Omicidio Vassallo, condannati i fratelli e Le Iene per diffamazione a Cagnazzo
Il procedimento civile si è concluso con la condanna al pagamento di un risarcimento complessivo pari a 100mila euro
Nuovo capitolo giudiziario nella vicenda legata all'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Pollica ucciso ad Acciaroli il 5 settembre 2010.Il tribunale civile di Frosinone ha condannato per diffamazione nei confronti del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo i fratelli Dario e Massimo Vassallo, parenti del primo cittadino assassinato quindici anni fa.La decisione, riportata da Il Mattino e Repubblica, riguarda alcune dichiarazioni rilasciate nel corso di un servizio televisivo dedicato proprio all'omicidio di Vassallo e trasmesso da “Le Iene” tra ottobre e novembre del 2019.Oltre ai due fratelli del sindaco-pescatore, il tribunale ha riconosciuto la responsabilità anche della società Rti, appartenente al gruppo Mediaset, e di Giulio Golia, inviato e conduttore della trasmissione.Il risarcimento stabilito dai giudiciIl procedimento civile si è concluso con la condanna al pagamento di un risarcimento complessivo pari a 100mila euro.La somma è stata stabilita dal tribunale in relazione alla diffamazione contestata a Cagnazzo per il contenuto delle dichiarazioni diffuse nel corso della trasmissione televisiva.La vicenda giudiziaria nasce dunque da un programma televisivo che, a distanza di anni dall'omicidio, aveva riportato l'attenzione sull'indagine relativa alla morte di Angelo Vassallo e sulle diverse ipotesi investigative emerse nel corso del tempo.Cagnazzo era stato coinvolto nell'inchiesta sull'omicidioIl nome del colonnello Fabio Cagnazzo è entrato nell'inchiesta sulla morte del sindaco-pescatore.Il militare è stato successivamente prosciolto il 27 marzo scorso nell'ambito del procedimento penale.La sentenza civile di Frosinone arriva quindi mentre continua a svilupparsi il complesso quadro giudiziario legato all'assassinio di Vassallo, un caso rimasto per anni senza una verità giudiziaria definitiva.Le dichiarazioni durante “Le Iene”Al centro della causa civile ci sono le affermazioni pronunciate dai fratelli Dario e Massimo Vassallo durante il servizio realizzato dalla trasmissione di Italia 1.Secondo quanto stabilito dal tribunale, quelle dichiarazioni avrebbero oltrepassato i limiti della legittima critica, configurando una condotta diffamatoria nei confronti dell'ufficiale dei carabinieri.La responsabilità è stata riconosciuta anche nei confronti di Rti e di Giulio Golia, in relazione alla diffusione del contenuto attraverso la trasmissione televisiva.Escluso dalla condanna Francesco AvalloneIl tribunale civile ha invece escluso qualsiasi responsabilità nei confronti di Francesco Avallone, ex fidanzato della figlia di Angelo Vassallo.Per Avallone, dunque, non è stata riconosciuta la responsabilità per i fatti oggetto della causa civile.La posizione dell'uomo è stata quindi distinta da quella dei due fratelli del sindaco-pescatore e degli altri soggetti coinvolti nel procedimento civile.L'omicidio del sindaco-pescatoreAngelo Vassallo venne assassinato nella notte del 5 settembre 2010 ad Acciaroli, frazione costiera di Pollica.Il suo omicidio sconvolse il Cilento e suscitò una vasta eco nazionale. Vassallo era conosciuto come il “sindaco-pescatore” per la sua attività amministrativa e per il forte legame con il territorio.A quindici anni di distanza, il caso continua a essere accompagnato da interrogativi e differenti ricostruzioni investigative.La Procura di Salerno ha impugnato il proscioglimentoIl proscioglimento di Cagnazzo non ha però chiuso definitivamente la vicenda sul piano penale.La Procura di Salerno ha infatti impugnato la decisione, proseguendo il proprio percorso giudiziario sulla ricostruzione dell'omicidio.Secondo l'ipotesi sostenuta dalla Procura, Angelo Vassallo sarebbe stato assassinato per impedirgli di denunciare i presunti protagonisti di un traffico di droga che, secondo questa ricostruzione investigativa, interessava Acciaroli proprio nel 2010.Si tratta di una ricostruzione investigativa che resta al centro del confronto giudiziario e che dovrà essere valutata nelle sedi competenti.Un caso ancora apertoLa sentenza civile di Frosinone aggiunge dunque un nuovo tassello a una vicenda estremamente complessa, nella quale procedimenti civili e penali si intrecciano attorno alla figura del sindaco di Pollica.Da una parte c'è la condanna per diffamazione pronunciata nei confronti dei due fratelli di Vassallo, di Rti e di Giulio Golia, con un risarcimento complessivo di 100mila euro.Dall'altra rimane aperto il fronte relativo all'omicidio del sindaco-pescatore, sul quale il proscioglimento di Cagnazzo è stato impugnato dalla Procura di Salerno.Il delitto di Angelo Vassallo resta così una delle vicende più controverse della cronaca giudiziaria campana: un omicidio avvenuto nel 2010 e sul quale, ancora oggi, proseguono gli accertamenti e il confronto tra le diverse ricostruzioni portate all'attenzione della magistratura.