Tir con le ruote squarciate, si temono prime tensioni

Nel pomeriggio il ministero dell’Interno ha avviato un’azione capillare per identificare le persone coinvolte nei presidi stradali attuati illegalmente

A cura di Redazione
21 ottobre 2026 22:00
Tir con le ruote squarciate, si temono prime tensioni -
Condividi

Tutisti bloccati nelle aree industriali, viaggi interrotti e pneumatici squarciati, anche con chiodi utilizzati per danneggiare i mezzi in transito sui traghetti. È un quadro sempre più complesso quello delle proteste degli autotrasportatori, con tensioni e divisioni tra chi vuole proseguire la mobilitazione a oltranza e chi, invece, ha già deciso di fermarsi.A raccontare la situazione è Alessandro Manzi, responsabile dell’area consulenza alle imprese di Assotir, che descrive uno scenario disomogeneo, particolarmente critico in Campania. «La situazione è a macchia di leopardo e dietro le manifestazioni non c’è soltanto spontaneità», sottolinea Manzi, richiamando l’attenzione anche sugli episodi di danneggiamento e sulle difficoltà incontrate dagli autisti, spesso impossibilitati a raggiungere aziende e clienti o a riprendere regolarmente il proprio percorso.La protesta, dunque, non si limita alla rivendicazione delle ragioni della categoria, ma sta producendo conseguenze dirette sulla circolazione e sulla movimentazione delle merci, con ripercussioni che rischiano di aggravare ulteriormente le criticità del sistema logistico.Nel pomeriggio il ministero dell’Interno ha avviato un’azione capillare per identificare le persone coinvolte nei presidi stradali attuati illegalmente e responsabili di intralci alla circolazione, con particolare attenzione alla Campania. L’indicazione è quella di procedere allo sgombero di sit-in e picchetti quando impediscono la libera circolazione di persone e merci.Una linea che trova riscontro nella posizione espressa dalla stessa Assotir, tra le associazioni che nella giornata hanno sollecitato un intervento immediato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La richiesta è chiara: «Rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili».Il nodo resta quello di riportare la situazione alla normalità, garantendo il diritto alla protesta senza consentire che blocchi e intimidazioni compromettano la sicurezza degli operatori, la libertà di movimento e la continuità delle attività economiche.

Segui il Fatto Vesuviano