Pompe a secco, prezzi altissimi e allarme per i trasporti sanitari

Con la situazione in continua evoluzione, i social network sono diventati uno strumento utilizzato dagli automobilisti per scambiarsi informazioni sui distributori ancora operativi

A cura di Redazione
21 ottobre 2026 21:00
Pompe a secco, prezzi altissimi e allarme per i trasporti sanitari -
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Ore di attesa per fare rifornimento, file davanti ai distributori ancora in grado di erogare carburante e automobilisti costretti a spostarsi da un Comune all’altro per trovare benzina o gasolio. Nell’area metropolitana di Napoli gli effetti della protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continuano a farsi sentire, trasformando il rifornimento in una ricerca sempre più complicata.Le segnalazioni arrivano da diversi territori, da Mugnano a Pozzuoli, fino ai quartieri napoletani di Pianura e della zona di via Giacomo Leopardi. Le code si concentrano soprattutto negli impianti che dispongono ancora di scorte, mentre la corsa a fare il pieno contribuisce a esaurire più rapidamente le quantità disponibili. Difficoltà vengono segnalate anche per il Gpl.La caccia al carburante si sposta sui socialCon la situazione in continua evoluzione, i social network sono diventati uno strumento utilizzato dagli automobilisti per scambiarsi informazioni sui distributori ancora operativi. Nei gruppi dedicati ai diversi Comuni della provincia di Napoli si moltiplicano domande, richieste di aiuto e segnalazioni sulla disponibilità di benzina e gasolio.L’obiettivo è individuare un impianto che abbia ancora carburante, evitando di trascorrere ore in coda inutilmente o di percorrere lunghe distanze senza la certezza di riuscire a fare rifornimento.La difficoltà non riguarda soltanto chi utilizza l’auto per gli spostamenti quotidiani. In un territorio in cui molti servizi dipendono dalla mobilità su strada, le ripercussioni possono estendersi anche alle attività lavorative e ai trasporti essenziali, soprattutto se i problemi di approvvigionamento dovessero prolungarsi.Polemiche sui prezzi: segnalati diesel a 2,799 euro e benzina a 2,499Accanto alle difficoltà nel reperire il carburante, cresce la rabbia per i prezzi praticati da alcuni distributori. Diversi automobilisti denunciano aumenti consistenti e accusano alcuni gestori di approfittare della situazione di emergenza.Tra le segnalazioni circolate vengono indicati impianti con il diesel venduto a 2,799 euro al litro e la benzina a 2,499 euro al litro. Valori nettamente superiori ai prezzi medi riportati nelle stesse segnalazioni, pari a circa 2,25 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina.Si tratta di prezzi denunciati dagli automobilisti, che non costituiscono di per sé una verifica generalizzata delle tariffe applicate sul territorio. Le segnalazioni alimentano comunque le proteste di chi, già alle prese con la difficoltà di trovare carburante, teme di dover affrontare anche una spesa molto più elevata per riuscire a fare il pieno.«Senza carburante si ferma anche il trasporto dei pazienti»A lanciare un allarme sulle conseguenze più delicate della crisi è l’associazione sanitaria “Nessuno Tocchi Ippocrate”. Il presidente Manuel Ruggiero esprime solidarietà alle ragioni della protesta degli autotrasportatori, ma chiede che venga assicurato il passaggio delle autocisterne destinate al rifornimento dei distributori.La preoccupazione riguarda soprattutto i servizi sanitari che dipendono dalla disponibilità di carburante per poter funzionare regolarmente. Un blocco prolungato delle forniture rischierebbe infatti di coinvolgere non soltanto gli spostamenti privati e il trasporto delle merci, ma anche i trasferimenti dei pazienti e le attività di emergenza.«Senza carburante si ferma tutto il trasporto su ruote, anche quello dei pazienti», avverte Ruggiero.Il riferimento è, in particolare, alle persone che devono raggiungere i centri dialisi, ai trasferimenti secondari tra ospedali e ai mezzi impegnati nei servizi di emergenza, compreso il sistema del 118. La disponibilità di carburante è una condizione indispensabile per garantire la continuità di questi interventi.La richiesta: garantire le forniture per i servizi essenzialiPur riconoscendo le ragioni alla base della mobilitazione, Ruggiero sottolinea la necessità di evitare che le conseguenze del blocco ricadano sulle persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria.«Ora ci troviamo di fronte ad una contrattazione con la salute», denuncia, richiamando l’attenzione sui rischi che potrebbero emergere se le difficoltà di rifornimento dovessero compromettere la mobilità dei pazienti.La richiesta dell’associazione è quindi quella di garantire il transito delle cisterne destinate al rifornimento, così da contenere le ripercussioni sui servizi essenziali senza negare le ragioni della protesta.Nel frattempo, nell’area metropolitana di Napoli, gli automobilisti continuano a fare i conti con file, disponibilità limitate e prezzi contestati. Ma, oltre al disagio quotidiano di chi cerca benzina e gasolio, cresce la preoccupazione per un possibile effetto a catena che potrebbe coinvolgere trasporti, attività economiche e assistenza sanitaria.

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