Giovanna morta incinta al nono mese, fatale un'emorragia
Il dato emerso dall'autopsia chiarisce dunque la causa del decesso, ma non risolve il nodo centrale dell'inchiesta
Un'emorragia sarebbe all'origine della morte di Giovanna Lo Chiatto, 32 anni, e del figlio che portava in grembo. È quanto emerge dai primi risultati dell'esame autoptico eseguito sulla donna, deceduta mercoledì mattina nella sua abitazione di Mercogliano quando era ormai al nono mese di gravidanza. Il bambino, che avrebbe dovuto chiamarsi Francesco, sarebbe dovuto nascere il 4 ottobre.A stabilire la causa del decesso è stato il collegio di consulenti nominato dalla Procura di Avellino e composto dal medico legale Pietrantonio Ricci, docente universitario, dal ginecologo Di Carlo e dall'anatomopatologo Iorio. La famiglia di Giovanna, assistita dagli avvocati Innocenzo Massaro e Livio Liguori, ha a sua volta nominato come consulenti il medico legale Emilio D'Oro e il professor Maurizio Guida, docente di Ginecologia e Ostetricia all'Università Federico II di Napoli.Il dato emerso dall'autopsia chiarisce dunque la causa del decesso, ma non risolve il nodo centrale dell'inchiesta: bisognerà stabilire se l'emorragia fosse riconoscibile e se, attraverso un intervento sanitario tempestivo, fosse possibile evitare la tragedia.Quattro medici sotto indagineSono quattro i medici dell'ospedale Moscati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. L'iscrizione è avvenuta come atto dovuto, in vista degli accertamenti irripetibili e per consentire ai professionisti di nominare propri consulenti e partecipare alle operazioni peritali.Il fascicolo era stato inizialmente aperto dalla Procura di Avellino contro ignoti. Con l'avvio degli accertamenti autoptici, invece, sono state notificate le informazioni di garanzia ai sanitari.Per capire se esistano profili di responsabilità bisognerà ora attendere il completamento delle consulenze medico-legali, il cui deposito è previsto entro novanta giorni. Saranno gli esperti a dover verificare se le condizioni della donna e del feto avrebbero potuto essere individuate in tempo e se fosse possibile intervenire efficacemente sul piano terapeutico.La famiglia, attraverso il legale Innocenzo Massaro, ha ribadito di voler attendere l'esito degli accertamenti senza formulare conclusioni anticipate. «La famiglia di Giovanna non cerca giustizia, cerca verità», ha spiegato l'avvocato, sottolineando che i familiari accetterebbero anche una ricostruzione dalla quale emergesse una causa imprevedibile e inevitabile.Il malore all'alba e i soccorsiLa tragedia si era consumata nelle prime ore di mercoledì. Intorno alle 5 Giovanna aveva accusato un improvviso malore mentre si trovava nella casa di Mercogliano insieme al compagno Leonardo Magliano.La donna si è accasciata perdendo conoscenza. Il compagno ha immediatamente chiamato i soccorsi e in pochi minuti sono arrivate due ambulanze del 118. I sanitari hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma ogni intervento si è rivelato inutile.Per Giovanna e per il bambino non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti e informato l'autorità giudiziaria.La salma della donna e quella del piccolo Francesco sono state trasferite all'obitorio dell'ospedale Moscati, dove sono stati eseguiti gli esami necessari a chiarire le circostanze della morte.L'ultimo saluto a Giovanna e FrancescoOra, mentre l'inchiesta prosegue, Forino si prepara a salutare Giovanna e il bambino che non è mai riuscito a nascere. I funerali sono fissati per giovedì 8 ottobre alle 10, nella Chiesa Madre di Celzi di Forino.La famiglia ha scelto una frase per accompagnare questo momento: «Uniti per sempre nell'amore».Attorno ai familiari — i genitori Antonio Lo Chiatto e Carmen Gaeta, la sorella Nicole, il compagno Leonardo Magliano, i suoceri Concetta e Benito e la nonna Nicoletta De Santis — si stringerà l'intera comunità.I familiari hanno comunicato di voler rinunciare alle visite, ringraziando tutte le persone che parteciperanno al loro dolore.L'indagine giudiziaria proseguirà ora sul piano medico-scientifico: la causa della morte è stata individuata nell'emorragia, ma resta da chiarire se quell'evento potesse essere previsto, diagnosticato e trattato tempestivamente e se vi siano, di conseguenza, responsabilità riconducibili all'attività sanitaria.