Ragazzi distruggono distributore di snack
i distributori erano già stati oggetto di precedenti danneggiamenti, episodi che finora non erano stati resi pubblici
Vetrine sfondate, schiamazzi e musica ad alto volume fino a tarda notte. È il quadro che emerge dalle segnalazioni arrivate da Caserta dopo la notte tra sabato e domenica, segnata dal danneggiamento di un distributore automatico in via Mazzini e dalle proteste dei residenti di via Ferrante per i rumori della movida. Intanto, in città proseguono i lavori per l’installazione e la messa in funzione delle prime telecamere del progetto “Caserta Sicura”.Via Mazzini, distributore automatico preso a calci e pugniNel cuore della città, un gruppo di giovani avrebbe danneggiato uno dei distributori automatici di snack e bevande presenti in via Mazzini. Le immagini diffuse dalla titolare dell’attività mostrano un ragazzo mentre colpisce ripetutamente con i pugni la vetrina, per poi continuare con una serie di calci fino a provocarne la rottura.Nel filmato si vedono anche alcuni degli amici presenti richiamare l’attenzione del giovane sulla presenza delle telecamere di videosorveglianza, senza tuttavia riuscire a fermarlo.Secondo quanto riferito dalla titolare, i distributori erano già stati oggetto di precedenti danneggiamenti, episodi che finora non erano stati resi pubblici. Questa volta, invece, la scelta è stata quella di diffondere le immagini e annunciare la formalizzazione di una denuncia alle forze dell’ordine.L’episodio riporta al centro il tema della tutela delle attività commerciali e degli spazi pubblici, oltre alla necessità di individuare i responsabili dei danneggiamenti.Via Ferrante, residenti esasperati dalla musica notturnaSul fronte della malamovida, le proteste arrivano da via Ferrante, dove i residenti denunciano rumori e musica ad alto volume che si protraggono fino a tarda notte, rendendo difficile la normale vita domestica.«Dalle dieci di sera in poi sembra di stare in una discoteca a cielo aperto. In casa non si riesce a sentire nemmeno la televisione», racconta Rosi Di Costanzo, presidente del Comitato Vivibilità Cittadina.Il comitato sta preparando un esposto che dovrebbe essere sottoscritto dai residenti, stanchi di una situazione che, secondo le segnalazioni, si ripeterebbe con frequenza e comprometterebbe il riposo e la tranquillità nelle abitazioni.Di Costanzo sottolinea che il problema non riguarda esclusivamente il centro storico e i locali della movida. Le lamentele interesserebbero anche altre zone della città e le strutture che ospitano feste e cerimonie, dove, secondo quanto riferito, la musica ad alto volume e gli annunci attraverso gli altoparlanti causerebbero disagi a chi vive nelle vicinanze.La richiesta del comitato è che le regole vengano applicate in modo uniforme, senza distinzioni legate alla tipologia di attività o alla zona in cui si trova. Di Costanzo lamenta inoltre la mancanza di risposte concrete negli ultimi anni e si prepara a portare la questione Caserta a Venezia, in occasione della quarta Conferenza nazionale Vivibilità, organizzata dal Comitato Danni da Movida.Al centro dell’incontro ci saranno il rapporto tra vivibilità ed economia, il ruolo della magistratura di fronte all’inerzia delle istituzioni locali, la sicurezza negli spazi pubblici e i conflitti legati al loro utilizzo. Temi che coinvolgono sempre più anche i quartieri residenziali, non soltanto i centri storici delle grandi città turistiche.“Caserta Sicura”, al lavoro sulle prime telecamereMentre si moltiplicano le segnalazioni sul fronte della sicurezza e della vivibilità urbana, proseguono gli interventi legati al progetto “Caserta Sicura”, destinato a potenziare il sistema cittadino di videosorveglianza.Le attività interessano viale Medaglie d’Oro, piazza Andolfato e via Ferrarecce. In queste aree si sta lavorando all’ampliamento dei ponti radio necessari a garantire una corretta ricezione delle immagini trasmesse dalle telecamere. Si tratta di interventi tecnici indispensabili affinché gli apparati installati possano funzionare regolarmente e le riprese raggiungano i sistemi di controllo.Il progetto prevede complessivamente 39 telecamere: 14 dotate di tecnologia per il riconoscimento automatico delle targhe e altre 25 destinate alla videosorveglianza del territorio.Il sistema potrà rappresentare uno strumento utile sia per la prevenzione sia per l’accertamento di eventuali illeciti, contribuendo, per esempio, alle indagini su episodi come quello denunciato in via Mazzini. La tecnologia, tuttavia, non è sufficiente da sola a risolvere tutte le criticità della sicurezza urbana.Accanto alle telecamere restano fondamentali i controlli, il rispetto delle regole e la capacità delle istituzioni di dare seguito alle segnalazioni dei cittadini. È su questi fronti che si misura la risposta alle richieste di maggiore sicurezza e vivibilità provenienti dai quartieri di Caserta.