Stesa notturni contro una casa
Gli investigatori hanno effettuato i primi rilievi e raccolto la testimonianza della proprietaria
Il rumore degli spari ha squarciato il silenzio della notte, ma nessuno, almeno nell’immediato, ha chiamato le forze dell’ordine.È accaduto nell’area di piazza Mercato, a Napoli, dove qualcuno avrebbe esploso tre colpi di pistola contro un’abitazione. La proprietaria, una donna di 59 anni incensurata, in quel momento si trovava a letto. Si è svegliata dopo aver sentito dei rumori provenire dall’esterno, senza però rendersi immediatamente conto di quanto fosse accaduto.Soltanto al mattino la donna avrebbe scoperto i segni lasciati dai proiettili: due fori su una finestra e un terzo sulla parete del soggiorno.A quel punto ha deciso di rivolgersi alla polizia.L'allarme e l'arrivo degli investigatoriLa segnalazione ha fatto scattare l'intervento degli agenti del commissariato Vicaria-Mercato, affiancati dal personale dell'Ufficio prevenzione generale della Questura.Gli investigatori hanno effettuato i primi rilievi e raccolto la testimonianza della proprietaria, cercando di ricostruire la dinamica della sparatoria e soprattutto di individuare il possibile obiettivo dell'intimidazione.Le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile della Questura, sotto il coordinamento della Procura ordinaria. Considerata la possibile matrice di tipo camorristico, è stata informata anche la Direzione distrettuale antimafia.Al momento, tuttavia, si tratta di una pista investigativa che dovrà essere verificata attraverso gli ulteriori accertamenti.L'ipotesi: il bersaglio sarebbe il nipoteSecondo quanto riferito dalla donna agli investigatori, i colpi non sarebbero stati esplosi casualmente.L'obiettivo dell'intimidazione sarebbe infatti il nipote 22enne, figlio di un uomo ritenuto vicino al gruppo Amirante di Forcella e attualmente detenuto.Il giovane sarebbe già noto alle forze dell'ordine per precedenti di minore entità legati, secondo la ricostruzione, a vicende riconducibili a gruppi giovanili.Proprio i suoi rapporti con alcune vecchie frequentazioni potrebbero rappresentare uno degli elementi sui quali gli investigatori intendono concentrarsi.Si sarebbe allontanato dalle vecchie amicizieUna delle ipotesi al vaglio degli investigatori riguarda infatti un possibile cambiamento nelle frequentazioni del ragazzo.Il 22enne si sarebbe allontanato da un precedente giro di amicizie e, proprio per questa ragione, potrebbe essere stato destinatario di ritorsioni e minacce.È una ricostruzione ancora tutta da verificare, che dovrà essere confrontata con gli elementi raccolti dagli investigatori.Nei prossimi giorni il giovane potrebbe essere ascoltato dalla polizia per chiarire la propria posizione, ricostruire le sue frequentazioni più recenti e verificare se abbia ricevuto minacce esplicite prima dell'attacco.Nessuna telecamera nel palazzoA complicare il lavoro degli investigatori c'è anche l'assenza di un sistema di videosorveglianza nel palazzo.Non sarebbero quindi disponibili, almeno per il momento, immagini in grado di mostrare chi abbia raggiunto la zona, da dove siano partiti gli spari o se qualcuno abbia atteso nei pressi dell'abitazione prima di fare fuoco.Gli investigatori dovranno perciò mettere insieme diversi elementi: i rilievi effettuati nell'appartamento, la posizione dei fori, eventuali testimonianze raccolte nel quartiere e soprattutto le informazioni relative al presunto bersaglio.Un precedente ad aprileL'episodio della scorsa notte non sarebbe inoltre il primo caso di intimidazione registrato nella stessa area.Lo scorso aprile, a poca distanza dal luogo dell'ultima sparatoria, nella notte era stato fatto esplodere un ordigno.In quella circostanza la 59enne non aveva presentato denuncia, ritenendo che l'episodio non fosse collegato a lei o ai propri familiari.A dare l'allarme erano state altre persone. Sul posto erano intervenuti gli artificieri della Questura insieme ai vigili del fuoco e agli investigatori della polizia.Ora, alla luce della nuova sparatoria, quell'episodio potrebbe tornare al centro dell'attenzione degli inquirenti, che dovranno verificare se esista realmente un collegamento tra i due fatti.La pista delle ritorsioniIl punto centrale dell'indagine sarà dunque capire se i tre colpi contro l'abitazione siano effettivamente riconducibili a una strategia di intimidazione nei confronti del 22enne.La testimonianza della nonna costituisce al momento uno degli elementi di partenza della ricostruzione, ma gli investigatori dovranno cercare ulteriori riscontri.Particolare attenzione potrebbe essere dedicata alle amicizie del giovane, alle eventuali tensioni maturate negli ultimi mesi e ai rapporti con persone appartenenti o vicine a gruppi criminali della zona.