Tangenti nei panettoni, consegne anche dopo la scoperta della Finanza

Le presunte irregolarità, secondo quanto emerge dagli atti, non riguarderebbero la stazione appaltante, Rete Ferroviaria Italiana, ma soggetti operanti negli altri livelli della filiera

A cura di Redazione
30 settembre 2026 08:00
Tangenti nei panettoni, consegne anche dopo la scoperta della Finanza -
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La Guardia di Finanza aveva intercettato i pacchi natalizi e aveva scoperto le buste contenenti il denaro, ma, dopo la restituzione, l’imprenditore li avrebbe comunque consegnati ai funzionari destinatari delle presunte tangenti. È uno degli episodi ricostruiti nell’ordinanza eseguita questa mattina dalle Fiamme Gialle, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione di alcuni cantieri della tratta dell’Alta Velocità Napoli-Bari, che ha portato all’applicazione di 20 misure cautelari.Le presunte irregolarità, secondo quanto emerge dagli atti, non riguarderebbero la stazione appaltante, Rete Ferroviaria Italiana, ma soggetti operanti negli altri livelli della filiera.Nell’ordinanza, il gip di Napoli Federica Girardi descrive un sistema che, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe coinvolto numerosi soggetti e nel quale si sarebbe verificata una vera e propria «saldatura» tra gli interessi di alcuni imprenditori e quelli di pubblici ufficiali coinvolti nell'assegnazione e nella gestione dei lavori.Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori ci sono anche i rapporti tra alcuni imprenditori e persone ritenute vicine alla criminalità organizzata, in particolare al clan Belforte di Marcianise. Il giudice, tuttavia, non ha ritenuto sussistente, per gli indagati, l'aggravante dell'agevolazione mafiosa.I soldi nascosti nei panettoniUno degli episodi più singolari dell'inchiesta riguarda le confezioni natalizie destinate, secondo la ricostruzione degli investigatori, ad alcuni soggetti coinvolti nella gestione dei lavori. All'interno dei pacchi sarebbero state inserite somme di denaro contante.Il caso risale al dicembre 2024, quando la Guardia di Finanza intercettò una telefonata nella quale Dante Salzillo, legale rappresentante e socio di Areco Campania, avrebbe parlato di un «pensiero» inserito in una confezione natalizia. Successivamente, secondo quanto ricostruito nell'indagine, Salzillo si sarebbe accordato per «un caffè» con Costantino Guidubaldi, addetto all'ufficio acquisti di Tunnelpro Spa e del Consorzio Telese.Entrambi risultano destinatari di misure cautelari nell'ambito dell'inchiesta: Salzillo è stato sottoposto agli arresti domiciliari, mentre per Guidubaldi è stata disposta la misura dell'obbligo di dimora, accompagnata dalla sospensione dall'esercizio del pubblico servizio per un anno.La Guardia di Finanza avrebbe quindi intercettato i pacchi e scoperto il denaro contenuto al loro interno. Nonostante la successiva restituzione delle confezioni, secondo quanto riportato nell'ordinanza, l'imprenditore avrebbe comunque proceduto alla consegna delle somme ai destinatari.L'episodio dei panettoni rappresenta uno degli elementi attraverso i quali gli investigatori hanno ricostruito il presunto sistema corruttivo al centro dell'indagine sulla realizzazione delle opere ferroviarie della Napoli-Bari.Le contestazioni dovranno ora essere sottoposte al vaglio dell'autorità giudiziaria nel corso del procedimento. Per gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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