"Ci saranno 89 morti", liceo nel panico
L'origine della vicenda è una pagina Instagram utilizzata dagli studenti per pubblicare, in forma anonima
La persona che ha pubblicato sui social i messaggi minacciosi rivolti al liceo «Edoardo Amaldi» di Tor Bella Monaca potrebbe non frequentare affatto l'istituto. È uno degli elementi al vaglio degli investigatori dopo l'allarme scattato a seguito di alcune comunicazioni anonime apparse online e che ieri hanno portato la Polizia a effettuare controlli con metal detector all'ingresso della scuola e della succursale di Castelverde.L'origine della vicenda è una pagina Instagram utilizzata dagli studenti per pubblicare, in forma anonima, confessioni, dichiarazioni, segreti e pettegolezzi. Tra martedì e mercoledì, attraverso il sistema di messaggistica anonima collegato alla pagina, sono comparsi alcuni contenuti dal tono completamente diverso, con riferimenti a una presunta sparatoria e a un elevato numero di vittime.L'allarme partito da InstagramLa pagina «Spotted_amaldi.centrale», seguita da 952 persone e con 66 post pubblicati, funziona secondo un meccanismo ormai diffuso negli istituti scolastici. Gli utenti possono inviare contenuti senza rendere pubblico il proprio nome, lasciando poi all'amministratore il compito di ripubblicarli.In questo caso, però, sarebbe stato utilizzato Ngl, un servizio che consente di ricevere messaggi anonimi attraverso un collegamento inserito nelle storie. Una caratteristica che complica ulteriormente l'identificazione del mittente: a differenza delle conversazioni private tradizionali, nemmeno il gestore della pagina visualizza il nome di chi ha inviato il messaggio.C'è poi un altro aspetto considerato dagli investigatori. Il collegamento al servizio può essere condiviso anche al di fuori della cerchia degli studenti che seguono la pagina. Non è quindi possibile dare per scontato che l'autore delle minacce sia un alunno dell'Amaldi.«Ci sarà una sparatoria»Tra i contenuti comparsi online ce n'era uno particolarmente inquietante, nel quale si annunciava per il giovedì successivo una sparatoria all'interno della scuola con «89 morti». Un'altra comunicazione faceva riferimento alla morte, invitando i destinatari ad attendere per scoprirne le conseguenze.In un ulteriore messaggio compariva invece un riferimento al terrorismo e all'Amaldi. I post, successivamente non più disponibili sulla pagina, hanno comunque provocato l'immediata preoccupazione della dirigenza scolastica.Nel frattempo, tra gli studenti non sono mancate reazioni ironiche. Alcuni avrebbero attribuito i messaggi a un fantomatico «Ayano Aishi», nome che appartiene in realtà alla protagonista di un videogioco caratterizzato da contenuti violenti. Le battute e i commenti comparsi online hanno contribuito ad alimentare la confusione sull'effettiva natura dei messaggi, rendendo più difficile capire se si trattasse di una bravata o di una minaccia da prendere sul serio.I controlli con i metal detectorDi fronte alla situazione, la dirigente scolastica Valeria Sentili ha scelto comunque la massima prudenza, informando le autorità competenti e avviando i contatti con Questura, Ufficio scolastico regionale e Prefettura.Dopo il necessario passaggio attraverso l'Usr, è stato organizzato il servizio di controllo. Ieri mattina gli agenti del Distretto Casilino hanno raggiunto sia la sede principale dell'Amaldi sia la succursale di Castelverde.L'ingresso degli studenti è avvenuto in maniera ritardata e progressiva. Gli operatori hanno utilizzato metal detector portatili per verificare gli zaini e controllare che all'interno dell'istituto non fossero presenti armi.Al termine delle verifiche non è stato trovato alcun armamento. La stessa dirigente ha successivamente ribadito che i controlli non hanno fatto emergere la presenza di armi all'interno della scuola.«Serve calma»Dopo l'intervento delle forze dell'ordine, la dirigenza ha invitato la comunità scolastica a non alimentare ulteriormente l'allarme. La preside ha spiegato inoltre di non conoscere le persone che amministrano la pagina «Spotted_amaldi.centrale» e di non avere strumenti per controllarne i contenuti.Un messaggio rivolto agli studenti è arrivato anche dal rappresentante d'istituto Samuel Di Cesare, al quinto anno, che sulla stessa pagina ha invitato a mantenere la calma e ha definito la scuola un presidio di legalità.Anche il collettivo Amaldi Attiva ha preso posizione, sostenendo la necessità di contrastare la diffusione di informazioni non verificate e respingendo l'idea di una presunta «militarizzazione» dell'istituto. Le lezioni, viene ricordato, sono proseguite regolarmente.Ora si cerca il mittenteIl punto centrale dell'indagine resta l'identificazione di chi abbia inviato i messaggi. Gli accertamenti dovranno stabilire se dietro l'account anonimo ci sia effettivamente uno studente dell'Amaldi oppure una persona estranea all'istituto.