L'addio al Castello delle Cerimonie: "Ti ricostruirò pezzo per pezzo"

Dietro le operazioni non c’è soltanto la trasformazione materiale degli spazi, ma una complessa storia giudiziaria

A cura di Redazione
20 ottobre 2026 23:00
L'addio al Castello delle Cerimonie: "Ti ricostruirò pezzo per pezzo" -
Condividi

Per anni è stato il palcoscenico di matrimoni sfarzosi, feste di famiglia e ricevimenti capaci di attirare ospiti da tutta Italia. Il Grand Hotel La Sonrisa, diventato celebre con il nome di “Castello delle Cerimonie” anche grazie alla televisione, è stato a lungo uno dei luoghi simbolo dei grandi festeggiamenti in Campania. Oggi, però, l’immagine del complesso di Sant’Antonio Abate è profondamente cambiata: gli ambienti che un tempo erano allestiti per accogliere centinaia di invitati appaiono sempre più spogli, mentre mobili, decorazioni e oggetti che caratterizzavano gli interni vengono portati via.Lo sgombero rappresenta uno dei passaggi più significativi di una vicenda che si trascina da anni e che ha modificato radicalmente il futuro della struttura. Dietro le operazioni non c’è soltanto la trasformazione materiale degli spazi, ma una complessa storia giudiziaria che ha portato alla confisca del complesso e alla sua acquisizione da parte del Comune.Sale vuote e arredi rimossi: cambia il volto della strutturaLe immagini diffuse da Fanpage restituiscono il quadro di un luogo molto diverso da quello conosciuto dal pubblico televisivo. Nelle sale, ormai quasi prive degli arredi, rimangono soprattutto gli elementi architettonici che per lungo tempo hanno fatto da sfondo alle cerimonie: affreschi, colonne e particolari decorativi che continuano a raccontare il carattere scenografico del Grand Hotel.Durante le operazioni sono stati rimossi tavoli, sedie, mobili e numerosi oggetti utilizzati per arredare gli ambienti. Anche quadri e fotografie legati alla storia del locale e ai personaggi famosi che lo avevano frequentato non sono più al loro posto. Tra i nomi ricordati figurano quelli di Diego Armando Maradona e Sophia Loren, presenze che avevano contribuito ad alimentare la notorietà della struttura.Lo svuotamento segna così una cesura rispetto al passato. Per anni, il Castello delle Cerimonie è stato associato a un’immagine di abbondanza, decorazioni elaborate e feste spettacolari. Ora, invece, sono gli spazi liberati dagli oggetti a dominare la scena, rendendo visibili dettagli architettonici che prima si inserivano in ambienti ricchi di arredi e ornamenti.La vicenda giudiziaria iniziata nel 2011All’origine dello sgombero c’è il procedimento relativo alla presunta lottizzazione abusiva che ha coinvolto la proprietà. La vicenda giudiziaria prese avvio nel 2011, quando le indagini portarono alla luce presunte irregolarità edilizie riguardanti un’area di oltre quattro ettari.La storia del complesso si era sviluppata nel corso di diversi decenni. A partire dal 1979, sulla proprietà erano stati realizzati edifici, ampliamenti e nuove strutture che avevano progressivamente trasformato l’area in un articolato polo ricettivo. Il risultato era un complesso composto da camere per gli ospiti, sale per banchetti e locali destinati ai diversi servizi necessari all’attività alberghiera e di ristorazione.Gli accertamenti giudiziari contestavano la realizzazione di alcune opere in assenza dei permessi necessari e la presenza di interventi fondati su autorizzazioni edilizie ritenute illegittime. Le contestazioni riguardavano quindi l’evoluzione urbanistica dell’intera proprietà e il modo in cui, nel tempo, si era arrivati alla realizzazione di una struttura di grandi dimensioni.Nel 2011 il complesso venne sottoposto a sequestro. Cinque anni più tardi, nel 2016, il Tribunale di Torre Annunziata dispose la confisca della proprietà, aprendo una nuova fase della vicenda.Le conferme dei giudici e il passaggio al ComuneIl provvedimento di confisca è stato successivamente confermato nei successivi gradi di giudizio. Nel 2022 arrivò la conferma della Corte d’Appello di Napoli, mentre nel 2024 intervenne anche la Corte di Cassazione.La famiglia Polese ha continuato a cercare una strada per rimettere in discussione gli sviluppi della vicenda, ma anche nel 2026 i tentativi di revisione hanno incontrato ulteriori ostacoli sul piano giudiziario.Un passaggio decisivo è arrivato nell’aprile 2026, quando è stato registrato ufficialmente il trasferimento della proprietà al Comune di Sant’Antonio Abate. Da quel momento, il complesso è entrato in una nuova fase amministrativa, con l’ente locale chiamato a gestire le conseguenze del provvedimento.Il Comune ha quindi revocato le autorizzazioni necessarie per proseguire le attività alberghiere e di ristorazione. È venuta meno, di conseguenza, la possibilità di continuare a utilizzare la struttura secondo la destinazione commerciale che l’aveva resa famosa per decenni.Il successivo passaggio amministrativo è arrivato il 20 luglio, quando la giunta comunale guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale ha approvato il provvedimento necessario per procedere allo sgombero. Le operazioni hanno così dato una manifestazione concreta agli effetti della lunga vicenda giudiziaria: non soltanto la perdita della proprietà, ma anche lo svuotamento degli ambienti che avevano caratterizzato l’identità del locale.Il messaggio sulla colonna: «Ti ricostruirò pezzo per pezzo»Tra gli episodi che hanno attirato l’attenzione durante lo sgombero c’è una frase lasciata a mano su una colonna. A scriverla è stata Anna, nipote degli eredi di don Antonio Polese, che ha affidato alla superficie una breve promessa: «Ti ricostruirò pezzo per pezzo. Promesso».Poche parole che si distinguono dal contesto delle operazioni in corso. Mentre gli arredi vengono rimossi e gli ambienti perdono progressivamente gli elementi che li avevano resi riconoscibili, il messaggio richiama il legame affettivo con il luogo e con la storia della famiglia Polese.La frase può essere letta come l’espressione di una speranza personale, ma anche come il segno di quanto il Castello delle Cerimonie abbia rappresentato, oltre la sua funzione commerciale, per chi ne ha condiviso la storia. Per anni, infatti, il Grand Hotel La Sonrisa è stato associato a una precisa idea di festa e ospitalità, diventando un riferimento per numerose famiglie e un fenomeno conosciuto anche da chi non aveva mai varcato i suoi cancelli.Un futuro ancora da definireOggi il contrasto tra il passato e il presente è evidente. Da una parte ci sono i ricordi delle cerimonie, delle sale decorate e dei personaggi celebri che avevano frequentato la struttura; dall’altra, gli spazi svuotati e le conseguenze di un percorso giudiziario che ne ha cambiato il destino.Il trasferimento al Comune e la revoca delle autorizzazioni hanno segnato una svolta decisiva, mentre lo sgombero rende visibile la trasformazione in corso. Resta da capire quale sarà il futuro del complesso e quale destinazione potrà avere una proprietà che per decenni ha rappresentato un simbolo dell’intrattenimento e dei ricevimenti in Campania.Per il momento, il Castello delle Cerimonie si trova sospeso tra una storia molto riconoscibile e un futuro ancora incerto. In questo scenario, la frase lasciata sulla colonna assume un significato particolare: una promessa personale che si confronta con una vicenda giudiziaria e amministrativa il cui esito complessivo resta ancora da definire.

Segui il Fatto Vesuviano