Morbillo, casi di ricovero in aumento al Cotugno

Nei primi cinque mesi di quest'anno sono stati registrati 100 casi, rispetto ai 18 dello stesso periodo del 2025

A cura di Redazione
24 settembre 2026 08:00
Morbillo, casi di ricovero in aumento al Cotugno -
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Il morbillo torna a guadagnare terreno in Italia e i dati dei primi cinque mesi del 2026 riportano l'attenzione sulla protezione vaccinale, soprattutto tra adolescenti e adulti. Le segnalazioni raccolte dal sistema nazionale di sorveglianza sono state 609, comprese quelle ancora in fase di classificazione, contro le 342 dello stesso periodo del 2025.L'incremento è del 78,1%. I casi già confermati sono invece 472, mentre un anno fa erano 322.La fascia anagrafica maggiormente interessata è quella tra i 15 e i 39 anni, che conta 345 segnalazioni. L'età media delle persone colpite è di circa 30 anni.Campania tra le regioni più interessateÈ particolarmente significativo il dato campano. Nei primi cinque mesi dell'anno sono stati registrati 100 casi, rispetto ai 18 dello stesso periodo del 2025.A precedere la Campania è la Calabria, dove le segnalazioni sono passate da 17 a 265. Seguono il Lazio, con 54 casi rispetto ai 47 dell'anno precedente, e la Toscana, salita da 6 a 49.Le analisi genetiche effettuate sui virus hanno inoltre permesso di distinguere diverse catene di trasmissione: il genotipo B3 è stato associato ai focolai individuati in Campania e Toscana, mentre in Calabria è stato rilevato il D8.Il nodo della seconda doseA preoccupare gli esperti è soprattutto la copertura vaccinale nelle fasce di popolazione cresciute quando l'adesione al ciclo vaccinale era meno uniforme.Tra i giovani adulti per i quali è noto lo stato vaccinale, il 94,7% dei casi non aveva ricevuto il vaccino. Un dato che evidenzia la presenza di una consistente quota di persone suscettibili all'infezione.In Campania, secondo i dati relativi al 2024, la copertura raggiunge il 93,74% per la prima dose, ma scende al 71,89% per la seconda. La regione si trova così al penultimo posto in Italia, davanti soltanto alla Sicilia, ferma al 67,88%.La media nazionale per la seconda dose è dell'84,45%. Nessuna regione raggiunge il 95%, soglia indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità come riferimento per interrompere stabilmente la trasmissione del virus.Non riguarda soltanto i bambiniSebbene l'incidenza più elevata continui a riguardare i bambini sotto i quattro anni, con 49,4 casi per milione, il morbillo sta interessando in maniera significativa anche le fasce più adulte.Tra i 40 e i 64 anni sono state registrate 124 segnalazioni, mentre 98 hanno riguardato bambini fino a quattro anni. Particolare attenzione viene riservata ai neonati, che nei primi mesi di vita dipendono anche dalla protezione garantita dalla comunità.Secondo Alessandro Perrella, infettivologo dell'ospedale Cotugno di Napoli, «il rischio di complicanze anche gravi resta elevato nelle persone fragili e non coperte dal vaccino».Ricoveri in aumento e attenzione negli ospedaliIl morbillo può provocare complicanze come polmonite, otite, diarrea ed encefalite e, nei casi più gravi, lasciare conseguenze permanenti o portare al decesso.Anche il dato sui ricoveri viene indicato tra gli elementi di attenzione: la percentuale è passata dal 49,5% dei casi nel 2024 al 56,3% nel 2025, arrivando al 57,8% nel 2026.Un ulteriore fronte riguarda il personale sanitario. Dei 417 casi per i quali è stata registrata la professione, 55 riguardano operatori sanitari e l'88,9% di questi non risultava vaccinato.Le indicazioni del ministeroAlla luce della ripresa della circolazione virale, il ministero della Salute richiama le strutture sanitarie alla massima attenzione, invitandole a proporre attivamente la vaccinazione e, dove necessario, a valutare anche lo screening sierologico.Per i casi sospetti viene inoltre raccomandata una diagnosi tempestiva, con la raccolta già al primo contatto dei campioni necessari per confermare l'infezione e identificare il ceppo virale.La segnalazione da parte del medico all'Asl deve essere effettuata entro 12 ore, mentre l'inserimento nel sistema nazionale è previsto entro le 24 ore.

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