Rubano soldi e pietre preziose, presi due truffatori nel Vallo di Lauro

Le indagini avviate dalla polizia hanno consentito di identificare in pochi giorni i due presunti autori

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 09:00
Rubano soldi e pietre preziose, presi due truffatori nel Vallo di Lauro -
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Un falso allarme per un incidente stradale, la telefonata di un sedicente maresciallo e, poco dopo, la visita a domicilio di un uomo che si è presentato come appartenente all’Arma. È attraverso questa sequenza che un’anziana di 85 anni residente a Lauro, in provincia di Avellino, sarebbe stata raggirata e privata di contanti e preziosi per un valore complessivo stimato in circa 10mila euro.Le indagini avviate dalla polizia hanno consentito di identificare in pochi giorni i due presunti autori della truffa. Si tratta di un 61enne napoletano, con precedenti, arrestato e successivamente sottoposto agli arresti domiciliari a Scampia, e di un giovane di 19 anni, già noto alle forze dell’ordine, denunciato in stato di libertà.Nel corso degli accertamenti gli agenti hanno recuperato una parte della refurtiva, poi restituita alla vittima. L’operazione si inserisce nelle attività investigative condotte dalla Questura per contrastare le truffe ai danni delle persone anziane.La telefonata sul presunto incidente del figlioSecondo la ricostruzione degli investigatori, il raggiro sarebbe iniziato con una telefonata. All’altro capo del telefono, un uomo che si sarebbe spacciato per un maresciallo dei carabinieri avrebbe comunicato alla donna una notizia allarmante: il figlio sarebbe rimasto coinvolto in un grave incidente stradale.La falsa emergenza avrebbe avuto lo scopo di mettere l’anziana in uno stato di agitazione, spingendola a fidarsi delle indicazioni ricevute e ad agire rapidamente. Durante la conversazione le sarebbe stato spiegato che, per risolvere la situazione ed evitare conseguenze al familiare, si sarebbe presentato a casa un altro appartenente alle forze dell’ordine.Poco dopo, un uomo si sarebbe effettivamente recato nell’abitazione di Lauro, qualificandosi falsamente come brigadiere. Convinta di trovarsi davanti a una persona incaricata di aiutarla a gestire la presunta emergenza, la donna gli avrebbe consegnato denaro contante e monili in oro.Una volta ottenuti i preziosi e i soldi, i due si sarebbero allontanati. La vittima si è resa conto di essere stata raggirata e ha denunciato l’accaduto alla polizia, facendo partire le indagini.Le indagini e il recupero di parte dei preziosiGli agenti del Commissariato di Lauro hanno avviato immediatamente gli accertamenti, riuscendo in pochi giorni a risalire ai due sospettati.Determinanti, secondo quanto ricostruito dalla polizia, sono stati gli approfondimenti investigativi che hanno permesso di identificare il 61enne e il complice più giovane. I controlli hanno portato anche al recupero di una parte di quanto sottratto all’85enne.In particolare, al 19enne sarebbero stati sequestrati mille euro in contanti e alcune pietre preziose. Al 61enne, invece, gli investigatori avrebbero trovato 710 euro, ritenuti presumibilmente riconducibili alla vendita dell’oro sottratto alla donna.Le somme e i preziosi recuperati rappresentano soltanto una parte del bottino, la cui entità complessiva era stata inizialmente quantificata in circa 10mila euro. Quanto recuperato è stato riconsegnato alla vittima.Arresto convalidato e domiciliari a ScampiaPer il 61enne è scattato l’arresto. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal giudice del Tribunale di Avellino, che ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Scampia, quartiere di Napoli.Il complice di 19 anni è stato invece denunciato in stato di libertà. Le rispettive posizioni restano soggette alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.L’intervento rientra nel quadro delle attività predisposte dalla Questura per individuare chi utilizza falsi ruoli istituzionali e situazioni di emergenza inventate per sottrarre denaro e oggetti di valore alle persone più vulnerabili.L’appello della Questura: «Nessuno chiede denaro a domicilio»Di fronte al ripetersi di episodi analoghi, la Questura di Avellino, diretta dal questore Pasquale Picone, rinnova l’invito alla prudenza, soprattutto quando una telefonata annuncia incidenti, problemi giudiziari o altre emergenze che coinvolgono familiari.Il consiglio delle forze dell’ordine è di non consegnare mai denaro, gioielli o altri beni a persone che si presentano a casa dichiarando di appartenere alle istituzioni. In caso di telefonate sospette, è importante interrompere il contatto e verificare autonomamente quanto riferito, rivolgendosi direttamente alle forze dell’ordine attraverso i canali ufficiali.Il messaggio della polizia è chiaro: nessun appartenente alle forze dell’ordine si presenta nelle abitazioni per riscuotere soldi o ritirare oro e preziosi. Le richieste di questo tipo devono essere considerate un possibile tentativo di truffa e segnalate tempestivamente.Altri casi tra Avellino e NapoliL’episodio di Lauro si aggiunge ad altri raggiri che hanno interessato anziani in Campania. Nei giorni scorsi, una pattuglia della Polizia Stradale di Avellino Ovest ha intercettato e arrestato due uomini sull’autostrada A16, nei pressi di Montemiletto. Secondo quanto riferito, i due avrebbero appena truffato una donna di 85 anni a Matera e stavano viaggiando verso il Napoletano con la refurtiva.In un altro caso, un anziano residente nel capoluogo irpino sarebbe stato derubato di contanti e gioielli per un valore complessivo di circa 15mila euro, ancora una volta attraverso la tecnica del falso maresciallo. Gli investigatori stanno esaminando tabulati telefonici e immagini delle telecamere per risalire ai responsabili.A Napoli, inoltre, a luglio era stata individuata una presunta centrale operativa dedicata alle truffe agli anziani. Al centro dell’indagine una coppia di conviventi che, secondo gli accertamenti, avrebbe organizzato il coordinamento dei soggetti incaricati di raggiungere le vittime nelle diverse province.Vicende diverse, ma accomunate da uno schema ricorrente: sfruttare la paura per un familiare e la fiducia riposta nelle istituzioni per indurre le vittime a consegnare spontaneamente denaro e oggetti preziosi. Proprio la rapidità con cui viene costruita la falsa emergenza rende fondamentale mantenere la calma, verificare ogni informazione e chiedere aiuto alle forze dell’ordine prima di prendere qualsiasi decisione.

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