Colpi per mezzo milione di euro, catturata la "Ladra del Sud"
La fuga si è conclusa dopo settimane di ricerche e verifiche incrociate, sviluppate anche attraverso il monitoraggio dei profili social riconducibili alla donna
La cattura è avvenuta sabato sera, poco dopo le 21, lungo la via del Mare a Ostia. I militari, impegnati da tempo nelle ricerche della donna, sono intervenuti quando la 42enne si trovava a bordo di una Nissan Qashqai. La ricercata era nel mirino delle autorità austriache per una serie di rapine di ingente valore e per le quali, secondo quanto riportato, deve scontare una condanna a dieci anni di reclusione.
La fuga si è conclusa dopo settimane di ricerche e verifiche incrociate, sviluppate anche attraverso il monitoraggio dei profili social riconducibili alla donna. Proprio quei canali che avrebbe continuato a utilizzare durante la latitanza si sono trasformati in uno strumento decisivo per risalire ai suoi spostamenti nella Capitale.
Il tentativo di ingannare i carabinieri con un'identità falsa
Quando i militari hanno fermato l'automobile sulla quale viaggiava, la donna avrebbe tentato un'ultima mossa per evitare di essere riconosciuta. Ai carabinieri avrebbe infatti esibito documenti intestati a una presunta cittadina argentina di 33 anni, identificata come Maria Josè Lopez Ortiz.
Il nome riportato sui documenti, tuttavia, non ha retto alle verifiche effettuate dalle forze dell'ordine. Gli accertamenti hanno permesso di ricondurre la persona fermata alla reale identità di Reyna Silvia Angelica, destinataria di un mandato d'arresto europeo emesso il 2 ottobre su iniziativa dell'autorità giudiziaria austriaca.
Durante le operazioni sono stati sequestrati i documenti che la donna avrebbe utilizzato per celare la propria identità: un passaporto, una carta d'identità argentina e una patente internazionale, risultati falsi secondo gli accertamenti investigativi.
Dopo la cattura, per la 42enne sono state disposte la custodia cautelare in carcere e la detenzione ai fini dell'estradizione. La procedura dovrà consentire il trasferimento in Austria, dove è chiamata a rispondere delle vicende giudiziarie che hanno portato alla sua ricerca internazionale.
La diretta social e il lavoro degli investigatori
Dietro l'arresto ci sarebbe un'attività investigativa che ha combinato strumenti tradizionali e analisi delle tracce digitali lasciate dalla ricercata. Una volta emerso che la donna poteva trovarsi in Italia, gli investigatori hanno avviato controlli mirati per individuare gli account e i profili social che avrebbe continuato a utilizzare durante la fuga.
Il monitoraggio ha consentito di restringere progressivamente il campo delle ricerche, fino a quando l'attività online della 42enne non avrebbe fornito un elemento decisivo. Mentre la donna era impegnata in una diretta su TikTok, i militari sono riusciti a seguirne le tracce e a predisporre l'intervento.
Il blitz è scattato quando la Nissan Qashqai sulla quale viaggiava è stata intercettata lungo la via del Mare. La dinamica dell'operazione evidenzia il ruolo che i contenuti pubblicati in rete possono assumere nelle indagini, soprattutto quando una persona ricercata continua a mantenere una presenza pubblica sui social nonostante il tentativo di sottrarsi alla cattura.
Ma l'attività investigativa non si è conclusa con l'arresto. Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire la rete di relazioni della donna durante il periodo trascorso nella Capitale, verificando chi possa averle fornito assistenza, ospitalità o supporto logistico.
Le passeggiate tra il Colosseo e piazza di Spagna
Le immagini e le fotografie pubblicate sui profili social della ricercata avrebbero fornito agli investigatori ulteriori elementi per ricostruire i suoi movimenti a Roma. Dalle verifiche effettuate emergerebbe che, durante la permanenza nella Capitale, la donna si sarebbe concessa passeggiate in alcuni dei luoghi più frequentati dai turisti, tra cui il Colosseo e piazza di Spagna.
Un comportamento apparentemente lontano da quello di chi è consapevole di essere ricercato a livello internazionale. La visibilità online, però, avrebbe finito per agevolare il lavoro degli investigatori, offrendo indicazioni utili sulla presenza della donna sul territorio.
Secondo le ricostruzioni investigative, prima di raggiungere Roma la 42enne avrebbe trascorso alcuni giorni in Spagna. Anche questo passaggio è al vaglio degli inquirenti, che puntano a ricostruire le tappe della fuga e a individuare eventuali persone incontrate lungo il percorso.
