Vanno nella lavanderia e rubano i cesti
l'assenza continua di personale rappresenta uno degli elementi che rendono queste attività convenienti per i gestori e facilmente accessibili alla clientela
Nemmeno i cesti utilizzati per portare la biancheria in lavanderia sono rimasti fuori dal mirino dei ladri. È quanto accaduto in una lavanderia self service del Corso Vittorio Emanuele, nella zona alta della strada, a poca distanza da piazza Mazzini e via Salvator Rosa.Un episodio apparentemente singolare, considerato il valore modesto degli oggetti portati via, ma che ha provocato l'amarezza dei gestori dell'attività. Al loro ritorno si sono infatti ritrovati senza i contenitori che i clienti utilizzavano quotidianamente per trasportare vestiti, asciugamani e altra biancheria da lavare.La decisione è stata quindi quella di modificare temporaneamente le modalità di utilizzo del servizio e di lasciare un messaggio ben visibile sulla vetrina.Il cartello sulla vetrinaChi entra nella lavanderia trova ora un avviso che spiega il motivo della decisione.I gestori hanno comunicato ai clienti che i cesti non saranno più disponibili liberamente all'interno del locale quando non è presente un addetto. Una scelta resa necessaria, spiegano, dal fatto che tutti i contenitori sono stati rubati.Ma il messaggio non si ferma alla semplice comunicazione alla clientela.In fondo al cartello, infatti, compare un appello rivolto direttamente agli autori del raid: i responsabili vengono invitati a vergognarsi, mentre i proprietari sottolineano di avere a disposizione le immagini delle telecamere di videosorveglianza.Un modo per far sapere a chi ha portato via i cesti che il gesto non sarebbe passato inosservato.Un'attività pensata per funzionare senza personaleLa lavanderia presa di mira è una delle attività self service che negli ultimi anni hanno iniziato a comparire con maggiore frequenza anche nel centro di Napoli.Il meccanismo è semplice: il cliente porta da casa la propria biancheria, sceglie la lavatrice o l'asciugatrice, inserisce il pagamento e gestisce autonomamente l'intero ciclo.Un servizio nato per offrire una soluzione pratica soprattutto a chi non dispone di una lavatrice in casa o ha necessità di effettuare lavaggi particolarmente consistenti.Proprio l'assenza continua di personale rappresenta uno degli elementi che rendono queste attività convenienti per i gestori e facilmente accessibili alla clientela. Ma allo stesso tempo può trasformarle in obiettivi più vulnerabili rispetto a un negozio tradizionale.Nel centro storico sono aumentate con B&B e case vacanzaLa diffusione delle lavanderie a gettoni nel centro di Napoli è legata anche ai cambiamenti che hanno interessato il quartiere negli ultimi anni.Lungo il Corso Vittorio Emanuele e nelle strade circostanti sono aumentate le strutture destinate all'accoglienza turistica, tra bed and breakfast, case vacanze e altre forme di ricettività extralberghiera.Con l'incremento del numero di appartamenti utilizzati per soggiorni brevi è cresciuta anche la necessità di servizi dedicati alla gestione della biancheria.Le lavanderie self service rappresentano una soluzione particolarmente utile per chi deve gestire grandi quantità di lenzuola, asciugamani e altri tessuti in tempi relativamente rapidi.Il loro utilizzo, però, non è limitato agli operatori turistici.Dal turista allo studente: chi utilizza le lavanderie self serviceA servirsi di queste attività sono anche numerosi cittadini.Ci sono persone che abitano in appartamenti privi di lavatrice, lavoratori che hanno poco tempo a disposizione per occuparsi del bucato, single che preferiscono utilizzare un servizio esterno e famiglie che devono affrontare lavaggi di grandi dimensioni.Tra gli utenti possono esserci anche studenti fuori sede, soprattutto quelli che vivono in stanze o piccoli appartamenti dove non sempre è possibile installare un elettrodomestico.In altri casi la lavanderia può rappresentare una scelta dettata anche dal tentativo di contenere le spese domestiche. Il costo dell'energia elettrica, aumentato sensibilmente negli ultimi anni, ha spinto alcune persone a valutare soluzioni alternative per ridurre il consumo di acqua ed elettricità legato ai lavaggi effettuati in casa.Il paradosso dei cesti rubatiEd è proprio qui che emerge il paradosso dell'episodio.Un'attività nata per offrire un servizio accessibile, con prezzi contenuti e senza la necessità di personale fisso, si è trovata a dover fare i conti con un raid che ha riguardato oggetti di valore economico apparentemente limitato.Non sono state prese le lavatrici, né le asciugatrici o altri macchinari. A sparire sono stati i cesti messi a disposizione dei clienti.Oggetti semplici, indispensabili però per consentire agli utenti di trasportare comodamente la biancheria all'interno del locale.La sottrazione di tutti i contenitori ha costretto quindi i gestori a intervenire sull'organizzazione del servizio, impedendo che i cesti restino a disposizione in assenza di un dipendente.Le telecamere potrebbero aver ripreso tuttoLa presenza dell'impianto di videosorveglianza potrebbe ora rappresentare l'elemento decisivo per ricostruire quanto accaduto.Nel messaggio lasciato sulla vetrina, i gestori affermano infatti di sapere chi sarebbe entrato in azione proprio grazie alle immagini registrate dalle telecamere.Resta da capire se il materiale video possa consentire un'identificazione certa degli autori e se sia stato o possa essere consegnato alle forze dell'ordine per gli eventuali accertamenti.Nel frattempo, il cartello rimane sulla vetrina come avvertimento per i clienti e, soprattutto, come messaggio rivolto direttamente a chi ha deciso di portare via i cesti.Una modifica necessaria per continuare il servizioPer il momento, dunque, chi avrà bisogno di utilizzare un cesto dovrà farlo soltanto quando all'interno della lavanderia sarà presente un addetto.Una piccola modifica alle abitudini della clientela, resa necessaria da quello che i gestori considerano un gesto incomprensibile.La vicenda restituisce anche un'immagine particolare di una Napoli nella quale le nuove attività legate al turismo e ai servizi quotidiani convivono con problemi molto più tradizionali, come furti e danneggiamenti.Questa volta, però, il bottino del raid non sono stati oggetti di grande valore. Sono stati semplicemente tutti i cesti destinati alla biancheria.E i gestori, attraverso quelle telecamere, sperano ora di poter dare un volto ai responsabili.