Neonato trovato, il padre: «Ho cercato sul web come far partorire in casa la mia fidanzata»
«Ho chiamato il 118 per farlo venire a prendere», ha riferito durante l’intervista
«Mi ero informato su internet» per capire come assistere la compagna durante un eventuale parto in casa. È uno dei passaggi dell’intervista rilasciata dal padre del neonato al centro del caso che ha scosso Caserta, trasmessa durante “Verità Nascoste - Il Diario”, il programma condotto da Milo Infante su Canale 5.L’uomo ha raccontato davanti alle telecamere la propria versione dei fatti e ha ricostruito le ore concitate vissute nella notte tra venerdì e sabato, quando ha contattato il numero di emergenza 118 sostenendo di aver trovato un neonato. Successivamente, secondo quanto emerso, il bambino si sarebbe rivelato essere proprio suo figlio.Nel corso dell’intervista il padre ha spiegato di essersi trovato in una condizione di forte agitazione e di non essere riuscito, in quei momenti, a gestire con lucidità la situazione. «Ero in stato d'ansia e non pensavo più a niente», ha raccontato, spiegando di avere contemporaneamente la preoccupazione per il neonato e quella per la compagna, rimasta nell’abitazione.Secondo il suo racconto, dopo aver avuto il bambino con sé avrebbe deciso di rivolgersi ai soccorsi. «Ho chiamato il 118 per farlo venire a prendere», ha riferito durante l’intervista. Agli operatori avrebbe però raccontato una versione diversa, sostenendo di aver trovato il neonato per strada.Un elemento sul quale il padre ha insistito riguarda il fatto di non aver mai lasciato il piccolo senza assistenza. «Non l'ho lasciato mai da solo e l'ho tenuto tra le braccia», ha dichiarato, descrivendo così i momenti immediatamente successivi alla nascita e precedenti all'arrivo dei soccorritori.La vicenda ruota anche attorno alla scelta della giovane coppia di non informare le rispettive famiglie della gravidanza e della nascita. Una decisione sulla quale, durante l’intervista, è stata posta una domanda precisa: perché non avevate raccontato nulla ai vostri genitori?La risposta del padre è stata legata al timore della loro reazione. «Perché avevamo della reazione», ha spiegato, riferendosi evidentemente alla paura di affrontare le conseguenze della notizia e il possibile giudizio dei familiari.Nel racconto televisivo emerge così una situazione caratterizzata da paura, ansia e difficoltà nel gestire un evento improvviso e delicato. Il padre ha inoltre spiegato di essersi documentato autonomamente attraverso internet per capire come affrontare un possibile parto in casa, circostanza che aggiunge un ulteriore elemento alla ricostruzione delle ore precedenti e successive alla nascita.La telefonata al 118 ha rappresentato il momento decisivo della vicenda. La richiesta di intervento, accompagnata inizialmente dalla versione secondo cui il neonato sarebbe stato trovato per strada, ha fatto scattare l'intervento dei soccorritori e gli accertamenti successivi.Il caso è ora al centro delle verifiche degli organi competenti, chiamati a ricostruire con precisione la sequenza degli avvenimenti e a chiarire ogni aspetto della vicenda. Le dichiarazioni rilasciate dal padre in televisione costituiscono la sua versione dei fatti e dovranno essere valutate insieme agli altri elementi raccolti dagli investigatori.Resta soprattutto da comprendere cosa sia accaduto nelle ore precedenti alla chiamata ai soccorsi, perché la coppia abbia scelto di mantenere nascosta la gravidanza e la nascita del bambino e per quale motivo il padre abbia inizialmente riferito al 118 una versione diversa, parlando di un neonato trovato per strada.Al centro dell’intera vicenda rimane naturalmente il bambino, per il quale l'intervento dei soccorsi ha consentito di attivare immediatamente le procedure necessarie. Intorno alla sua nascita si è sviluppata una storia dai contorni ancora da chiarire, nella quale le dichiarazioni dei protagonisti dovranno essere confrontate con gli accertamenti ufficiali.Il racconto del padre, affidato alle telecamere di Canale 5, aggiunge dunque nuovi elementi alla vicenda, ma non chiude gli interrogativi. Saranno le verifiche investigative e gli eventuali successivi sviluppi giudiziari a stabilire con maggiore precisione cosa sia realmente accaduto quella notte a Caserta.