Travolti in ebike da un'auto: uno è morto

La violenza della collisione ha scaraventato uno dei due ciclisti a diversi metri di distanza

A cura di Redazione
06 settembre 2026 07:00
Travolti in ebike da un'auto: uno è morto -
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La tragedia si è consumata in pochi secondi lungo la strada Domiziana, nel territorio di Castel Volturno. Erano circa le 19 e c’era ancora luce quando due giovani in bicicletta hanno tentato di attraversare la carreggiata utilizzando l’attraversamento pedonale. Stavano uscendo dalla zona di Pinetamare e si muovevano insieme, ma proprio mentre si trovavano sulle strisce sono stati travolti da una Volkswagen Polo.L’impatto è stato devastante. La vettura, secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, avrebbe affrontato quel tratto della Domiziana a una velocità particolarmente elevata, superiore a quella consentita dal limite di 50 chilometri orari. Saranno naturalmente gli accertamenti delle autorità a stabilire l’esatta velocità dell’automobile e le eventuali responsabilità del conducente.Lo scontro è avvenuto all’altezza del chilometro 32,500, lungo la direttrice verso sud. Le persone che si trovavano nei pressi della strada hanno raccontato di aver sentito un rumore fortissimo al momento dell’impatto. La violenza della collisione ha scaraventato uno dei due ciclisti a diversi metri di distanza, mentre l’altro è rimasto sopra la parte anteriore della vettura.È proprio la fase immediatamente successiva all’investimento a rendere ancora più drammatica la ricostruzione dell’accaduto. Stando alle testimonianze raccolte sul luogo dell’incidente, l’automobilista non si sarebbe fermato subito dopo aver colpito i due ragazzi. La vettura avrebbe continuato a percorrere la Domiziana con uno dei giovani ancora sul cofano.La corsa sarebbe proseguita per circa duecento metri, fino a quando il ragazzo è stato sbalzato sull’asfalto. A quel punto il conducente avrebbe raggiunto una rotatoria poco distante e avrebbe effettuato una manovra per tornare verso nord. Secondo la ricostruzione iniziale, potrebbe aver tentato di allontanarsi dal luogo dell'incidente.La fuga, però, sarebbe durata pochissimo.Dopo aver udito il fragore dello schianto, diverse persone si sono riversate sulla strada. Residenti e passanti, italiani e stranieri, hanno raggiunto il punto dell’incidente e si sono trovati davanti alla scena. L’automobilista sarebbe stato fermato proprio grazie all’intervento delle persone presenti sul posto e, pochi minuti dopo, consegnato agli agenti della Polizia Municipale, arrivati per primi sul luogo della tragedia.Nel frattempo sono scattati i soccorsi. Circa dieci minuti dopo l’incidente è arrivata la prima ambulanza. I sanitari hanno raggiunto i due ciclisti e hanno iniziato immediatamente le operazioni di soccorso.Per uno dei giovani, purtroppo, non c’era più nulla da fare. Il ragazzo che era rimasto coinvolto nell’impatto e poi era stato trasportato sul cofano della vettura è stato trovato senza vita.L’altro giovane, invece, era ancora vivo, anche se in condizioni molto gravi. I soccorritori hanno provveduto a stabilizzarlo e a trasferirlo d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Pineta Grande, struttura sanitaria situata nelle vicinanze. Le sue condizioni sono apparse subito preoccupanti.Nelle prime fasi dell’intervento non era ancora possibile ricostruire con certezza l’identità delle due vittime. Gli agenti della Polizia Municipale hanno quindi avviato tutti gli accertamenti necessari, occupandosi contemporaneamente anche della gestione della viabilità sulla Domiziana, rimasta particolarmente delicata a causa della presenza dei mezzi di soccorso, delle persone accorse e dei veicoli in transito.Successivamente sono arrivati sul posto alcuni cittadini di origine bengalese. Profondamente scossi, hanno spiegato di essere conoscenti o parenti dei due ragazzi coinvolti. Da quanto riferito, si tratterebbe di due giovani di 17 e 22 anni.In quel momento, tuttavia, non era ancora chiaro quale dei due fosse deceduto e quale fosse stato trasferito in ospedale. Le informazioni sull'identità delle vittime erano ancora in fase di verifica e gli investigatori stavano cercando di ricostruire anche la loro situazione abitativa.Secondo quanto raccontato dalle persone arrivate sul posto, i due giovani avrebbero vissuto in una struttura