Mail a 50 scuole con allarme bomba: "La morte è vicina"
L’episodio ha comunque provocato momenti di preoccupazione tra dirigenti scolastici, personale, studenti e famiglie
Un’email dal tono minaccioso, con l’annuncio di presunti attentati terroristici, ha fatto scattare l’allarme in almeno 50 scuole italiane, coinvolgendo istituti dal Nord al Sud del Paese. Il messaggio, che presentava un mittente apparentemente appartenente al ministero dell’Istruzione dell’Arabia Saudita, segnalava la presunta presenza di esplosivi all’interno degli edifici e prospettava una serie di attacchi sul territorio nazionale.La comunicazione ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza. Le autorità sono intervenute per verificare le segnalazioni e controllare gli istituti indicati nella mail. Le ispezioni effettuate hanno dato esito negativo: non sono stati trovati ordigni nei plessi sottoposti a verifica.L’episodio ha comunque provocato momenti di preoccupazione tra dirigenti scolastici, personale, studenti e famiglie. In alcuni casi, per consentire i controlli in sicurezza, sono state adottate misure precauzionali, tra cui la chiusura degli edifici e l’evacuazione degli alunni.«La morte è vicina»: il contenuto della mailL’email aveva come oggetto «La morte è vicina» e conteneva minacce esplicite. Nel testo si sosteneva che all’interno degli edifici scolastici fosse stato collocato un ordigno esplosivo contenente nitrato d’ammonio, indicato con la sigla ANFO.Il messaggio proseguiva annunciando presunti attacchi terroristici programmati in Italia e utilizzava riferimenti religiosi e politici per rafforzare il tono intimidatorio della comunicazione.Le minacce hanno imposto una risposta immediata, nonostante l’autenticità del mittente e la veridicità delle informazioni contenute nella mail fossero tutte da verificare. Il nome visualizzato come mittente, infatti, non costituisce di per sé una prova della reale provenienza del messaggio.Le forze dell’ordine sono state quindi chiamate a verificare le segnalazioni e a escludere la presenza di pericoli concreti negli istituti coinvolti. Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire chi abbia inviato le comunicazioni e se dietro la diffusione della mail ci sia un’unica persona o un’azione coordinata.Allarme in Calabria: tre scuole coinvolteTra le regioni interessate c’è la Calabria, dove le segnalazioni hanno riguardato tre istituti: il liceo Volta di Cotronei, in provincia di Crotone, l’istituto Jerace di Polistena e l’istituto comprensivo Giovanni XXIII di Villa San Giovanni, entrambi nel Reggino.A Cotronei la risposta è stata coordinata tra amministrazione comunale, Questura, Carabinieri, Polizia locale e Vigili del fuoco. Alle operazioni hanno partecipato anche unità cinofile provenienti da Vibo Valentia, impegnate a controllare gli ambienti scolastici alla ricerca di eventuali oggetti sospetti.Le verifiche sono state condotte nelle diverse aule e negli spazi dell’edificio, con l’obiettivo di escludere la presenza di esplosivi e garantire la sicurezza di chi frequenta la scuola.Il sindaco Antonio Ammirati ha disposto la chiusura dell’istituto fino a nuove disposizioni, precisando che eventuali decisioni sulla riapertura sarebbero state adottate soltanto dopo le verifiche delle forze dell’ordine.La scelta ha avuto carattere precauzionale ed è stata dettata dalla necessità di attendere il completamento dei controlli prima di consentire il ritorno alla normale attività scolastica.Reggio Emilia, evacuato il polo scolastico di RivaltaL’allarme ha raggiunto anche l’Emilia-Romagna. Nel pomeriggio, intorno alle 14, è stato evacuato il polo scolastico di Rivalta, frazione di Reggio Emilia, dopo la ricezione di una comunicazione contenente minacce relative alla presenza di ordigni negli edifici.Il complesso comprende la scuola dell’infanzia Aquilone, la scuola media e la sede di Ghiarda. La decisione di evacuare è stata presa per consentire lo svolgimento dei controlli senza esporre alunni e personale a possibili rischi.Circa 80 bambini sono stati fatti uscire dalla struttura e successivamente riconsegnati alle famiglie, che erano state avvisate della necessità di raggiungere la scuola per riprenderli.La dirigente scolastica ha immediatamente informato la Digos, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire la provenienza della mail e verificare le circostanze della minaccia.Anche in questo caso, le operazioni di bonifica non hanno rilevato la presenza di ordigni. Una volta completate le verifiche e accertata l’assenza di pericoli, è stato comunicato che le lezioni sarebbero riprese regolarmente il giorno successivo.Controlli negativi, ma restano gli accertamenti sull’origine delle minacceIl bilancio iniziale degli interventi è dunque rassicurante sul fronte della sicurezza: negli istituti controllati non sono stati trovati esplosivi. Le conseguenze della mail si sono però tradotte in evacuazioni, chiusure temporanee e un’intensa attività di verifica da parte delle autorità.La priorità resta ora ricostruire l’origine della comunicazione e accertare l’identità del mittente. Gli investigatori dovranno verificare anche l’eventuale uso improprio di un indirizzo istituzionale o di elementi grafici e nominativi destinati a far apparire autentica la provenienza del messaggio.La diffusione della stessa minaccia a numerose scuole, distribuite in diverse aree del Paese, rende particolarmente importante chiarire se gli invii siano riconducibili a una singola iniziativa o a più soggetti.Nel frattempo, le verifiche negative hanno permesso di escludere la presenza di ordigni negli istituti controllati, ma non cancellano le conseguenze dell’allarme per le comunità scolastiche coinvolte. Le indagini proseguono per fare luce sulle minacce e individuare i responsabili.