Greta dimessa morta incinta al settimo mese: era stata dimessa

si era presentata venerdì nella struttura sanitaria lamentando dolori lancinanti all’inguine

A cura di Redazione
11 ottobre 2026 22:00
Greta dimessa morta incinta al settimo mese: era stata dimessa -
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È soprattutto sul primo accesso di Greta Astarita all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia che si concentrano gli interrogativi degli investigatori. La donna, 33 anni, residente a Piano di Sorrento e in attesa del suo secondo figlio, si era presentata venerdì nella struttura sanitaria lamentando dolori lancinanti all’inguine. Dopo gli accertamenti, secondo quanto ricostruito, le sue condizioni non sarebbero state ritenute tali da giustificare il ricovero e la paziente sarebbe stata dimessa.Una decisione che ora dovrà essere esaminata alla luce di quanto accaduto nelle ore successive. Tornata a casa, infatti, Greta avrebbe accusato nuovamente forti malesseri, fino a perdere i sensi. A quel punto si è reso necessario un nuovo trasferimento d’urgenza al pronto soccorso dello stesso ospedale, dove il quadro clinico sarebbe apparso gravissimo.I medici hanno quindi deciso di indurre un parto d’urgenza nel tentativo di salvare il bambino. Il piccolo Niccolò, atteso per la fine del 2026, è stato dichiarato morto intorno alle 23 di venerdì. Per la madre, trasferita nel reparto di Rianimazione, non c’è stato un lieto fine: il suo cuore ha smesso di battere intorno alle 14.30 del giorno successivo.L’inchiesta per duplice omicidio colposoLa Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per duplice omicidio colposo, con l’obiettivo di ricostruire ogni passaggio dell’assistenza sanitaria ricevuta dalla donna e chiarire le cause dei due decessi. Le salme di Greta e del bambino sono state sequestrate, così come le cartelle cliniche, in attesa degli esami autoptici.Gli accertamenti dovranno consentire di stabilire che cosa abbia determinato il rapido peggioramento delle condizioni della 33enne e quali siano state le cause della morte del neonato. Al centro delle verifiche ci sarà anche la gestione del primo accesso in ospedale: gli investigatori dovranno ricostruire quali sintomi fossero stati riferiti, quali esami fossero stati eseguiti e su quali elementi clinici si sia basata la decisione di dimettere la paziente.Al momento, tuttavia, non è possibile trarre conclusioni sulle eventuali responsabilità. Saranno le indagini e gli esiti degli accertamenti medico-legali a chiarire se vi siano stati errori o omissioni e se questi abbiano avuto un ruolo nella tragedia.Il secondo accesso e il tentativo di salvare NiccolòDopo il ritorno a casa, i dolori sarebbero ricomparsi con tale intensità da provocare lo svenimento della donna. Il nuovo arrivo al San Leonardo ha fatto emergere, secondo la ricostruzione disponibile, un quadro clinico estremamente critico. La scelta di procedere con il parto urgente era finalizzata a tentare di salvare il bambino, ma ogni sforzo si è rivelato inutile.La morte del piccolo è stata constatata nella tarda serata di venerdì. Greta, invece, è rimasta ricoverata in Rianimazione fino al pomeriggio successivo, quando è deceduta anche lei. Due morti ravvicinate che hanno spinto i familiari a presentare una denuncia al commissariato di polizia di Castellammare di Stabia.Tra gli elementi che dovranno essere approfonditi c’è anche l’ipotesi di una possibile trombosi, circolata dopo la tragedia. Alcuni avrebbero riferito che negli ultimi giorni la donna presentava un gonfiore evidente alle gambe. Si tratta, però, di una circostanza che dovrà essere verificata dagli specialisti e che non può essere considerata, allo stato, una causa accertata dei decessi.L’inchiesta interna dell’Asl Napoli 3 SudOltre all’indagine giudiziaria, anche l’Asl Napoli 3 Sud ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna per ricostruire la vicenda. L’obiettivo sarà verificare il percorso assistenziale della paziente e acquisire gli elementi necessari per comprendere quanto avvenuto all’interno della struttura.La tragedia si consuma, inoltre, in un ospedale già al centro di un’altra vicenda giudiziaria relativa alla morte di un neonato nel 2024. Nei giorni scorsi, nell’ambito di quel procedimento, la primaria di Ginecologia era stata posta agli arresti domiciliari, mentre altri tre sanitari, due medici e una ginecologa, erano stati raggiunti da misure cautelari di interdizione dalla professione per un anno. Si tratta di un procedimento distinto, che non deve essere confuso con l’indagine appena avviata sulla morte di Greta e Niccolò.Il dolore di una famiglia e di un’intera comunitàMentre gli inquirenti lavorano per ricostruire le ultime ore di vita della donna, resta il dolore dei familiari, chiamati ad affrontare una perdita improvvisa e difficilmente comprensibile. Greta lascia un’altra figlia, ancora piccola, alla quale i parenti non hanno finora trovato il coraggio di raccontare quanto accaduto.«Una tragedia nella tragedia», ha detto ai microfoni Rai il nonno paterno della 33enne, spiegando la necessità di proteggere la bambina da una notizia tanto dolorosa. Sulla possibilità che la famiglia avesse notato segnali preoccupanti nei giorni precedenti, l’uomo ha fatto riferimento al gonfiore delle gambe, aggiungendo: «Non ce ne siamo accorti».Parole che restituiscono la dimensione privata di una vicenda destinata a essere esaminata anche sul piano giudiziario. Greta, secondo quanto raccontato da chi la conosceva, aspettava con grande emozione la nascita del secondo figlio e aveva già preparato il corredino per il piccolo Niccolò. Quegli indumenti, scelti per accogliere il bambino, non sono mai stati indossati.Il cordoglio del sindaco di Piano di SorrentoAlla notizia della morte della giovane mamma e del figlio ha reagito anche il sindaco di Piano di Sorrento, Salvatore Cappiello, esprimendo il dolore della comunità per una perdita che ha lasciato sgomenti i concittadini.«Ci sono notizie che non vorremmo mai ricevere», ha scritto il primo cittadino sui social, descrivendo una comunità «sgomenta, senza parole e smarrita, con tanti perché». Nel suo messaggio, Cappiello ha ricordato la tragica e improvvisa scomparsa della donna, appena 33enne, e del bambino che portava in grembo, definendola un dolore immenso.Ora l’attenzione è rivolta agli esami autoptici, alle cartelle cliniche acquisite e alle verifiche sul primo accesso al San Leonardo. Saranno questi passaggi a fornire elementi per comprendere che cosa sia accaduto e se la tragedia avrebbe potuto essere evitata. Fino alla conclusione degli accertamenti, le circostanze della morte di Greta Astarita e del piccolo Niccolò restano al vaglio degli inquirenti.

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