SANITA'

Bimba paralizzata, risarcimento da mezzo milione

Secondo quanto ricostruito nella consulenza tecnica, subito dopo la nascita il braccio destro della neonata appariva penzolante

A cura di Redazione
29 ottobre 2026 07:00
Bimba paralizzata, risarcimento da mezzo milione -
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Il Tribunale civile di Avellino ha condannato la clinica Malzoni Research Hospital a risarcire con 467.426,79 euro, oltre alle spese legali, una donna di Manocalzati per i danni permanenti riportati dalla figlia alla nascita nel maggio 2016. La consulenza tecnica disposta dal giudice ha riconosciuto la responsabilità della struttura sanitaria e quantificato nel 45% l’invalidità permanente della minore.Si è concluso in primo grado il procedimento civile avviato dalla madre, oggi 34enne, assistita dall’avvocata Alessandra Del Mauro, nei confronti della clinica avellinese, rappresentata dall’avvocato Nicolino Iacovone. Al centro della vicenda, un parto particolarmente complesso durante il quale la neonata avrebbe riportato una lesione del plesso brachiale destro, compatibile con la paralisi ostetrica di Erb-Duchenne.La lesione durante il parto del 2016La bambina è nata il 20 maggio 2016 mediante applicazione di ventosa ostetrica, in un contesto caratterizzato da distocia di spalla, una complicanza che si verifica quando le spalle del neonato incontrano difficoltà nel passaggio durante il parto.Secondo quanto ricostruito nella consulenza tecnica, subito dopo la nascita il braccio destro della neonata appariva penzolante, con segni evidenti di una paresi dell’arto superiore. L’elettromiografia eseguita il 22 settembre 2016 ha successivamente documentato una lesione del tratto superiore del plesso brachiale destro, compatibile con la diagnosi di paralisi ostetrica di Erb-Duchenne.La persistenza degli esiti invalidanti è stata confermata anche da una visita neurologica del 22 ottobre 2024, che ha rilevato la stabilizzazione del danno.La consulenza tecnica decisiva per il TribunaleLa clinica aveva contestato il nesso causale tra la condotta dei propri sanitari e la lesione neurologica riportata dalla bambina. A risultare determinante è stata la consulenza tecnica d’ufficio disposta dal Tribunale di Avellino, che ha riconosciuto il collegamento tra il parto complicato e il danno riportato dalla neonata, quantificando l’invalidità biologica permanente nella misura del 45%.Nella sentenza, il giudice Sossio Pellecchia ha richiamato le conclusioni dei consulenti, secondo cui la paresi dell’arto superiore destro è conseguente al parto complicato da distocia di spalla. La relazione ha inoltre evidenziato la necessità di proseguire nel tempo con adeguati trattamenti riabilitativi.Sulla base degli accertamenti, il Tribunale ha dichiarato la responsabilità dei sanitari della struttura per i danni riportati dalla minore in occasione del parto.Il risarcimento e la posizione della difesaLa clinica è stata condannata a versare alla madre, nella sua qualità di genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla figlia, 467.426,79 euro a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale. La somma comprende il danno biologico permanente, il danno morale quantificato nella misura del 15% e una personalizzazione del 15%, secondo quanto indicato nella pronuncia.Soddisfazione è stata espressa dall’avvocata Alessandra Del Mauro, che ha seguito la donna nel lungo percorso giudiziario.«Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tribunale di Avellino, che ha riconosciuto la responsabilità della struttura sanitaria e il diritto della minore ad un ristoro pieno e dignitoso per i gravissimi postumi che la accompagneranno per tutta la vita», ha dichiarato la legale.La pronuncia, ha aggiunto, rappresenta un passaggio importante dopo un procedimento complesso e riconosce le ragioni della bambina e della madre, valorizzando gli esiti della consulenza tecnica e i criteri utilizzati per la quantificazione del danno alla persona.L’avvocata ha infine precisato che un’eventuale impugnazione della sentenza sarà affrontata con cautela e senso di responsabilità, con l’obiettivo di tutelare i diritti della minore.

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