Nuovo Codice della Strada: multe ridotte

La riforma, secondo le indicazioni del ministero, elimina l’obbligo di portare materialmente i documenti cartacei relativi alla guida

A cura di Redazione
14 ottobre 2026 17:00
Nuovo Codice della Strada: multe ridotte -
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Multe ridotte per alcune violazioni, ma controlli e obblighi più stringenti in diversi ambiti della circolazione stradale. Il nuovo Codice della Strada approvato in Consiglio dei ministri punta a intervenire sia sull’entità delle sanzioni sia sui comportamenti considerati maggiormente pericolosi per la sicurezza degli utenti della strada. Il pacchetto di misure, promosso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, comprende modifiche che riguardano automobilisti, motociclisti, conducenti di veicoli leggeri e operatori del trasporto professionale.Tra i punti principali figurano il blocco degli aumenti automatici delle multe legati all’inflazione, la riduzione di alcuni importi minimi, nuove disposizioni per chi circola senza assicurazione e una revisione delle procedure amministrative. Sono inoltre previste modifiche sui documenti di guida, sulla gestione dei contrassegni per le persone con disabilità e sulle condizioni di circolazione di alcune categorie di veicoli.Multe, stop agli aumenti automatici e importi rivisti al ribassoUno degli interventi riguarda il meccanismo di aggiornamento delle sanzioni amministrative. Il provvedimento prevede la sospensione dell’adeguamento automatico biennale degli importi all’inflazione, evitando così gli aumenti che sarebbero derivati dall’applicazione del sistema di rivalutazione.A questa misura si aggiunge una revisione al ribasso di alcuni importi minimi previsti dalla normativa vigente. Nel dettaglio, le sanzioni che partivano da 26 euro vengono portate a 25 euro; quelle da 42 euro scendono a 40 euro. Gli importi di 83 e 87 euro vengono invece ricondotti entrambi a 80 euro.L’obiettivo è contenere il peso economico di alcune contravvenzioni, intervenendo contemporaneamente sulle regole che disciplinano la sicurezza stradale. La riduzione degli importi, dunque, si accompagna a disposizioni più rigorose in relazione a specifiche condotte e violazioni.Veicoli senza assicurazione, nuove restrizioniUn capitolo rilevante riguarda i mezzi che circolano senza una copertura assicurativa obbligatoria. Per questi veicoli è previsto il divieto di circolazione a tempo indeterminato, una misura che punta a contrastare la presenza sulle strade di mezzi non regolarmente assicurati.Le novità interessano anche i veicoli immatricolati all’estero che vengono utilizzati in Italia per periodi prolungati. Per quelli che circolano sul territorio nazionale per più di 30 giorni viene introdotto l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane.Il provvedimento interviene inoltre sul recupero delle sanzioni non pagate da utenti stranieri, prevedendo la possibilità di procedere alla riscossione coattiva delle somme dovute. L’intento è rendere più efficace l’applicazione delle disposizioni anche quando i destinatari delle multe non risiedono in Italia.Verbali, tempi di notifica più breviCambiano anche i termini previsti per la notifica delle violazioni accertate a distanza. Secondo quanto illustrato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare i verbali nei casi in cui l’infrazione venga rilevata da remoto senza contestazione immediata al conducente.Il ministero presenta la riduzione dei tempi come una misura a tutela degli automobilisti. Ricevere la comunicazione in un intervallo più breve, infatti, dovrebbe consentire agli interessati di conoscere prima la contestazione e di valutare con maggiore tempestività le eventuali iniziative a difesa delle proprie ragioni.La modifica riguarda quindi le procedure amministrative legate all’accertamento delle violazioni e punta a ridurre i tempi che intercorrono tra la rilevazione dell’infrazione e la comunicazione al destinatario.Patente e documenti di circolazione: verifiche telematicheUn’altra novità riguarda i documenti che gli automobilisti devono avere con sé durante gli spostamenti. La riforma, secondo le indicazioni del ministero, elimina l’obbligo di portare materialmente i documenti cartacei relativi alla guida e alla circolazione del veicolo.I controlli potranno essere effettuati direttamente dagli organi di polizia attraverso sistemi telematici, così da verificare le informazioni necessarie senza richiedere necessariamente l’esibizione della documentazione cartacea.La misura si inserisce in un percorso di semplificazione delle procedure, facendo leva sugli strumenti digitali per rendere più agevoli le verifiche durante i controlli su strada.Contrassegno disabili, obbligo di adesione alla piattaforma nazionaleIl nuovo Codice interviene anche sulla gestione del Contrassegno unificato disabili europeo, conosciuto con la sigla CUDE. Il provvedimento prevede una semplificazione delle procedure e impone a tutti i Comuni di aderire alla piattaforma nazionale, con l’obiettivo di garantire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano.L’adesione degli enti locali diventa quindi un elemento centrale per assicurare una gestione più uniforme delle autorizzazioni e facilitare gli spostamenti delle persone con disabilità anche al di fuori del Comune di residenza.Per le amministrazioni che non aderiranno è prevista una conseguenza specifica: non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per rilevare le violazioni relative alla sosta riservata alle persone con disabilità e all’accesso alle Zone a traffico limitato, le Ztl.La disposizione collega così l’utilizzo dei sistemi automatici di controllo all’adesione degli enti locali alla piattaforma nazionale.Motocicli, biciclette e monopattini: cosa cambiaIl provvedimento contiene nuove disposizioni anche per alcune categorie di veicoli leggeri. Per i motociclisti viene prevista la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti. Una previsione che riguarda situazioni di traffico critico e che dovrà essere applicata secondo le condizioni stabilite dalla disciplina.Per i cosiddetti cicli a propulsione, tra cui vengono citate le biciclette utilizzate dai rider, sono indicati nuovi obblighi relativi al casco e al contrassegno. Si tratta di un intervento che interessa in particolare i mezzi impiegati per attività professionali e di consegna.Per i monopattini elettrici, invece, viene introdotto il divieto di circolazione quando il mezzo costituisce un intralcio o un pericolo per i pedoni. La disposizione richiama la necessità di tutelare gli utenti più vulnerabili, soprattutto negli spazi condivisi tra mezzi di trasporto e persone a piedi.Trasporto professionale, limite di età elevato a 70 anniLe modifiche riguardano infine i conducenti impegnati nel trasporto professionale. Il limite anagrafico viene innalzato da 68 a 70 anni per le patenti del gruppo 2, che comprendono le categorie C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE.L’innalzamento dell’età massima non elimina, tuttavia, le verifiche periodiche: resta previsto l’obbligo di controlli biennali. La misura modifica quindi il limite anagrafico, mantenendo una procedura di verifica della permanenza dei requisiti necessari alla guida.Una riforma tra semplificazione e sicurezzaNel complesso, il nuovo Codice della Strada combina interventi di alleggerimento economico e amministrativo con regole più restrittive in alcuni ambiti della circolazione. Da una parte, lo stop all’adeguamento automatico all’inflazione e la revisione di alcuni importi puntano a contenere le multe; dall’altra, le disposizioni su assicurazioni, controlli, mobilità leggera e trasporto professionale mirano a modificare obblighi e procedure.Per valutare l’effettiva portata delle novità sarà fondamentale fare riferimento al testo definitivo e alle relative disposizioni di attuazione, distinguendo tra l’approvazione del provvedimento in Consiglio dei ministri e l’entrata in vigore delle singole misure. Non tutte le modifiche annunciate, infatti, diventano necessariamente operative nello stesso momento.

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