Sanità privata al collasso, la Campania trema
le strutture garantiranno da questo momento esclusivamente le prestazioni legate alle urgenze e al pronto soccorso
Si apre una nuova fase di tensione nella sanità privata accreditata campana. L’Aiop Campania ha annunciato lo stato di agitazione delle case di cura associate, spiegando che, dopo nove mesi di confronto con la Regione, l’ultima riunione del 15 settembre non avrebbe portato a un accordo.A comunicarlo è il presidente dell’associazione, Sergio Crispino, secondo il quale le strutture garantiranno da questo momento esclusivamente le prestazioni legate alle urgenze e al pronto soccorso, limitatamente alla stabilizzazione dei pazienti.La decisione, secondo Aiop, potrebbe comportare il rinvio di circa 3mila ricoveri programmati.Le richieste sulle risorseAl centro della vertenza ci sono soprattutto il finanziamento del comparto, l’adeguamento delle tariffe e i budget assegnati alle strutture accreditate.Aiop sostiene che le tariffe siano ferme da 14 anni e che il settore continui a operare con risorse considerate insufficienti rispetto alla capacità produttiva delle strutture. L’associazione chiede inoltre l’adeguamento del limite di spesa per il 2026 alla luce delle maggiori risorse stanziate dallo Stato per l’acquisto di prestazioni dalla sanità privata accreditata.Tra gli altri punti sollevati figurano l’applicazione delle nuove tariffe per riabilitazione ospedaliera e lungodegenza post-acuzie, il sostegno alle strutture della rete oncologica, l’adeguamento dei budget per i centri dotati di pronto soccorso e un maggiore coinvolgimento delle strutture accreditate nella prevenzione oncologica.«Il rischio è un aumento della mobilità sanitaria»Secondo Crispino, la riduzione delle prestazioni erogate dalle strutture accreditate potrebbe avere conseguenze anche sulla mobilità sanitaria. Il presidente Aiop cita una spesa regionale di circa 320 milioni di euro all’anno per la mobilità passiva e sostiene che una parte consistente dei pazienti campani sia costretta a rivolgersi a strutture di altre regioni.Particolare preoccupazione viene espressa per i pazienti oncologici e per le prestazioni di follow-up, oltre che per l’attività di emergenza. Aiop sostiene che le risorse aggiuntive esistano e chiede alla Regione di riconoscere al comparto l’incremento del 6,5% previsto a livello statale.Crispino sottolinea inoltre il peso occupazionale del settore: secondo i dati forniti dall’associazione, le case di cura danno lavoro direttamente a circa 10mila persone, con quasi 20mila occupati considerando l’indotto.I sindacati: «La sospensione dei ricoveri va revocata»La decisione dell’Aiop ha provocato la reazione delle organizzazioni sindacali. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono alla Regione di convocare immediatamente un tavolo e alle strutture private di riprendere tutte le attività.Per Marco D’Acunto, segretario regionale Sanità privata della Fp Cgil Campania, il sindacato avrebbe già diffidato le case di cura aderenti ad Aiop dal bloccare i ricoveri. D’Acunto contesta inoltre la rappresentazione di un sistema sanitario in crisi e sostiene che tra le cause dell’esaurimento dei budget vi siano anche le modalità con cui alcune strutture concentrerebbero l’attività sui Drg maggiormente remunerativi.Il sindacato si dice favorevole a un ulteriore finanziamento del comparto, ma chiede contestualmente modifiche alle regole degli accreditamenti e maggiori garanzie sul personale.La questione dei contrattiAnche Cisl Fp e Uil Fp criticano il blocco dei ricoveri programmati, pur riconoscendo la legittimità della richiesta di adeguamento delle tariffe.Il segretario della Cisl Fp Campania, Luigi D’Emilio, definisce la sospensione delle attività una misura che rischia di ripercuotersi sia sui pazienti sia sui lavoratori. D’Emilio richiama inoltre il tema dei contratti della sanità privata, alcuni dei quali, secondo il sindacato, sono scaduti da anni.Sulla stessa linea Vincenzo Torino, segretario generale Uil Fp Napoli e Campania, che giudica sproporzionato il blocco dei ricoveri in elezione e chiede all’Aiop di tornare al confronto istituzionale.La vertenza resta quindi aperta, con le strutture accreditate che chiedono alla Regione un intervento sulle risorse e sulle tariffe e i sindacati che sollecitano la ripresa delle prestazioni e un tavolo di confronto anche sulle condizioni dei lavoratori.