di accoglienza, probabilmente un Centro di accoglienza straordinaria. Alcuni connazionali hanno indicato agli agenti anche il recapito telefonico di un cittadino italiano che sarebbe stato il responsabile o il presidente della struttura nella quale i due ragazzi erano ospitati.Parallelamente sono proseguiti gli accertamenti nei confronti del conducente della Volkswagen Polo. L’uomo, un italiano sulla quarantina residente a Villa Literno, non avrebbe riportato ferite significative nell’incidente. Gli agenti lo hanno tenuto sotto controllo e lo hanno fatto accomodare all’interno di una vettura di servizio, posizionata in modo da proteggere la zona dell’intervento e mettere al riparo gli operatori e i mezzi di soccorso dal traffico.Un aspetto che ha suscitato preoccupazione tra le persone presenti è stato proprio il comportamento degli automobilisti in transito sulla Domiziana. Anche durante le operazioni di soccorso, infatti, numerosi veicoli avrebbero continuato a percorrere la strada a velocità elevate, nonostante la presenza delle forze dell’ordine e dei mezzi di emergenza.Il conducente della Polo è rimasto a disposizione degli investigatori in attesa degli ulteriori provvedimenti. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria e, in relazione all’esito degli accertamenti, potrebbe essere contestato il reato di omicidio stradale. Previsti anche gli accertamenti per verificare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti, oltre agli approfondimenti sulla velocità della vettura e sulla dinamica esatta dell’investimento.Ma mentre gli investigatori lavoravano per ricostruire quanto accaduto, lungo la Domiziana cresceva la rabbia dei residenti. Diverse persone si sono fermate sui marciapiedi e hanno assistito alle operazioni di soccorso, commentando la pericolosità di quel tratto di strada.Non si tratta, infatti, del primo incidente grave avvenuto proprio in quella zona. Le stesse strisce pedonali erano state teatro, appena due mesi prima, di un altro investimento mortale. In quell’occasione era stato travolto un uomo di 72 anni che si trovava in bicicletta. Anche per lui l'impatto era stato fatale e il pensionato era morto sul colpo.Una sequenza di episodi che alimenta le preoccupazioni di chi vive nella zona di Pinetamare e percorre quotidianamente la Domiziana.La strada, da tempo, viene considerata uno dei punti più delicati sotto il profilo della sicurezza stradale. L’amministrazione comunale aveva già cercato di intervenire con una serie di misure per costringere gli automobilisti a ridurre la velocità.Circa un anno fa, infatti, il Comune aveva sostenuto un importante impegno economico per installare numerosi dossi lungo la Domiziana. Gli interventi avevano interessato gran parte dell’arteria e, secondo quanto riferito, avevano contribuito a diminuire il numero degli incidenti nei tratti interessati.Resta però un elemento che, alla luce della tragedia avvenuta, appare particolarmente significativo: proprio nella zona maggiormente popolata, quella di Pinetamare, i dispositivi per rallentare le automobili non sarebbero stati installati.È questo uno dei punti che ora torna al centro dell’attenzione dopo il nuovo drammatico investimento. Da una parte ci sono gli accertamenti della magistratura, chiamata a stabilire cosa sia accaduto e quali siano le responsabilità del conducente; dall’altra la richiesta dei residenti di rendere più sicuro un tratto di strada attraversato ogni giorno da centinaia di persone.La tragedia ha lasciato sotto choc la comunità locale e le persone che hanno assistito alle conseguenze dello schianto. Un giovane ha perso la vita, mentre l’altro è stato trasportato d’urgenza in ospedale e continua a lottare per la propria vita.Ora saranno le indagini a dover ricostruire ogni passaggio: la velocità della Volkswagen Polo, la posizione dei due ciclisti, la dinamica dell’attraversamento, la condotta dell’automobilista dopo l’impatto e le circostanze che hanno portato al suo fermo.Sul luogo dell’incidente restano intanto i segni di una serata finita nel modo peggiore. Ancora una volta, la Domiziana si ritrova al centro di un dramma che riapre il confronto sulla sicurezza della strada e sulla necessità di proteggere maggiormente pedoni e ciclisti, soprattutto nei punti in cui l’attraversamento della carreggiata è più frequente.

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