Agguato di camorra, ucciso con spari in faccia

Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare i responsabili

A cura di Redazione
21 ottobre 2026 08:00
Agguato di camorra, ucciso con spari in faccia -
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Una raffica di colpi d’arma da fuoco, poi l’arrivo dei soccorsi e delle pattuglie dei carabinieri. Si è conclusa con la morte di un uomo di 57 anni la sparatoria avvenuta intorno alle 21.30 di martedì 20 ottobre nella zona nord di Napoli, al confine tra Scampia e Secondigliano.La vittima è stata identificata come Alessandro Uccello, classe 1969, che si trovava in regime di semilibertà. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato raggiunto dai proiettili mentre faceva ritorno al carcere di Secondigliano, dove avrebbe dovuto trascorrere la notte.L’omicidio è avvenuto in un’area urbana particolarmente delicata, all’incrocio tra via Bakù e via Roma verso Scampia. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare i responsabili. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un agguato pianificato, ma la matrice dell’azione non è stata ancora accertata.I colpi al volto e al petto, inutili i soccorsiSecondo le prime informazioni, Uccello sarebbe stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco, che lo avrebbero ferito al volto e al torace. Le condizioni dell’uomo sarebbero apparse subito gravissime.Sul posto è intervenuta un’ambulanza inviata dall’Asl Napoli 1 Centro. Gli operatori sanitari hanno tentato disperatamente di rianimare il 57enne, ma le ferite riportate erano troppo gravi. Nonostante le manovre di soccorso, per lui non c’è stato nulla da fare e i medici hanno dovuto constatarne il decesso.La scena si è rapidamente riempita di mezzi delle forze dell’ordine. Diverse pattuglie dei carabinieri hanno raggiunto la zona della sparatoria, mentre gli specialisti della scientifica hanno effettuato i rilievi necessari a raccogliere elementi utili alle indagini.Gli investigatori sono impegnati a individuare i punti da cui sarebbero stati esplosi i colpi, ricostruire la sequenza dell’azione e verificare eventuali tracce lasciate dagli autori. Al momento, secondo le prime informazioni, chi ha sparato si sarebbe dato alla fuga subito dopo l’omicidio.L’ipotesi dell’agguato e la caccia agli assassiniLa dinamica dell’uccisione è ancora in fase di ricostruzione. L’ipotesi principale è quella di un agguato, ma gli investigatori devono chiarire se l’uomo sia stato seguito, se gli aggressori conoscessero i suoi spostamenti e se l’azione sia stata organizzata per colpirlo proprio durante il rientro in carcere.Un passaggio centrale dell’inchiesta riguarda le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. I carabinieri stanno esaminando i filmati disponibili per individuare eventuali movimenti sospetti prima e dopo la sparatoria, verificare la possibile presenza di veicoli utilizzati per la fuga e raccogliere elementi utili all’identificazione dei responsabili.Anche i risultati dei rilievi balistici potranno contribuire a ricostruire l’azione di fuoco. Sarà necessario stabilire quanti colpi siano stati esplosi, quali armi siano state utilizzate e se dagli elementi raccolti emergeranno indicazioni utili per collegare l’omicidio ad altri episodi.Per ora non sono state accertate le ragioni dell’assassinio. Gli investigatori mantengono aperte le diverse piste e stanno cercando di ricostruire la storia personale della vittima, i suoi rapporti e gli eventuali contrasti che potrebbero avere avuto un ruolo nella vicenda.Il precedente pestaggio e il clima di tensione nella zonaTra gli elementi che potrebbero essere approfonditi nel corso delle indagini c’è un precedente episodio di violenza che avrebbe coinvolto Uccello. Secondo le prime informazioni, il 57enne sarebbe già stato vittima di un pestaggio in passato. Un fatto che gli inquirenti potrebbero valutare per capire se esistano collegamenti con l’omicidio, senza però dare per scontato un rapporto tra i due episodi.Nella stessa area, inoltre, circa un mese prima era rimasto ferito in un agguato Mariano Abete. Anche in questo caso, la vicinanza geografica e temporale rappresenta un elemento di contesto, ma non dimostra di per sé che i fatti siano collegati.Sarà compito degli investigatori verificare eventuali convergenze, analizzando modalità degli attacchi, possibili moventi e altri elementi raccolti durante le indagini. Al momento, non risultano accertamenti conclusivi che consentano di attribuire l’uccisione di Uccello a una specifica matrice criminale.Indagini in corso per ricostruire il delittoL’inchiesta prosegue a tutto campo. I carabinieri stanno raccogliendo testimonianze, esaminando i filmati delle telecamere e analizzando i reperti recuperati sul luogo della sparatoria. L’obiettivo è ricostruire ogni fase dell’omicidio, dal momento in cui l’uomo è stato raggiunto dai colpi fino alla fuga di chi ha sparato.Resta da chiarire anche se gli aggressori abbiano agito da soli o con il supporto di altre persone e se abbiano utilizzato un mezzo per allontanarsi rapidamente. Gli accertamenti dovranno inoltre stabilire se il rientro di Uccello in carcere fosse noto ai responsabili e se il momento scelto per colpirlo sia stato determinato da una precisa conoscenza dei suoi movimenti.La morte del 57enne riporta l’attenzione sulla violenza armata nell’area nord di Napoli. Ma, al di là delle ipotesi investigative e dei precedenti da verificare, la priorità degli inquirenti resta individuare chi ha premuto il grilletto e comprendere le ragioni dell’assassinio. Fino a quando non emergeranno riscontri certi, la dinamica e il movente dell’agguato rimangono da accertare.

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