Truffa del finto carabiniere, ma trovano un finanziere vero

Il capofamiglia, grazie alla propria esperienza professionale, ha riconosciuto nelle modalità della telefonata

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 18:00
Truffa del finto carabiniere, ma trovano un finanziere vero -
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Una telefonata costruita per sembrare credibile, una rapina mai avvenuta secondo il racconto dei truffatori e la richiesta di raccogliere gioielli e denaro contante da affidare a un presunto incaricato delle forze dell’ordine. È lo schema che sarebbe stato utilizzato per tentare di raggirare una coppia ad Avellino, ma il piano è stato sventato grazie alla prontezza di uno dei due coniugi, che di professione è un militare della Guardia di Finanza.L’intervento delle Fiamme Gialle del Gruppo di Avellino ha permesso di fermare un uomo che si era presentato all’abitazione per ritirare i beni richiesti telefonicamente. L’operazione è scattata prima che la truffa potesse essere portata a termine.La falsa rapina e la storia della targa clonataLa vicenda è cominciata con una chiamata sul telefono fisso della coppia. A rispondere è stato il capofamiglia, che si è trovato a parlare con una persona qualificatasi falsamente come carabiniere.L’interlocutore ha chiesto conferma della proprietà di un’automobile, dimostrando di conoscere marca, modello e targa del veicolo. Subito dopo ha introdotto il pretesto attorno al quale ruotava il raggiro: la targa, secondo quanto raccontato, sarebbe stata clonata e utilizzata quella stessa mattina per compiere una rapina ai danni di una gioielleria di Avellino.Una notizia allarmante, presentata in modo da convincere il destinatario della chiamata a collaborare rapidamente con le presunte indagini. Il falso militare ha quindi invitato l’uomo a raggiungere la caserma dei carabinieri di Monteforte Irpino per chiarire la situazione.L’indicazione, però, nascondeva un altro passaggio del piano: al finanziere è stato raccomandato di recarsi in caserma a piedi o con i mezzi pubblici, mentre altre telefonate sul cellulare avevano lo scopo di impedirgli di interrompere il contatto e di tenerlo lontano dalla propria abitazione.Il marito riconosce il raggiro e avvisa i colleghiIl tentativo di truffa non è andato secondo le intenzioni dei responsabili. Il capofamiglia, grazie alla propria esperienza professionale, ha riconosciuto nelle modalità della telefonata gli elementi tipici delle truffe messe in atto da falsi appartenenti alle forze dell’ordine.Invece di seguire le indicazioni ricevute, ha allertato tempestivamente i colleghi del Gruppo della Guardia di Finanza di Avellino, consentendo di organizzare un intervento prima che i malviventi riuscissero a ottenere quanto richiesto.Nel frattempo, il piano è proseguito attraverso una seconda telefonata, questa volta diretta alla moglie, rimasta sola in casa. Un altro interlocutore si è presentato come un fantomatico maggiore dei carabinieri e le ha prospettato la necessità di effettuare controlli sui beni presenti nell’abitazione.La richiesta di consegnare gioielli e denaroAlla donna sarebbe stato ordinato di raccogliere tutti i preziosi e il denaro contante disponibili, con la giustificazione che fossero necessari per verificare la provenienza dei beni in relazione alla presunta rapina.Per completare l’operazione, un incaricato si sarebbe presentato poco dopo alla porta dell’abitazione per ritirare quanto preparato. Alla vittima sarebbe stato comunicato anche uno specifico codice da utilizzare durante la consegna, ulteriore elemento destinato a rendere più convincente la falsa procedura investigativa.Si tratta di una tecnica che sfrutta l’autorevolezza delle istituzioni e la paura di essere coinvolti, anche involontariamente, in un fatto criminoso. Il riferimento a una rapina e a una targa clonata avrebbe dovuto creare un senso di urgenza, inducendo la donna a eseguire le istruzioni senza avere il tempo di verificare l’identità degli interlocutori.L’intervento delle Fiamme Gialle prima della consegnaIl coordinamento tra il finanziere e i suoi colleghi ha permesso di anticipare le mosse dei presunti truffatori. I militari sono arrivati all’abitazione prima che la consegna dei beni avvenisse.Poco dopo si è presentato l’uomo incaricato di ritirare gioielli e contanti. A quel punto è scattato l’intervento delle Fiamme Gialle, che lo hanno intercettato e arrestato.La tempestività dell’operazione ha impedito che la coppia perdesse denaro e oggetti di valore. La ricostruzione diffusa sull’accaduto evidenzia come il riconoscimento immediato dello schema fraudolento e la rapidità delle comunicazioni tra il militare e i colleghi siano stati determinanti per bloccare il tentativo.Falsi appartenenti alle forze dell’ordine: attenzione alle richieste sospetteL’episodio di Avellino richiama l’attenzione su una modalità di truffa basata sull’impersonificazione di carabinieri o altri rappresentanti delle forze dell’ordine. I responsabili possono utilizzare informazioni apparentemente precise, come i dati di un’automobile, per rendere credibile una storia costruita ad arte.Un altro elemento ricorrente è la richiesta di consegnare denaro o preziosi per presunte verifiche. Di fronte a simili richieste è importante interrompere il contatto e verificare la situazione attraverso i canali ufficiali, senza affidare beni a persone che si presentano come incaricati sulla base di una semplice telefonata.Nel caso avvenuto ad Avellino, la competenza del capofamiglia ha permesso di riconoscere il pericolo e attivare immediatamente i soccorsi istituzionali. L’intervento dei militari ha così impedito che il piano si concludesse con la consegna dei preziosi e del denaro richiesti alla moglie.

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