A Pomigliano si produrrà la nuova Fiat elettrica
Nei primi nove mesi del 2026 i volumi complessivi hanno registrato un incremento del 28,3%
La produzione degli stabilimenti Stellantis in Italia torna a crescere, ma il recupero resta ancora distante dagli obiettivi annunciati dal gruppo. Nei primi nove mesi del 2026 i volumi complessivi hanno registrato un incremento del 28,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre considerando esclusivamente le autovetture la crescita arriva al 36,7%.A sostenere il risultato sono soprattutto alcuni impianti del Mezzogiorno. Melfi ha registrato un forte rimbalzo grazie alla Jeep Compass, mentre Pomigliano d'Arco continua a occupare un ruolo centrale nella produzione italiana del gruppo con la Fiat Panda e l'Alfa Romeo Tonale. Pratola Serra, invece, mantiene una produzione stabile nell'ambito dei veicoli commerciali.Pomigliano supera quota 100mila vettureLo stabilimento campano resta il principale polo produttivo italiano di Stellantis. Al termine del terzo trimestre, secondo i dati diffusi dalla Fim Cisl, le unità prodotte a Pomigliano sono state 103.500.La parte largamente maggioritaria è rappresentata dalla Fiat Panda, con 92mila esemplari. Alla produzione campana si aggiungono 11.500 Alfa Romeo Tonale. Rimane invece ferma la linea della Dodge Hornet, modello destinato al mercato nordamericano.Il risultato assume particolare rilievo perché arriva nonostante le difficoltà legate ai volumi della Tonale e il ricorso agli ammortizzatori sociali.Panda decisiva, Tonale ancora in difficoltàIl modello Fiat continua a rappresentare il principale motore dello stabilimento di Pomigliano. La situazione della Tonale è invece molto diversa: i volumi contenuti hanno imposto una revisione dell'organizzazione del lavoro e un utilizzo significativo del Contratto di solidarietà.La Fim Cisl segnala una media di circa 520 lavoratori coinvolti ogni giorno nella riduzione dell'attività quando tutte le linee produttive sono operative. Per le linee Tonale e Hornet sono stati conteggiati 68 giorni di Contratto di solidarietà collettivo, con circa 1.050 dipendenti coinvolti in ciascuna giornata di fermo.Per la Panda i giorni di solidarietà collettiva sono stati 34, legati anche alla necessità di adeguare l'organizzazione dello stabilimento alla contrazione dei volumi della gamma Tonale.Melfi cresce del 77,2%Tra gli stabilimenti italiani che hanno contribuito alla ripresa spicca Melfi. Il sito lucano ha registrato un aumento della produzione del 77,2%, sostenuto dalla Jeep Compass.Il dato rappresenta un netto cambio di scenario rispetto all'anno precedente, quando lo stesso stabilimento aveva accusato una pesante contrazione dei volumi.Pratola Serra mantiene invece una situazione più stabile, confermandosi uno dei principali poli italiani per la produzione destinata ai veicoli commerciali.Il recupero resta lontano dall'obiettivo di un milione di veicoliNonostante il miglioramento registrato nei primi nove mesi, la Fim Cisl sottolinea la distanza dagli obiettivi industriali indicati negli anni scorsi. Per l'intero 2026 la produzione italiana dovrebbe attestarsi intorno alle 450mila unità, delle quali circa 250mila autovetture.Un risultato ancora molto lontano dal milione di veicoli che era stato indicato come obiettivo per il sistema produttivo italiano.Inoltre, il quadro positivo del terzo trimestre ha già mostrato alcune frenate. A ottobre, secondo il sindacato, si sono verificati fermi produttivi legati alla mancanza di materiali e alla riduzione degli ordinativi, con il ricorso alla Cassa integrazione per due settimane. Rimane inoltre aperta l'incertezza sul futuro dello stabilimento di Cassino.La nuova piattaforma e-Car attesa entro il 2028Per Pomigliano, uno dei passaggi considerati decisivi sarà l'attuazione del piano industriale annunciato da Stellantis. La Pandina è stata confermata in produzione fino al 2030, mentre è prevista anche l'introduzione di una nuova versione della vettura.La prospettiva di maggiore interesse riguarda però la piattaforma e-Car, il cui arrivo nello stabilimento è previsto entro il 2028. Su questa architettura dovrebbero essere realizzati tre nuovi modelli di piccole dimensioni, elettrici e destinati al mercato europeo.Per la Fim Cisl, l'accelerazione di questi investimenti sarebbe necessaria per compensare la progressiva riduzione dei volumi della Tonale e limitare il ricorso agli ammortizzatori sociali.«La costante flessione dei volumi del modello Alfa Romeo Tonale – sottolinea il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano – rende necessario anticipare l'avvio delle nuove piattaforme e-Car».L'obiettivo indicato dal sindacato è arrivare a una maggiore saturazione degli organici, ridurre progressivamente il ricorso alla solidarietà e garantire allo stabilimento campano una prospettiva produttiva e occupazionale più stabile.