela tra imputata e vittima. Le attenuanti generiche sono state considerate equivalenti alle aggravanti riconosciute.La sentenza chiude così il procedimento di primo grado, arrivato alla svolta proprio con le dichiarazioni rese da Capuano al termine del dibattimento. A ricostruire l’esito del processo è stato anche il comando provinciale dei Carabinieri di Mantova.Il delitto nel garage di SuzzaraL’omicidio risale al 23 dicembre 2024. Francesco Capuano fu ucciso con colpi di pistola mentre si trovava nella propria automobile, all’interno del garage del condominio di via Biolcheria, a Suzzara. Nell’abitazione viveva insieme alla figlia, che all’epoca aveva 46 anni.Fu proprio Rosa a chiedere l’intervento dei soccorsi. Ai militari raccontò di essersi allontanata momentaneamente per recuperare un oggetto dimenticato in casa, prima di uscire con il padre per alcune commissioni. Al suo ritorno nel garage, secondo la versione fornita inizialmente, avrebbe trovato l’anziano senza vita.Una ricostruzione che non convinse gli investigatori. Gli accertamenti dei Carabinieri si concentrarono progressivamente sull’ambiente familiare, fino a portare all’arresto della donna.La cattura a Giugliano e la pistola nel beauty casePer il territorio giuglianese la vicenda ha un passaggio particolarmente rilevante: Rosa Capuano venne arrestata proprio a Giugliano nel marzo 2025. La famiglia era originaria del Napoletano e la donna era tornata in città dopo la morte del padre.Durante le verifiche, i militari trovarono nel suo beauty case un revolver calibro 22, al cui interno erano presenti tre bossoli ritenuti compatibili con quelli utilizzati per uccidere Francesco Capuano.Secondo la ricostruzione investigativa, il movente sarebbe stato legato alla volontà della donna di sottrarsi a una condizione di forte soggezione nei confronti del genitore, che assisteva quotidianamente, insieme all’aspettativa di diventare sua erede universale. Un quadro che, dopo mesi di processo e la confessione in aula, ha portato alla condanna a 25 anni di reclusione.

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