Resta da chiarire soprattutto come sia riuscita a organizzare la permanenza in Italia, quali documenti abbia utilizzato nei suoi spostamenti e se abbia potuto contare su una rete di appoggi nella Capitale. Elementi che potrebbero contribuire a delineare con maggiore precisione il contesto della latitanza e i rapporti della donna con altre persone coinvolte nelle vicende contestate.
Il gruppo delle rapine tra Vienna e la Bassa Austria
L'arresto assume particolare rilievo anche per l'indagine sulle rapine che avrebbero fruttato complessivamente centinaia di migliaia di euro tra Vienna e la Bassa Austria. Secondo gli investigatori austriaci, la “Reyna del Sud” sarebbe stata una componente di un gruppo criminale composto da almeno cinque persone, sospettato di aver preso di mira abitazioni private, ville e casseforti.
Gli accertamenti avrebbero consentito di collegare alla banda una serie di colpi caratterizzati dalla sottrazione di denaro contante, gioielli, monete d'oro, orologi e accessori di lusso. Parte dei componenti del gruppo non sarebbe stata ancora rintracciata: per questo motivo, le informazioni che potranno emergere dagli approfondimenti successivi all'arresto potrebbero rivelarsi importanti per ricostruire l'intera organizzazione.
La pista investigativa riguarda soprattutto le modalità con cui sarebbero stati selezionati gli obiettivi, organizzati gli accessi alle abitazioni e trasportata la refurtiva. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se i diversi episodi siano riconducibili a un'unica struttura organizzata e quale ruolo ciascun presunto componente avrebbe avuto nella pianificazione e nell'esecuzione dei colpi.
Le casseforti svuotate e un bottino da centinaia di migliaia di euro
Tra gli episodi ricostruiti dalle autorità austriache figurano diverse rapine e furti di particolare consistenza economica. Due colpi, avvenuti tra il 12 e il 15 maggio, avrebbero fruttato complessivamente circa 100mila euro tra contanti, monete d'oro, gioielli e borse di lusso.
Un altro episodio risalirebbe al 17 gennaio, quando a Eisenstadt, località situata non lontano da Vienna, la donna avrebbe agito insieme a un complice. In quell'occasione, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata rimossa una cassaforte contenente gioielli, monete d'oro, fisarmoniche e orologi, per un valore superiore a 120mila euro.
A Bisamberg, comune della Bassa Austria, il bottino avrebbe invece compreso gioielli, borse e denaro per oltre 130mila euro. Tra gli oggetti sottratti sarebbe stata portata via anche una bicicletta elettrica di ultima generazione.
Il valore complessivo della refurtiva attribuita agli episodi contestati raggiungerebbe diverse centinaia di migliaia di euro. Le informazioni diffuse sulle indagini indicano inoltre una lunga attività criminale che gli investigatori austriaci starebbero ancora ricostruendo, anche alla luce dei diversi nomi e documenti che la donna avrebbe utilizzato nel tempo.
Una latitanza ancora tutta da ricostruire
L'identificazione e la cattura a Ostia rappresentano un passaggio importante nelle ricerche avviate dopo l'emissione del mandato d'arresto europeo. Per gli investigatori, tuttavia, resta aperta la questione della rete di contatti che avrebbe consentito alla donna di rimanere nascosta per settimane, attraversare diversi Paesi e arrivare nella Capitale senza essere immediatamente individuata.
Le verifiche proseguiranno sui documenti sequestrati, sui profili social e sugli spostamenti ricostruiti attraverso le immagini pubblicate durante la fuga. L'obiettivo è individuare eventuali complici e verificare se altre persone abbiano contribuito a garantirle una copertura durante la permanenza in Italia.
Parallelamente, le autorità austriache continueranno a sviluppare gli accertamenti sui furti e sulle rapine contestati, cercando di chiarire il ruolo della 42enne nei singoli episodi e di rintracciare gli altri presunti partecipanti.
La “Reyna del Sud”, nel frattempo, è stata raggiunta dai provvedimenti restrittivi disposti nell'ambito delle procedure giudiziarie avviate nei suoi confronti. La sua cattura chiude la fase della fuga romana, ma potrebbe aprire un nuovo capitolo investigativo, destinato a fare luce sui presunti complici, sui movimenti internazionali e sulla destinazione del bottino accumulato nel corso dei colpi contestati.