Perde 600 euro al cimitero, operatore li trova e rifiuta la ricompensa
Il dipendente avrebbe infatti ritenuto di non aver fatto altro che il proprio dovere, senza aspettarsi alcun riconoscimento materiale per aver restituito ciò che non gli apparteneva
Un gesto semplice, ma tutt'altro che scontato. Un operatore di Bar.S.A. Spa, impegnato nelle attività all'interno del cimitero di Barletta, ha trovato un borsello lasciato per errore su una panchina e ha deciso di consegnarlo affinché potesse tornare al legittimo proprietario.All'interno c'erano 600 euro in contanti. Una somma che avrebbe potuto facilmente trasformare quel ritrovamento in una tentazione, ma che invece è stata immediatamente restituita al suo proprietario.A dimenticare il borsello era stato un uomo di 90 anni, che si era recato al cimitero e, una volta tornato a casa, si era accorto di non averlo più con sé.La telefonata della famiglia alla societàLa vicenda è avvenuta domenica scorsa e si è conclusa grazie alla correttezza dell'operatore e all'intervento della famiglia dell'anziano.Quando il novantenne si è reso conto della perdita, i familiari hanno cercato di capire dove potesse essere stato smarrito il borsello. Tra le ipotesi c'era proprio il cimitero, dove l'uomo era stato poco prima.Da qui la decisione di contattare Bar.S.A., la società che a Barletta gestisce diversi servizi ambientali e che è presente quotidianamente all'interno dell'area cimiteriale.La verifica ha dato esito positivo: il borsello era stato ritrovato da uno degli operatori durante il servizio.Dentro c'erano 600 euroQuando il portafoglio è stato recuperato, è stato possibile verificare che all'interno si trovavano anche circa 600 euro in contanti.La somma è stata quindi riconsegnata al novantenne, mettendo fine alla preoccupazione dell'uomo e della sua famiglia.Un episodio che, pur non avendo avuto conseguenze negative, avrebbe potuto trasformarsi in una perdita importante per una persona anziana.La famiglia ha voluto così ringraziare direttamente la società e l'operatore che si è occupato della restituzione.Il ringraziamento della presidente di Bar.S.A.La vicenda ha ricevuto anche il riconoscimento della presidente del consiglio di amministrazione di Bar.S.A. Spa, Alessia De Finis, che ha voluto sottolineare pubblicamente il comportamento del dipendente.Per la presidente, episodi di questo tipo rappresentano un esempio concreto del valore del lavoro svolto ogni giorno dagli operatori dell'azienda.Il gesto, secondo De Finis, dimostra come il senso di responsabilità possa manifestarsi anche attraverso azioni apparentemente semplici, ma capaci di fare la differenza nella vita delle persone.«Avrebbe potuto considerarlo un semplice ritrovamento»Il dipendente, secondo quanto riferito dalla presidente, avrebbe potuto limitarsi a considerare il borsello come un oggetto trovato durante il servizio.Ha invece scelto di occuparsi della sua restituzione, dimostrando correttezza e attenzione.Un comportamento particolarmente significativo, sottolinea De Finis, per chi svolge un'attività nell'ambito dei servizi pubblici e opera quotidianamente a contatto con la comunità.Il valore del gesto, quindi, non sarebbe soltanto nella restituzione del denaro, ma nel principio di responsabilità che lo ha accompagnato.Un luogo dove servono anche sensibilità e rispettoA rendere ancora più particolare l'episodio è il luogo in cui è avvenuto il ritrovamento.L'operatore si trovava infatti all'interno del cimitero di Barletta, uno spazio profondamente legato alla memoria, agli affetti familiari e al ricordo dei propri cari.Un ambiente nel quale, osserva la presidente di Bar.S.A., il lavoro quotidiano richiede non soltanto attenzione agli aspetti pratici e operativi, ma anche sensibilità e rispetto verso le persone che lo frequentano.Proprio per questo, secondo De Finis, il comportamento dell'operatore assume un significato ancora più importante.Il novantenne voleva ricompensarloDopo aver recuperato il borsello e il denaro, l'anziano avrebbe voluto ricompensare economicamente l'operatore per il gesto compiuto.La proposta, però, sarebbe stata rifiutata.Il dipendente avrebbe infatti ritenuto di non aver fatto altro che il proprio dovere, senza aspettarsi alcun riconoscimento materiale per aver restituito ciò che non gli apparteneva.Un atteggiamento che ha colpito particolarmente la famiglia del novantenne, tanto da spingerla a contattare la società per esprimere la propria gratitudine.Un piccolo gesto diventato un esempioLa storia si è così trasformata in un episodio positivo, capace di attirare l'attenzione proprio perché racconta un comportamento quotidiano e concreto.In un momento in cui spesso a fare notizia sono episodi di cronaca negativa, il ritrovamento di un borsello contenente 600 euro e la scelta di restituirlo rappresentano una storia diversa: quella di un lavoratore che, trovandosi davanti a qualcosa che non gli apparteneva, ha scelto semplicemente di consegnarlo al legittimo proprietario.Per Bar.S.A., inoltre, il gesto diventa motivo di orgoglio per l'intera azienda.La presidente De Finis ha voluto ringraziare personalmente il dipendente, sottolineando come siano proprio comportamenti di questo tipo a rafforzare il rapporto di fiducia tra un'azienda che svolge servizi pubblici e la comunità alla quale presta la propria attività.Il denaro è tornato nelle mani del novantenne e il borsello ha potuto essere restituito senza ulteriori conseguenze.Resta soprattutto il valore di una scelta: davanti a 600 euro trovati per caso, l'operatore ha deciso di non considerarli una fortuna inattesa, ma semplicemente qualcosa da restituire a chi li aveva persi.