Il finto perito svaligia un Compro Oro
L’uomo si sarebbe presentato come un appartenente alla Polizia di Stato, mostrando un falso tesserino e accusando la commerciante di ricettazione
Si sarebbe spacciato per un perito della Polizia di Stato, simulando un’operazione concordata con le forze dell’ordine per mettere a segno una rapina da circa 100mila euro in un compro oro di Isola del Liri, in provincia di Frosinone. L’uomo, originario di Napoli, con precedenti specifici e già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato identificato dagli investigatori del Commissariato di Sora e arrestato in Campania al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino.Il falso tesserino e la minaccia alla titolareIl colpo risale ai primi giorni di ottobre. Secondo la ricostruzione investigativa, il presunto responsabile avrebbe messo in atto un raggiro studiato per convincere la titolare dell’attività a fidarsi di lui.L’uomo si sarebbe presentato come un appartenente alla Polizia di Stato, mostrando un falso tesserino e accusando la commerciante di ricettazione. Con questa strategia avrebbe cercato di far apparire il proprio intervento come un’operazione ufficiale.La situazione sarebbe poi degenerata quando il presunto rapinatore avrebbe afferrato la donna per un braccio e, mostrando parzialmente una pistola, l’avrebbe costretta a consegnare i preziosi custoditi nell’esercizio commerciale. Il valore complessivo del bottino ammonterebbe a circa 100mila euro.La truffa tecnologica: utilizzato lo spoofingA rendere particolarmente sofisticato il presunto raggiro sarebbe stato anche il ricorso a strumenti tecnologici per simulare l’identità delle istituzioni.Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe utilizzato la tecnica dello spoofing, che consente di camuffare il numero telefonico visualizzato dal destinatario, facendolo apparire come quello di un ufficio pubblico. Durante una videochiamata avrebbe inoltre mostrato il logo della Polizia, rafforzando così la falsa impressione che l’operazione fosse realmente condotta dalle forze dell’ordine.Un insieme di elementi che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe servito a rendere credibile la messinscena e a indurre la titolare a consegnare i preziosi.Le indagini del Commissariato di SoraGli agenti del Commissariato di Sora, coordinati dalla Procura di Cassino, hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e individuare il responsabile. Il lavoro investigativo avrebbe consentito di risalire all’identità dell’uomo e di localizzarlo in Campania.Dopo l’arresto, per il sospettato si sono aperte le porte del carcere. La vicenda resta ora all’attenzione dell’autorità giudiziaria, mentre dovranno essere valutati gli elementi raccolti nel corso delle indagini.L’episodio evidenzia i rischi legati alle truffe in cui vengono imitate le forze dell’ordine, anche attraverso strumenti digitali, per conquistare la fiducia delle vittime e commettere reati.