Bimbi allontanati da casa, ematoma sul volto del più piccolo
Al momento, tuttavia, non sono state accertate le cause del livido né sono stati forniti elementi che consentano di stabilire come si sia procurato la lesione
Un incontro con i figli, la preoccupazione per un segno sul volto del più piccolo e poi un malore che ha reso necessario l’intervento del 118. È quanto sarebbe accaduto a Pietro Loffredo, padre di Fortuna, la bambina uccisa a Caivano, in provincia di Napoli, nel 2014. L’uomo, secondo quanto riferito dai suoi legali, Angelo e Sergio Pisani, avrebbe accusato forti dolori dopo aver abbracciato i tre bambini, attualmente collocati in una struttura protetta a Lanciano, in Abruzzo.Loffredo è stato soccorso e trasportato all’ospedale di Lanciano, dove è stato ricoverato. A rendere nota la vicenda sono stati gli avvocati della famiglia, che hanno sollevato interrogativi anche sulle condizioni del più piccolo dei bambini, sul cui viso sarebbe stato notato un ematoma.Al momento, tuttavia, non sono state accertate le cause del livido né sono stati forniti elementi che consentano di stabilire come si sia procurato la lesione.I tre bambini collocati in struttura da circa un meseLa vicenda si inserisce in una situazione familiare già delicata. Circa un mese fa, i tre figli di Pietro Loffredo e della compagna Giovanna erano stati prelevati dalla loro abitazione in contrada Iconicella, a Lanciano, e trasferiti in una casa famiglia.Il provvedimento, secondo quanto riferito, era stato disposto sulla base delle condizioni dell’abitazione e di valutazioni di natura psicologica. La decisione è stata successivamente confermata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che si è riservato di pronunciarsi sulle richieste avanzate dai legali della famiglia per ottenere il rientro immediato dei bambini dai genitori.La permanenza dei minori fuori dal nucleo familiare è diventata così il centro del contenzioso tra la famiglia e le autorità competenti. Gli avvocati contestano le modalità e la durata della misura, chiedendo che vengano valutate le condizioni per un ricongiungimento.La richiesta degli avvocati: verifiche pediatriche e documenti sanitariDopo l’episodio segnalato durante l’incontro, Angelo e Sergio Pisani hanno chiesto una verifica pediatrica immediata per chiarire la natura e l’origine dell’ematoma notato sul volto del bambino.I legali sollecitano inoltre l’acquisizione della documentazione sanitaria e chiarimenti da parte della struttura sull’eventuale mancata comunicazione ai genitori della lesione riscontrata.Si tratta di richieste formulate dalla difesa della famiglia. Saranno gli eventuali accertamenti medici e le verifiche degli organi competenti a poter chiarire le circostanze dell’episodio e a stabilire se vi siano state omissioni nelle comunicazioni.Il richiamo alla Cassazione e la richiesta di ricongiungimentoNel contestare il protrarsi della separazione, i legali richiamano l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 23759 del 22 luglio 2026, sostenendo che le misure che limitano la vita familiare debbano fondarsi su elementi concreti di pregiudizio per i minori, tenere conto delle alternative meno invasive e prevedere tempi definiti, collegati agli interventi necessari al recupero delle condizioni familiari.Secondo gli avvocati, questi principi dovrebbero essere applicati anche al caso di Lanciano, con una rivalutazione della misura e delle possibilità di rientro dei bambini in famiglia.Per questo la difesa si rivolge alla Corte d’appello dell’Aquila, chiedendo un intervento prima di un eventuale ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’obiettivo dichiarato è ottenere una decisione in tempi rapidi sulla situazione dei tre minori.«Questa famiglia non può aspettare l’irreparabile»Gli avvocati Pisani insistono sulla necessità di accelerare le verifiche e di chiarire sia l’episodio dell’ematoma sia le prospettive del percorso familiare. «Questa famiglia non può aspettare l’irreparabile», è l’appello lanciato dai legali.La vicenda resta aperta su più fronti: da un lato le condizioni di salute di Pietro Loffredo dopo il malore, dall’altro gli accertamenti sul segno notato sul volto del bambino e il procedimento relativo al collocamento dei tre minori.In attesa di ulteriori elementi, resta fondamentale distinguere le contestazioni avanzate dalla difesa dai fatti che dovranno essere verificati. Le condizioni dei bambini e le decisioni sul loro futuro dovranno essere valutate dalle autorità competenti sulla base degli accertamenti e dell’interesse dei minori.