"Ti scamazzo", bimbi registrano gli audio delle maestre a scuola

Una ventina di famiglie ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, presentando una denuncia e consegnando il materiale raccolto

A cura di Redazione
18 ottobre 2026 22:00
"Ti scamazzo", bimbi registrano gli audio delle maestre a scuola -
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«Ti rompo la testa», «ti scamazzo», «adesso le buschi». Sono alcune delle frasi che, secondo quanto riferito dai genitori, si sentirebbero in una serie di registrazioni realizzate all’interno di una scuola per l’infanzia in provincia di Napoli. I file audio, otto in tutto, sarebbero stati registrati lo scorso 15 ottobre e conterrebbero, oltre a minacce e improperi, anche rumori compatibili con schiaffi e il pianto prolungato dei bambini.Una ventina di famiglie ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, presentando una denuncia e consegnando il materiale raccolto. I genitori sono assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi e chiedono che venga fatta piena luce su quanto sarebbe accaduto nella struttura e sulle condizioni dei loro figli.Le registrazioni, secondo la ricostruzione fornita dalle famiglie, sarebbero state effettuate nascondendo un dispositivo all’interno dello zainetto di uno dei piccoli. Successivamente, i file sarebbero stati condivisi su WhatsApp nel gruppo che riunisce le mamme.La preoccupazione nata dai comportamenti di un bambinoL’idea di registrare quanto accadeva a scuola sarebbe venuta a una madre, preoccupata per alcuni cambiamenti nel comportamento del figlio di appena due anni.Secondo quanto raccontato dalla donna, il bambino avrebbe cominciato a coprirsi le orecchie quando gli adulti parlavano, avrebbe manifestato comportamenti di autopunizione e avrebbe avuto difficoltà nel sonno, diventato irregolare.Segnali che hanno spinto la madre a cercare di capire che cosa potesse succedere durante le ore trascorse dal figlio nell’istituto. Da qui la decisione di collocare un registratore nello zaino del piccolo, nella speranza di raccogliere elementi utili a chiarire la situazione.Le conversazioni registrate avrebbero alimentato i timori della famiglia e, dopo la condivisione dei file con altri genitori, la preoccupazione si sarebbe estesa a un gruppo più ampio di famiglie.La protesta davanti alla scuola e la denuncia ai carabinieriIl giorno successivo alle registrazioni, le mamme avrebbero deciso di comune accordo di non mandare i figli a scuola. Si sono quindi riunite davanti all’istituto per chiedere spiegazioni alle maestre, senza ottenere, secondo il loro racconto, risposte ritenute soddisfacenti.Dopo la protesta, una ventina di genitori si è recata alla stazione dei carabinieri per presentare denuncia. Ai militari sono stati consegnati gli otto file audio, affinché possano essere esaminati nell’ambito degli accertamenti.La richiesta è quella di verificare se, all’interno della scuola, si siano verificati episodi di maltrattamento nei confronti dei bambini e di ricostruire il contesto delle conversazioni registrate.Gli accertamenti dovranno chiarire che cosa è successoLe registrazioni rappresentano, al momento, materiale consegnato dai genitori agli investigatori. Saranno le verifiche delle autorità a doverne accertare il contenuto, il contesto e l’eventuale rilevanza ai fini dell’indagine.Le frasi attribuite ad alcune maestre e i rumori che, secondo le famiglie, si sentirebbero nei file non costituiscono da soli una ricostruzione definitiva dei fatti. Sarà necessario stabilire chi stesse parlando, in quali circostanze siano state pronunciate le parole e se vi siano stati comportamenti penalmente rilevanti.La denuncia punta proprio a ottenere risposte attraverso un’indagine formale. Al centro della vicenda ci sono bambini molto piccoli, che non sempre riescono a raccontare in modo chiaro eventuali esperienze difficili, e famiglie che chiedono di sapere che cosa accadeva durante le ore trascorse a scuola.In attesa degli accertamenti, resta la richiesta dei genitori di fare chiarezza e garantire la tutela dei minori. Saranno le autorità competenti a verificare le accuse e a stabilire eventuali responsabilità.

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