Vacanze, in 50 truffati per migliaia di euro anche nei Paesi Vesuviani

Una situazione che ha spinto numerose persone a rivolgersi alle forze dell’ordine e a presentare denuncia

A cura di Redazione
08 settembre 2026 07:00
Vacanze, in 50 truffati per migliaia di euro anche nei Paesi Vesuviani -
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Oltre 50 persone sarebbero rimaste a casa dopo avere pagato migliaia di euro per viaggi e crociere che, al momento della partenza, si sarebbero rivelati inesistenti. È quanto emerge dalla vicenda che coinvolge un’agenzia di viaggi di Portici, in provincia di Napoli, che opererebbe esclusivamente attraverso il web. I clienti, dopo avere versato il denaro per organizzare le proprie vacanze, avrebbero scoperto soltanto a ridosso della partenza che le prenotazioni non erano mai state effettuate.Una situazione che ha spinto numerose persone a rivolgersi alle forze dell’ordine e a presentare denuncia. I clienti sono assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, che sta seguendo la vicenda e raccogliendo le testimonianze delle presunte vittime. E quello di Portici non sarebbe un caso isolato: si tratta infatti del secondo episodio analogo emerso nel giro di pochi giorni. Una vicenda simile è stata segnalata ad Arco Felice, frazione di Pozzuoli, dove anche in quel caso diversi clienti avrebbero pagato per vacanze poi risultate non prenotate. La controversia è seguita dallo stesso legale.La vicenda di Portici è stata portata all’attenzione pubblica anche dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che nei giorni scorsi ha pubblicato una video-denuncia sulla situazione. Al centro della contestazione c’è l’agenzia Joshua di Portici, che, secondo quanto riferito, opererebbe esclusivamente online.Il meccanismo denunciato dai clienti sarebbe quello di una presunta truffa basata su uno schema apparentemente semplice: le persone avrebbero contattato l’agenzia per organizzare le proprie vacanze, versando in anticipo le somme richieste per soggiorni, crociere e trasporti. I clienti sarebbero quindi rimasti convinti che, una volta ricevuto il pagamento, l’agenzia avrebbe provveduto a effettuare tutte le prenotazioni necessarie.Secondo le testimonianze raccolte, però, le prenotazioni non sarebbero mai state effettuate e il denaro versato dai clienti sarebbe rimasto all’interno dell’attività. Il sistema sarebbe proseguito fino all’avvicinarsi delle date fissate per la partenza. È stato proprio in quel momento che, secondo le denunce, molte persone si sarebbero accorte che qualcosa non andava: al momento di partire avrebbero scoperto di non avere una prenotazione valida e, di conseguenza, di non poter usufruire della vacanza che avevano già pagato.Una scoperta arrivata quindi quando ormai non sarebbe stato più possibile organizzare una soluzione alternativa, lasciando diverse famiglie senza vacanza e con migliaia di euro già versati.«Oltre ai soldi intascati senza erogare alcun servizio – spiega l’avvocato Francesco Petruzzi – queste persone hanno anche diritto a un rimborso legato alla mancata fruizione della vacanza. Si tratta di un altro danno da quantificare e da corrispondere, anche in presenza di un accordo tra le parti».Il legale sottolinea inoltre la necessità di arrivare a una soluzione della vicenda attraverso la restituzione delle somme: «Sono coloro che si sono resi protagonisti di questo grave atto a dover chiedere una risoluzione bonaria della vicenda attraverso i rimborsi».Il caso di Portici arriva mentre resta ancora aperta un’altra controversia che ha coinvolto diversi clienti nella zona flegrea. Ad Arco Felice, infatti, sono state raccolte numerose segnalazioni nei confronti di “Viaggiare con Averno”, vicenda che ha avuto un’ampia eco anche sui social.La titolare, Monica Grande, nei giorni scorsi ha denunciato di essere stata aggredita. In un video pubblicato sui social si vede la donna parlare con un uomo dall’altra parte della porta chiusa della sua abitazione. L’uomo le avrebbe chiesto la restituzione del denaro versato per un viaggio che, secondo quanto riferito, non sarebbe stato effettuato.Anche in questo caso sono state presentate denunce alle forze dell’ordine. Nelle testimonianze dei clienti vengono indicate somme particolarmente elevate: in alcuni casi si tratterebbe di circa 10-15mila euro versati per crociere e viaggi a Sharm el Sheikh, in Egitto.Due vicende diverse, ma accomunate dalle pesanti conseguenze per i clienti che avevano affidato alle agenzie i propri risparmi per organizzare una vacanza. Nel caso di Portici, il numero delle persone che hanno denunciato o stanno valutando di farlo sarebbe superiore a 50. Ora saranno gli accertamenti delle forze dell’ordine a dover ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, verificare le prenotazioni effettuate e quelle eventualmente mai eseguite e accertare la destinazione delle somme versate dai clienti.Intanto, per le presunte vittime, resta il problema più immediato: recuperare il denaro pagato e ottenere il riconoscimento degli ulteriori danni legati alla mancata partenza e alla perdita della vacanza.

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