LA TRAGEDIA

Tre ricoveri inutili, Sabrina muore per un morso del ragno

L’obiettivo è ricostruire quanto accaduto e accertare le cause della morte arrivata dopo settimane di sofferenza

A cura di Redazione
28 ottobre 2026 10:30
Tre ricoveri inutili, Sabrina muore per un morso del ragno -
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Una puntura d’insetto sulla coscia, tre accessi al pronto soccorso, un progressivo e drammatico peggioramento delle condizioni di salute e, infine, la morte. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sul decesso di Sabrina, 38 anni e madre di due figli, dopo la denuncia presentata dai familiari. L’obiettivo è ricostruire quanto accaduto e accertare le cause della morte, arrivata dopo settimane di sofferenza e diversi passaggi in ospedale.Ieri la pm Eleonora Fini ha conferito al medico legale l’incarico di eseguire l’autopsia. L’esame sarà fondamentale per chiarire l’origine della grave complicanza che ha portato al decesso della donna.La prima visita al pronto soccorso dopo la punturaLa vicenda comincia a metà settembre, quando Sabrina viene punta da un insetto sulla coscia destra. La zona si gonfia e diventa dolorosa.Il 26 settembre, preoccupata per le condizioni della gamba, la donna si reca al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia. Dopo la visita viene dimessa con una diagnosi di «puntura d’insetto con flogosi» e le viene prescritta una terapia antibiotica a base di Augmentin.Le condizioni, tuttavia, non migliorano.All’inizio di ottobre Sabrina si rivolge all’ospedale Celio per effettuare delle medicazioni. Viene visitata e trattata da un chirurgo ogni due giorni, ma, secondo quanto riferito dai familiari, non viene sottoposta ad analisi né ad altre terapie.Tra le ipotesi avanzate dai familiari c’è quella di un possibile morso di ragno violino, seguito da una reazione particolarmente grave. Saranno gli accertamenti medico-legali a dover chiarire se vi sia stato un collegamento tra la puntura, il successivo quadro clinico e il decesso.Il peggioramento e il secondo accesso al GrassiNel frattempo, raccontano i familiari, le condizioni della 38enne continuano a peggiorare. Ai dolori e all’infiammazione alla gamba si aggiungono dolori lombari e articolari, oltre a bruciore all’addome e alla schiena.Il 18 ottobre Sabrina torna al pronto soccorso dell’ospedale Grassi. Arriva con le stampelle e non riesce più a camminare autonomamente.Viene dimessa con una diagnosi di dolore lombare e le viene prescritta una risonanza magnetica alla colonna vertebrale, che però, secondo quanto riferito, non viene eseguita.L’ultimo ricovero e il trasferimento d’urgenzaIl 21 ottobre la situazione precipita ulteriormente. Sabrina non riesce quasi più a parlare e il dolore diventa insopportabile. La cugina, che la sta assistendo a casa, chiama un’ambulanza.Alle 5.30 del mattino la donna viene trasportata per la terza volta al pronto soccorso del Grassi. Nel corso della mattinata i medici comunicano ai familiari che i valori delle analisi sono alterati.Alle 13.30 i fratelli incontrano Sabrina: indossa una mascherina per l’ossigeno e ha le gambe fredde e immobili. I medici riferiscono che le sue condizioni sono critiche, che è presente un’infezione nel sangue e che è necessario intubarla e trasferirla urgentemente all’ospedale Spallanzani.I familiari denunciano, tuttavia, un’attesa di diverse ore tra l’intubazione e l’arrivo dell’ambulanza: «Da quando l’hanno intubata fino all’arrivo dell’ambulanza sono passate dalle quattro alle cinque ore».Il ricovero in terapia intensiva e la morteUna volta arrivata allo Spallanzani, la direttrice del reparto di Malattie infettive convoca i familiari e comunica loro la gravità della situazione.Sabrina viene quindi trasferita in terapia intensiva all’ospedale San Camillo. Il quadro clinico è ormai compromesso: un polmone presenta una parte in necrosi e risultano coinvolti anche cuore, fegato e reni.Il 25 ottobre la donna muore.L’autopsia per chiarire le cause del decessoOra l’inchiesta della Procura dovrà fare luce sulle cause della morte e ricostruire il percorso sanitario della 38enne, dai primi sintomi agli accessi in ospedale fino al ricovero in terapia intensiva.I familiari, assistiti dall’avvocato Pablo De Luca, chiedono che venga chiarito cosa abbia provocato il rapido e drammatico peggioramento delle condizioni della donna e se siano emersi elementi che avrebbero richiesto interventi diversi.«Siamo fiduciosi negli accertamenti che verranno fatti dalla Procura», ha dichiarato il legale.L’autopsia e gli ulteriori approfondimenti medico-legali saranno determinanti per stabilire l’origine del quadro clinico e verificare eventuali responsabilità, senza che al momento siano state accertate cause definitive o condotte colpose.

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