FINANZA

L'armatore vesuviano non paga le tasse, sequestrato yacht milionario

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’unità navale avrebbe beneficiato del regime di ammissione temporanea senza rispettarne le condizioni

A cura di Redazione
23 ottobre 2026 12:30
L'armatore vesuviano non paga le tasse, sequestrato yacht milionario -
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Uno yacht di lusso battente bandiera delle Isole Cayman, del valore stimato di circa 2,6 milioni di euro, è stato sequestrato nel porto di Torre Annunziata dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il provvedimento, emesso d’urgenza dalla Procura oplontina, riguarda l’ipotesi di contrabbando aggravato: secondo gli investigatori, l’imbarcazione sarebbe rimasta nelle acque dell’Unione Europea oltre il limite consentito dal regime di ammissione temporanea, senza essere riesportata né regolarizzata attraverso il pagamento dei tributi dovuti. L’importo contestato per i diritti di confine ammonterebbe a circa 572mila euro.L’operazione nel porto di Torre AnnunziataIl sequestro è stato eseguito dai militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli insieme ai funzionari dell’Ufficio Antifrode regionale della Direzione territoriale Campania dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha portato all’acquisizione di elementi che farebbero ipotizzare una permanenza irregolare dello yacht nel territorio doganale dell’Unione Europea.Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’unità navale avrebbe beneficiato del regime di ammissione temporanea senza rispettarne le condizioni. La normativa consente, entro determinati limiti, l’ingresso e la permanenza di beni non comunitari nel territorio doganale senza l’immediato pagamento dei relativi dazi e tributi. Per le imbarcazioni interessate dal regime, il termine massimo ordinariamente previsto è di 18 mesi.Nel caso esaminato, tale periodo sarebbe stato superato senza che lo yacht venisse riesportato o che la sua posizione doganale fosse regolarizzata.La permanenza nel Golfo di Napoli dal 2022 al 2026Uno degli elementi centrali dell’indagine riguarda gli spostamenti dell’imbarcazione e le dichiarazioni rese alle autorità portuali.Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il legale rappresentante della società armatrice avrebbe comunicato all’Autorità portuale di Ostia che il 15 maggio 2023 lo yacht proveniva da Hammamet, in Tunisia.Le verifiche avrebbero però ricostruito una situazione differente: l’imbarcazione sarebbe rimasta nel Golfo di Napoli senza soluzione di continuità dal giugno 2022 all’ottobre 2026.Dagli accertamenti sarebbe inoltre emerso che lo yacht è stato varato il 20 maggio 2023 e che, nel periodo precedente, si trovava a secco presso il cantiere Marina di Torre Annunziata.Questi elementi avrebbero contribuito a mettere in discussione la ricostruzione fornita alla competente autorità e a delineare, secondo l’ipotesi investigativa, una permanenza nel territorio doganale non conforme alle disposizioni sull’ammissione temporanea.Tributi sull’importazione per 572mila euroIl presunto mancato rispetto delle regole doganali avrebbe consentito di evitare il pagamento dei tributi sull’importazione dell’imbarcazione.La somma che gli investigatori ritengono dovuta è stata quantificata in circa 572mila euro, a fronte di un valore stimato dello yacht pari a 2,6 milioni di euro.L’ipotesi di reato contestata è quella di contrabbando aggravato. Gli accertamenti dovranno chiarire le responsabilità dei soggetti coinvolti e verificare nel dettaglio la posizione doganale dell’unità navale.Il sequestro disposto d’urgenzaLa Procura di Torre Annunziata ha emesso il decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza dopo che, negli ultimi giorni, lo yacht era stato spostato da terra e ormeggiato in mare.La nuova collocazione dell’imbarcazione ha reso necessario, secondo quanto riferito, intervenire tempestivamente per impedirne eventuali ulteriori spostamenti e assicurare la disponibilità del bene durante lo svolgimento delle indagini.Il provvedimento ha natura cautelare e non costituisce una condanna definitiva. Saranno gli sviluppi giudiziari a stabilire se le contestazioni troveranno conferma e se sussistano i presupposti per ulteriori provvedimenti sullo yacht, il cui valore è stimato in circa 2,6 milioni di euro.

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