Casalesi fino al Nord, 24 arresti

L'attività del gruppo avrebbe avuto come obiettivo il controllo, diretto o attraverso soggetti intermedi, di diverse attività imprenditoriali

A cura di Redazione
08 ottobre 2026 13:00
Casalesi fino al Nord, 24 arresti -
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Ventiquattro persone sono state raggiunte dai provvedimenti di esecuzione della pena disposti dalla Procura generale di Venezia al termine di un lungo procedimento giudiziario legato alla presenza della criminalità organizzata nel Veneto orientale. Le misure sono state eseguite da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza nelle province di Venezia, Caserta, Cosenza, Napoli, Potenza, Rovigo e Padova.Si tratta di imputati già condannati dalla Corte d'Appello di Venezia nel giugno 2025 e che avevano scelto il rito ordinario. Per 24 delle 27 posizioni arrivate davanti alla Corte di Cassazione, le condanne sono ora diventate definitive. Due degli ordini di carcerazione sono stati sospesi.Le pene, comprese tra tre e trent'anni, riguardano a vario titolo reati come associazione mafiosa, usura, estorsione, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, oltre all'emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestate anche altre condotte aggravate dall'agevolazione o dall'utilizzo del metodo mafioso.L'organizzazione radicata a EracleaAl centro dell'inchiesta c'era un gruppo criminale riconducibile al clan dei Casalesi e insediato nel Veneto orientale, con una presenza particolarmente significativa a Eraclea, nel Veneziano.Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Venezia avevano ricostruito una rete capace, secondo l'impostazione accusatoria recepita nelle sentenze, di inserirsi nel tessuto economico locale e di condizionare anche dinamiche politico-amministrative.L'attività del gruppo avrebbe avuto come obiettivo il controllo, diretto o attraverso soggetti intermedi, di diverse attività imprenditoriali. Tra i settori maggiormente interessati figuravano edilizia e ristorazione. Le modalità contestate comprendevano anche intimidazioni e violenze.Gli affari e i rapporti con altri gruppi criminaliSecondo quanto emerso dalle investigazioni, il sodalizio avrebbe inoltre imposto somme di denaro a gruppi criminali operanti nello stesso territorio e attivi nel narcotraffico e nello sfruttamento della prostituzione.Una parte delle risorse sarebbe stata destinata al sostegno economico del clan dei Casalesi. È questo uno degli elementi attraverso i quali gli investigatori avevano ricostruito i collegamenti tra la struttura criminale operativa in Veneto e l'organizzazione camorristica di riferimento.L'indagine partita da due arresti nel 2008L'origine dell'inchiesta risale al 2008, quando in provincia di Udine il Nucleo di polizia tributaria di Trieste arrestò due persone di origine napoletana trovate in possesso di banconote contraffatte.Uno dei due, durante la vicenda, avrebbe manifestato la volontà di fornire informazioni su un'organizzazione criminale attiva nel Veneto orientale. Da quelle dichiarazioni prese avvio un'attività investigativa che, sotto il coordinamento della Dda di Venezia, si sviluppò per anni attraverso accertamenti complessi e portò alla ricostruzione delle attività del gruppo.La Cassazione conferma 24 posizioniNei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha confermato per 24 imputati le valutazioni già espresse nei precedenti gradi di giudizio, compresa la ricostruzione dell'esistenza e dell'operatività del contesto mafioso contestato.La decisione ha quindi consentito alla Procura generale di Venezia di procedere con gli ordini di esecuzione delle pene.Per gli altri tre imputati, invece, la Suprema Corte ha disposto il rinvio a una diversa sezione della Corte d'Appello di Venezia: in due casi dovrà essere nuovamente valutato il quadro probatorio, mentre per il terzo il rinvio riguarda esclusivamente il trattamento sanzionatorio.Otto provvedimenti affidati alla Finanza di TriesteNell'operazione sono stati coinvolti anche gli investigatori del Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste.Ai militari sono state affidate otto delle 24 esecuzioni disposte dall'autorità giudiziaria. Le attività rientrano nell'indagine che, partendo dal ritrovamento delle banconote false nel 2008, ha portato alla ricostruzione della struttura criminale ritenuta collegata al clan dei Casalesi e della sua progressiva penetrazione nel tessuto economico del Veneto orientale.

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