Distruggono uliveto in Costiera e costruiscono un parcheggio
Nell’area sarebbero stati realizzati chioschi utilizzati per la biglietteria
Un fondo agricolo coltivato a uliveto, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, sarebbe stato trasformato in un parcheggio stabile per auto, con chioschi, tettoie e pavimentazione in cemento. È quanto emerso dalle indagini che hanno portato, questa mattina, al sequestro preventivo dell’area in via Marina di Puolo, nella località Pignatella, a Sorrento.Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica oplontina. L’operazione è stata eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Sorrento, con il supporto del personale dell’Ufficio antiabusivismo edilizio del Comune.Le indagini partite nel marzo 2026Gli accertamenti, avviati nel marzo 2026, avrebbero consentito di raccogliere gravi indizi nei confronti dei proprietari del fondo e del gestore dell’attività commerciale. Le ipotesi contestate riguardano il mutamento illecito della destinazione d’uso dell’area e presunte violazioni della normativa in materia paesaggistica ed edilizia.Secondo la ricostruzione investigativa, il terreno agricolo sarebbe stato progressivamente attrezzato per ospitare un parcheggio destinato alle automobili. Nell’area sarebbero stati realizzati chioschi utilizzati per la biglietteria, installate tettoie e collocate barriere mobili per regolare gli ingressi e le uscite dei veicoli.A completare la trasformazione sarebbe stata la posa di una pavimentazione in conglomerato cementizio, intervento che avrebbe modificato le caratteristiche originarie del fondo coltivato a uliveto.L'attività proseguita dopo la scadenza della convenzioneUn ulteriore elemento emerso dagli accertamenti riguarda la prosecuzione dell’attività oltre il 31 ottobre 2025, data di scadenza di una precedente convenzione comunale che consentiva l’utilizzo temporaneo del terreno come parcheggio.Secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, dopo quella data l’area sarebbe stata ancora utilizzata per la sosta delle auto, nonostante l’assenza dei necessari titoli autorizzativi per le opere realizzate e per la destinazione impressa al fondo.La presenza del vincolo paesaggistico rende particolarmente rilevante la verifica del rispetto delle norme che regolano gli interventi in aree tutelate.Sequestro per fermare le presunte violazioniIl sequestro preventivo è stato disposto per impedire la prosecuzione delle condotte contestate e scongiurare un ulteriore aggravamento delle possibili conseguenze sull’area sottoposta a tutela.Gli accertamenti sono finalizzati a chiarire tutte le circostanze relative alla trasformazione del terreno e alle autorizzazioni eventualmente ottenute.La vicenda resta nell’ambito delle ipotesi investigative: le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.