Fiume inquinato in Campania, è moria dei pesci
Sotto il Ponte era comparsa una vasta presenza di schiuma bianca
Arrivano i primi elementi ufficiali sul grave episodio di inquinamento che il 25 luglio scorso ha interessato il fiume Calore, nel tratto urbano di Benevento. Sotto il Ponte Vanvitelli era comparsa una vasta presenza di schiuma bianca, accompagnata dalla morte di numerosi esemplari di fauna ittica.A fare il punto è una relazione dell'Asl di Benevento, trasmessa nell'ambito degli approfondimenti avviati dopo l'interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli ai ministri dell'Ambiente e della Salute.Il documento riprende quanto già comunicato dall'azienda sanitaria al Comune lo scorso 6 agosto e individua nell'«acuta mancanza di ossigeno» presente nell'acqua la causa della moria dei pesci, qualificando l'episodio come un fenomeno di natura «transitoria».L'inchiesta della ProcuraSul caso, però, resta aperto il fronte giudiziario. La Procura di Benevento ha avviato un'inchiesta per fare luce sulle cause dell'alterazione delle acque e sulla provenienza degli eventuali agenti inquinanti.Nell'ambito degli accertamenti è stato disposto anche il sequestro dell'impianto di depurazione di Ponte Valentino. Saranno ora le verifiche tecniche e gli ulteriori rilievi a dover chiarire cosa abbia provocato il repentino abbassamento della concentrazione di ossigeno nel fiume e la comparsa della schiuma.Borrelli: «Servono ulteriori risposte»Dopo la diffusione dei primi riscontri dell'Asl, Borrelli ha chiesto che gli accertamenti proseguano senza considerare conclusa la vicenda.Secondo il deputato, definire l'evento transitorio o ricondurre la moria esclusivamente alla carenza di ossigeno non chiarirebbe infatti l'origine dell'alterazione ambientale che ha provocato la morte dei pesci.«Vogliamo sapere con esattezza cosa abbia scatenato quel crollo d'ossigeno e la formazione di quella schiuma», ha affermato Borrelli, chiedendo inoltre di accertare quali sostanze possano essere finite nel corso d'acqua e da quale punto siano eventualmente arrivate.Le dichiarazioni del parlamentare si inseriscono nel quadro degli accertamenti già avviati dalle autorità competenti e non costituiscono, allo stato, una ricostruzione definitiva delle cause dell'episodio.Il nodo della depurazioneNel suo intervento, Borrelli ha inoltre collegato la vicenda alle criticità ambientali che, secondo il parlamentare, interessano da tempo il territorio beneventano.Tra i temi richiamati c'è il ritardo nella realizzazione del depuratore cittadino, oltre alla situazione del «Contratto di Fiume per il Medio Calore», del quale il deputato mette in discussione l'efficacia come strumento di prevenzione e tutela del corso d'acqua.Su questi aspetti, così come sulle eventuali responsabilità legate all'episodio del 25 luglio, saranno gli approfondimenti istituzionali e giudiziari a dover fornire risposte.Attesa per gli ulteriori accertamentiLa relazione dell'Asl rappresenta dunque un primo tassello nella ricostruzione dell'accaduto, ma non chiude gli interrogativi sull'origine della moria.Restano da attendere gli esiti dei rilievi e delle analisi condotte nell'ambito dell'inchiesta della Procura. Nel frattempo, Borrelli ha assicurato che continuerà a seguire l'evoluzione del caso, ringraziando la consigliera comunale Giovanna Megna, Mauro Gilardi, il professor Michele Intorcia, le associazioni e i cittadini che hanno segnalato l'emergenza e mantenuto alta l'attenzione sullo stato del fiume.