Dagli scavi delle fogne emergono due tombe del IV Secolo Avanti Cristo
è stato rinvenuto un corredo funerario composto da manufatti ceramici di notevole interesse storico e artistico
I lavori per la realizzazione di una nuova infrastruttura fognaria hanno portato alla luce una testimonianza significativa del passato di Acerra. Nel corso degli scavi in via degli Etruschi, gli archeologi hanno individuato diverse sepolture a cassa di tufo, databili alla fine del IV secolo a.C.Il ritrovamento rappresenta un’importante occasione per approfondire la storia del territorio e ricostruire le caratteristiche delle comunità che vivevano nell’area oltre duemila anni fa.A rendere particolarmente interessante la scoperta è lo stato di conservazione di una delle tombe, nella quale è stato rinvenuto un corredo funerario composto da manufatti ceramici di notevole interesse storico e artistico.La Tomba 2 e i vasi del corredo funerarioTra le sepolture individuate durante le indagini, condotte nel 2025 sotto la tutela della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, spicca quella identificata come “Tomba 2”.Al suo interno gli archeologi hanno recuperato diversi oggetti deposti come corredo funerario. Tra i materiali figurano vasi in ceramica a vernice nera e pregiati esemplari decorati con figure rosse, testimonianze delle produzioni ceramiche diffuse nel mondo antico.Questi reperti possono offrire informazioni sulle pratiche funerarie, sulle abitudini e sulle relazioni culturali delle popolazioni che abitavano la Campania in epoca preromana.Il valore della scoperta non risiede soltanto nella bellezza degli oggetti recuperati, ma anche nel contesto archeologico in cui sono stati trovati, elemento essenziale per interpretarli correttamente e inserirli nella ricostruzione storica del territorio.Le tracce di una comunità campana tra IV e III secolo a.C.La disposizione delle strutture funerarie e le caratteristiche dei materiali rinvenuti hanno aperto nuove prospettive di studio sull’insediamento antico presente nell’area.Secondo le prime ipotesi, gli elementi emersi potrebbero essere collegati a una comunità campana organizzata, attiva tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C. Saranno tuttavia le analisi archeologiche e lo studio complessivo dei reperti a consentire una ricostruzione più precisa del contesto.Le sepolture costituiscono infatti una fonte preziosa per comprendere non solo le usanze legate alla morte, ma anche le differenze sociali, i gusti artistici e i possibili scambi commerciali delle comunità antiche.La notizia dei ritrovamenti è stata diffusa anche attraverso la pagina Facebook del Gruppo Archeologico Campi Flegrei, suscitando interesse tra gli appassionati di storia e i cittadini.Restauro e studi per valorizzare il patrimonio di AcerraIl lavoro degli archeologi non si conclude con il recupero dei manufatti. I materiali provenienti dal cantiere saranno sottoposti a interventi di restauro e ad approfondimenti scientifici, necessari per conservarli e ricavarne tutte le informazioni disponibili.L’obiettivo della Soprintendenza e delle istituzioni coinvolte è valorizzare il complesso archeologico e integrare i nuovi dati nella conoscenza del popolamento antico dell’area acerrana.La scoperta dimostra come anche gli interventi destinati a migliorare le infrastrutture urbane possano offrire occasioni importanti per riportare alla luce testimonianze del passato. Ad Acerra, sotto il tracciato di una nuova opera pubblica, sono riemerse tracce di una comunità vissuta più di duemila anni fa, un tassello che potrebbe contribuire a chiarire ulteriormente il ruolo del territorio nella storia della Campania antica.