Specializzanda senza vita in casa, indagato il compagno

A chiedere l’intervento dei soccorsi sarebbe stato proprio il giovane, dopo essersi accorto del peggioramento delle condizioni della 31enne

A cura di Redazione
04 ottobre 2026 06:00
Specializzanda senza vita in casa, indagato il compagno -
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È morta a 31 anni, nell’abitazione di via Catili dove viveva. La vittima, una specializzanda palermitana, è stata trovata senza vita a Barcellona Pozzo di Gotto. Sul decesso la Procura ha aperto un’inchiesta e nel registro degli indagati è finito il compagno della donna, un 29enne originario di Brindisi.A chiedere l’intervento dei soccorsi sarebbe stato proprio il giovane, dopo essersi accorto del peggioramento delle condizioni della 31enne. Quando il 118 è arrivato nell’appartamento, per la donna non c’era però più nulla da fare.Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata dal procuratore Giuseppe Verzera, con i sostituti Veronica De Toni ed Emanuela Scali. Al centro delle verifiche ci sono soprattutto le sostanze che la donna potrebbe aver assunto e gli eventi che hanno preceduto la morte.L’ipotesi dell’overdoseTra le ipotesi investigative c’è quella di un’overdose da oppioidi. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione ancora da verificare: saranno gli esami medico-legali e gli accertamenti tossicologici a stabilire la causa del decesso.Il compagno è stato ascoltato a lungo dagli investigatori e successivamente in Procura, alla presenza del suo avvocato Giuseppe Ciminata. Nel corso dell’interrogatorio, secondo quanto riferito dal giovane, sarebbe emersa anche una sua precedente storia di tossicodipendenza. Il 29enne avrebbe raccontato di essere seguito dal Sert di Brindisi e di assumere metadone nell’ambito del percorso terapeutico.Secondo la sua versione, il farmaco sarebbe stato custodito in un luogo nascosto proprio per impedirne l'assunzione da parte della compagna. Gli investigatori stanno verificando anche questo passaggio, dopo che il giovane avrebbe riferito che la 31enne avrebbe assunto metadone.Nel suo racconto sarebbe comparso inoltre il fentanyl, sostanza che la donna avrebbe assunto e che, sempre secondo quanto riferito dal 29enne, sarebbe stata reperita dalla compagna attraverso la propria attività lavorativa. Anche questo elemento dovrà essere riscontrato dagli accertamenti scientifici.I rilievi nell’abitazioneDurante la perquisizione dell’appartamento, i carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno sequestrato diversi elementi ritenuti utili per ricostruire quanto accaduto.Tra il materiale acquisito figurano alcuni flaconcini di morfina, midazolam e levometadone provenienti dal Sert di Brindisi. I militari hanno inoltre acquisito il piano terapeutico del 29enne e i telefoni cellulari utilizzati dalla coppia.L’analisi dei dispositivi e della documentazione potrebbe contribuire a chiarire la provenienza delle sostanze, le modalità con cui sarebbero state assunte e gli ultimi contatti avuti dalla donna prima del decesso.Il 29enne resta indagatoIl giovane è indagato per ipotesi di reato legate alla detenzione di sostanze stupefacenti e alla morte come conseguenza di altro delitto. Al momento non è stato disposto alcun fermo.La sua posizione sarà valutata dalla Procura sulla base degli elementi raccolti e degli esiti degli accertamenti medico-legali e tossicologici. L’iscrizione nel registro degli indagati, in questa fase, non equivale ad accertamento di responsabilità.Gli investigatori dovranno ora ricostruire con precisione cosa sia accaduto nell’abitazione di via Catili e quale ruolo abbiano avuto le diverse sostanze rinvenute o indicate nelle dichiarazioni del compagno.

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