L'OMICIDIO

Lite per 300 euro, ucciso e gettato in un pozzo

Dopo un lungo interrogatorio da parte dei militari dell’Arma, è scattato il provvedimento di fermo firmato dal pubblico ministero

A cura di Redazione
29 ottobre 2026 15:00
Lite per 300 euro, ucciso e gettato in un pozzo -
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Sarebbe nato da una controversia per un’autoclave difettosa il litigio culminato nella morte del 78enne, trovato nella cisterna della sua abitazione a Torre Rinalda. L’uomo fermato, Emmanuel Greco, è accusato del delitto: la ricostruzione degli investigatori dovrà essere verificata nelle successive fasi giudiziarie.Un dissidio economico per la restituzione di 300 euro, legati a un lavoro idraulico mai andato a buon fine, sarebbe alla base dell’omicidio di Antimo Mazzotta, il pensionato di 78 anni trovato senza vita, a testa in giù, all’interno della cisterna della sua abitazione a Torre Rinalda, nel Leccese.Nelle scorse ore i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Lecce, guidati dal colonnello Cristiano Marella, hanno fermato Emmanuel Greco, idraulico di 33 anni residente a Surbo, accusato del delitto.Dopo un lungo interrogatorio da parte dei militari dell’Arma, è scattato il provvedimento di fermo firmato dal pubblico ministero Luigi Mastroniani. Il 33enne è stato condotto in carcere.La disputa per l’autoclave difettosaSecondo la ricostruzione degli investigatori, alla base della vicenda ci sarebbe una controversia andata avanti per diversi mesi.Mazzotta riteneva di essere stato danneggiato dall’artigiano, che gli aveva installato un’autoclave collegata al pozzo di casa per un costo di 300 euro. L’impianto, tuttavia, non avrebbe mai funzionato correttamente.L’anziano avrebbe più volte sollecitato il tecnico, chiedendo la restituzione della somma pagata oppure la sostituzione dell’apparecchio, senza ottenere risposte.La situazione si sarebbe aggravata nelle ultime settimane, quando il pensionato si è rivolto a un secondo idraulico per risolvere definitivamente il problema. Durante l’intervento, il nuovo tecnico avrebbe confermato che la precedente autoclave era difettosa.L’ultimo incontro e la liteDopo aver ricevuto la conferma, Mazzotta si sarebbe recato sabato scorso da alcuni amici che in passato avevano fatto da intermediari con il primo artigiano, chiedendo un’ultima mediazione per recuperare i 300 euro.L’idraulico avrebbe accettato di incontrarlo il giorno successivo.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante il confronto sarebbe scoppiata una violenta discussione, culminata nell’aggressione mortale al pensionato.Il corpo nascosto nella cisternaDopo aver sparato contro il 78enne, il presunto responsabile avrebbe occultato il corpo all’interno del pozzo artesiano, approfittando — secondo gli inquirenti — della conoscenza della proprietà e della posizione della cisterna.L’arma del delitto, una pistola calibro 9, sarebbe stata successivamente ritrovata nelle campagne.Le indagini e il fermoA portare gli investigatori sulle tracce del 33enne sarebbero stati gli accertamenti tecnologici, le testimonianze raccolte tra conoscenti della vittima e l’incrocio dei dati acquisiti dai carabinieri.Il fermo rappresenta una svolta nell’inchiesta sulla morte di Antimo Mazzotta. La ricostruzione del movente e della dinamica del delitto resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Ulteriori sviluppi potranno chiarire la dinamica dell’ultimo episodio e consentire di comprendere se vi siano elementi di collegamento con il precedente furto.

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