Poggiomarino unita per Longola, il prefetto: "Rispondiamo anche al nuovo incendio"
A Poggiomarino la visita di di Bari è diventata anche una manifestazione spontanea di vicinanza. Scuole, associazioni, giovani e rappresentanti della comunità si sono ritrovati insieme
Ancora fiamme, ancora un allarme. A pochi mesi dal grave rogo che aveva devastato parte del parco archeofluviale, un nuovo incendio ha colpito l'area di Poggiomarino. Questa volta a finire in cenere è stata una struttura esterna all'ingresso del sito, insieme a due palme. Un altro episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza e porta nuovamente sul posto il prefetto di Napoli Michele di Bari.
«La sicurezza aumenterà, non spegneremo i riflettori su Longola che anzi diventerà ancora più centrale nel percorso del Parco di Pompei», ha assicurato il prefetto, arrivato in città per incontrare istituzioni, associazioni, studenti e cittadini. Una risposta istituzionale dopo l'ennesimo episodio che ha colpito un'area considerata strategica per la valorizzazione del territorio.In centinaia per difendere il sitoA Poggiomarino la visita di di Bari è diventata anche una manifestazione spontanea di vicinanza. Scuole, associazioni, giovani e rappresentanti della comunità si sono ritrovati insieme, dando vita a una partecipazione numerosa.
Il messaggio emerso dall'incontro è stato quello di non lasciare che gli incendi e i danneggiamenti interrompano il percorso avviato negli ultimi anni. Particolarmente significativa la presenza delle realtà di volontariato che operano nell'area e che hanno continuato a lavorare anche dopo il devastante incendio dell'estate.La ricostruzione dopo il rogoIl primo incendio aveva provocato danni ingenti, distruggendo una delle riproduzioni delle antiche strutture e coinvolgendo reperti e materiali utilizzati dalle associazioni.Adesso si prepara un nuovo intervento. Il commissario prefettizio Gabriella D'Orso ha spiegato che sono già stati caratterizzati i rifiuti prodotti dalle fiamme. «Nei prossimi giorni partirà l'operazione di bonifica propedeutica al prossimo intervento di ricostruzione», ha annunciato.
Una prima fase necessaria per mettere in sicurezza l'area e consentire successivamente di intervenire sulle strutture danneggiate.
Il bilancio del commissariamento
Nel corso della giornata il prefetto ha fatto anche il punto sul lavoro svolto a Poggiomarino negli ultimi due anni, durante la gestione commissariale.
«Abbiamo svolto un lavoro di due anni, preparando il terreno per la prossima amministrazione comunale», ha dichiarato di Bari, sottolineando che «ora la città è pronta ad avere una nuova guida politica».
Intanto, sul fronte della valorizzazione, è arrivato anche un gesto simbolico da parte di Vivi Longola, che ha consegnato al prefetto un cesto di conserve realizzate con prodotti coltivati nell'area. Un modo per raccontare il legame tra il patrimonio archeologico e le attività che negli anni sono nate attorno al sito.
«Saremo sempre qui»
A rappresentare le associazioni impegnate sul campo è stata Linda Solino, presidente di Terramare 3000, una delle realtà maggiormente colpite dal precedente incendio.
La professoressa ha ribadito la volontà di andare avanti nonostante i raid: «Saremo sempre qui a fare cultura e conoscenza», ha affermato, indicando nella continuità delle attività la risposta agli attacchi subiti.
Il nuovo rogo lascia dunque aperta la questione della sicurezza, ma trova una comunità che, almeno per ora, sceglie di reagire restando unita attorno a un patrimonio che istituzioni e associazioni intendono rilanciare.