Terremoto di magnitudo 3.8 alle falde del vulcano

La profondità di 4 chilometri colloca l’origine della scossa nei primi strati della crosta terrestre

A cura di Redazione
21 ottobre 2026 13:00
Terremoto di magnitudo 3.8 alle falde del vulcano -
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Trema la zona dell’Etna, dove nella mattinata è stato rilevato un evento sismico di magnitudo 3.8. La scossa è stata registrata alle ore 8:49 e ha interessato il territorio del Catanese, con epicentro individuato nelle vicinanze del comune di Milo.I dati diffusi dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) collocano il punto di origine del terremoto a circa 7 chilometri a ovest del centro abitato. La profondità stimata è di circa 4 chilometri, un valore che indica un’origine relativamente superficiale del fenomeno.Le coordinate dell’epicentroLa localizzazione fornita dagli strumenti di rilevamento indica una latitudine di 37,747 gradi nord e una longitudine di 15,041 gradi est. Tra i comuni considerati nella localizzazione, Milo risulta quello più vicino all’epicentro.L’evento è stato registrato nell’area etnea, un territorio interessato da una dinamica geologica complessa, legata sia alla presenza del vulcano sia ai processi tettonici che caratterizzano la regione.La profondità di 4 chilometri colloca l’origine della scossa nei primi strati della crosta terrestre. Tuttavia, questo dato, considerato da solo, non permette di determinare con precisione quali effetti il terremoto possa aver prodotto in superficie: la percezione della scossa e le eventuali conseguenze dipendono anche da altri fattori, tra cui le caratteristiche del sottosuolo e la distanza dagli abitati.Il monitoraggio dell’attività sismicaLa rilevazione rientra nell’attività di sorveglianza svolta dall’Ingv, che registra e localizza gli eventi sismici attraverso la propria rete di strumenti. I parametri iniziali consentono di individuare magnitudo, posizione e profondità del terremoto, elementi fondamentali per descriverne le caratteristiche.Per il momento, le informazioni disponibili riguardano la localizzazione e l’intensità strumentale dell’evento. Per stabilire l’eventuale impatto sulle comunità vicine occorrono ulteriori riscontri, come le segnalazioni della popolazione e le verifiche sul territorio.La scossa delle 8:49 riporta quindi l’attenzione sull’attività sismica nell’area dell’Etna, dove il monitoraggio scientifico permette di seguire costantemente l’evoluzione dei fenomeni e di aggiornare i dati man mano che vengono elaborati.

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