Si appropria di 150mila euro, sospeso dirigente comunale nel Nolano

Al centro dell’inchiesta ci sarebbero presunte irregolarità nella gestione dei mandati di pagamento del Comune

A cura di Redazione
20 ottobre 2026 12:00
Si appropria di 150mila euro, sospeso dirigente comunale nel Nolano -
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Un anno di sospensione dal pubblico ufficio, due immobili sottoposti a sequestro e disponibilità finanziarie bloccate nell’ambito di un’indagine che ipotizza un presunto sistema di pagamenti irregolari ai danni di un ente locale. È il quadro delineato dall’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola e condotta dalla Guardia di finanza, che vede coinvolto un dirigente comunale con responsabilità nella gestione delle risorse economiche dell’amministrazione.Il provvedimento cautelare è stato eseguito dai militari del Comando provinciale delle Fiamme gialle di Napoli, in attuazione di un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola. Nei confronti del funzionario è stata disposta la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di dodici mesi. Contestualmente, è stato ordinato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e disponibilità per un valore complessivo di circa 150mila euro, ritenuto riconducibile al profitto del reato contestato.Al centro dell’inchiesta ci sarebbero presunte irregolarità nella gestione dei mandati di pagamento del Comune, che sarebbero state realizzate nell’arco di diversi anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti contestati si sarebbero verificati tra il 2022 e il 2026, periodo durante il quale il dirigente avrebbe sfruttato le funzioni ricoperte all’interno dell’amministrazione per disporre trasferimenti di denaro a proprio favore.I mandati di pagamento nel mirino degli investigatoriL’indagine è stata sviluppata dai finanzieri del Gruppo di Nola, che avrebbero ricostruito le operazioni finanziarie sospette attraverso l’esame degli atti e della documentazione relativa alla gestione contabile dell’ente. Gli accertamenti avrebbero consentito di individuare una serie di mandati di pagamento predisposti e sottoscritti dal funzionario quando ricopriva l’incarico di responsabile del Servizio finanziario di un Comune del circondario nolano.Stando all’ipotesi investigativa, i documenti contabili sarebbero stati compilati indicando causali ritenute fittizie e riportando lo stesso dirigente tra i destinatari delle somme. Una procedura che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe consentito di far confluire denaro pubblico nella disponibilità personale dell’indagato, senza che i pagamenti corrispondessero a operazioni legittime.Il meccanismo ipotizzato dagli inquirenti si sarebbe protratto nel tempo, con operazioni distribuite lungo un arco temporale di circa quattro anni. La somma complessivamente contestata ammonta a circa 150mila euro, importo che costituisce anche il riferimento economico del sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria.L’ipotesi di reato formulata nei confronti del dirigente è quella di peculato, fattispecie che riguarda l’appropriazione di denaro o di altri beni mobili da parte di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio che ne abbia il possesso o la disponibilità in ragione delle proprie funzioni. Saranno gli ulteriori sviluppi del procedimento a chiarire nel dettaglio le singole operazioni contestate e le eventuali responsabilità penali.Sequestrati immobili, denaro e investimenti finanziariLa misura interdittiva è stata accompagnata da un intervento patrimoniale finalizzato a impedire la disponibilità dei beni che, secondo l’ipotesi accusatoria, potrebbero rappresentare il profitto dell’attività illecita contestata.Durante l’esecuzione dei provvedimenti, i militari hanno sottoposto a sequestro due immobili, somme di denaro e fondi comuni di investimento. Il valore stimato dei beni e delle disponibilità finanziarie sequestrati supera i 100mila euro.L’operazione patrimoniale si inserisce nel più ampio quadro degli accertamenti economico-finanziari condotti dalle Fiamme gialle, con l’obiettivo di individuare e vincolare le risorse riconducibili alle somme oggetto dell’indagine. Il sequestro preventivo è finalizzato all’eventuale confisca del profitto del reato, qualora ne ricorrano i presupposti all’esito del procedimento.La sospensione dall’incarico e il blocco delle disponibilità patrimoniali rappresentano, dunque, i principali effetti delle misure adottate in questa fase dell’inchiesta. L’attività investigativa punta a ricostruire le modalità con cui sarebbero stati effettuati i pagamenti e a verificare la corrispondenza tra le causali riportate negli atti contabili e le effettive ragioni delle uscite di denaro.L’inchiesta coordinata dalla Procura di NolaL’intervento nasce dagli approfondimenti investigativi svolti dalla Guardia di finanza e si è tradotto nei provvedimenti cautelari richiesti dalla Procura della Repubblica di Nola e autorizzati dal giudice per le indagini preliminari del tribunale competente.La vicenda riporta l’attenzione sui controlli relativi alla gestione delle risorse pubbliche e sui sistemi di verifica dei pagamenti effettuati dagli enti locali. La ricostruzione degli investigatori, tuttavia, dovrà essere sottoposta alle successive verifiche giudiziarie, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.La stessa Guardia di finanza precisa che le misure sono state adottate nell’ambito della fase delle indagini preliminari. I provvedimenti possono essere impugnati e l’uomo è attualmente una persona sottoposta a indagini, da considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.L’inchiesta resta quindi aperta sul piano giudiziario: saranno gli ulteriori accertamenti e le eventuali determinazioni dell’autorità giudiziaria a stabilire se le condotte ipotizzate trovino conferma e quali conseguenze potranno derivarne.

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