Rubano i pezzi da una Smart
A mandare all'aria il piano sono stati due appartenenti alla Polizia di Stato che si trovavano nella zona nel loro tempo libero
Avevano scelto un momento in cui le strade erano poco frequentate e un’auto che, secondo quanto ricostruito, poteva essere rapidamente “spogliata” dei suoi componenti. Ma il piano è saltato quando, durante la serata, sono comparsi due osservatori inattesi: due poliziotti in borghese, entrambi liberi dal servizio.
È finito così con un inseguimento e due arresti il tentativo di rubare i fari posteriori di una Smart parcheggiata a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta.
A finire in manette sono stati due giovanissimi napoletani, di 18 e 19 anni, ai quali viene contestato il reato di furto aggravato in concorso.
L'auto presa di mira in via Michelangelo da Caravaggio
Il colpo è avvenuto nella serata di lunedì 1 settembre. La Smart era parcheggiata lungo via Michelangelo da Caravaggio, arteria che collega Fuorigrotta con la zona collinare, fino a raggiungere via Manzoni e il Vomero.
I due giovani si sarebbero concentrati sulla parte posteriore della vettura. L'obiettivo erano i gruppi ottici, componenti che possono essere rimossi in tempi relativamente brevi e che, una volta sottratti, possono essere immessi nel circuito illegale della compravendita di ricambi.
Una scelta che avrebbe consentito ai presunti ladri di ottenere un guadagno dalla vendita della refurtiva, senza dover portare via l'intera automobile.
La scena notata per caso da due agenti
A mandare all'aria il piano sono stati due appartenenti alla Polizia di Stato che si trovavano nella zona nel loro tempo libero.
Uno dei due presta servizio alla Squadra Mobile, l'altro al commissariato di Posillipo. Entrambi erano in abiti civili e, secondo la ricostruzione, si sono accorti di quello che stava accadendo.
I poliziotti sono intervenuti qualificandosi. A quel punto, invece di fermarsi, i due giovani avrebbero tentato di allontanarsi rapidamente.
È iniziato così l'inseguimento.
La fuga dura poco
La coppia ha cercato di far perdere le proprie tracce, ma i due agenti sono riusciti a raggiungerli e a bloccarli.
Nel frattempo era stata allertata la centrale operativa, che ha inviato sul posto una pattuglia del commissariato San Paolo per fornire supporto ai due poliziotti.
L'intervento congiunto ha consentito di fermare entrambi i sospetti, poi condotti in arresto.
I fari erano già stati smontati
Il controllo della Smart avrebbe fornito la conferma di quanto osservato poco prima dagli agenti.
I fari posteriori della vettura risultavano infatti forzati e asportati. I componenti erano già stati rimossi quando la polizia è intervenuta, segno che il furto era stato portato avanti fino alla fase finale.
Secondo la ricostruzione, la refurtiva avrebbe potuto essere destinata al mercato clandestino dei pezzi di ricambio, dove componenti di questo tipo possono essere rivenduti per alcune decine di euro.
Un guadagno relativamente modesto, dunque, a fronte però di un danno ben più consistente per il proprietario dell'automobile.
La refurtiva torna al proprietario
Dopo gli accertamenti e le formalità previste, i fari sottratti sono stati recuperati e restituiti al proprietario della Smart.
Per i due giovani, invece, è scattato l'arresto con l'accusa di furto aggravato commesso in concorso.
La vicenda si è quindi conclusa prima che la refurtiva potesse essere allontanata dalla zona o immessa nel circuito illegale.
L'attenzione sul fenomeno dei ricambi rubati
Il caso riporta anche l'attenzione su una modalità di furto che può apparire di minore entità rispetto alla sottrazione di un'intera automobile, ma che può comunque provocare danni rilevanti ai proprietari.
Fari, componenti elettronici e altri ricambi possono diventare infatti oggetto di furti mirati proprio perché facilmente asportabili e successivamente rivendibili.
Questa volta, però, l'intervento casuale di due poliziotti ha interrotto il tentativo prima che i giovani potessero completare la fuga con la refurtiva.