L'estate ha segnato un calo di presenze nell'area vesuviana
Tra i fattori indicati dagli operatori ci sono anche le conseguenze dei conflitti internazionali, che continuano a condizionare le scelte e gli spostamenti dei viaggiatori
Un’estate caratterizzata da luci e ombre, con una contrazione delle presenze turistiche che, tuttavia, è stata in parte compensata dalla capacità del territorio di proporre un’offerta culturale in grado di intercettare anche i visitatori dell’ultimo momento.È questa la fotografia della stagione appena conclusa tracciata dal Consorzio Costa del Vesuvio, realtà che riunisce operatori del comparto turistico e dei servizi impegnati nella promozione e nella valorizzazione del territorio vesuviano.Il bilancio dell’estateSecondo il Consorzio, il calo delle presenze registrato durante i mesi estivi non rappresenterebbe un fenomeno esclusivamente legato alla Costa del Vesuvio, ma si inserirebbe in una tendenza più ampia che ha interessato il turismo.Tra i fattori indicati dagli operatori ci sono anche le conseguenze dei conflitti internazionali, che continuano a condizionare le scelte e gli spostamenti dei viaggiatori.Nonostante la flessione, però, gli operatori guardano con fiducia ai prossimi mesi, puntando su una caratteristica del territorio vesuviano: la stagione turistica non si esaurisce con la fine dell’estate.“Non dobbiamo dimenticare che nel nostro territorio la stagione prosegue a settembre e ottobre”, sottolinea Luca Coppola, presidente del Consorzio Costa del Vesuvio.L’autunno tra cultura e vendemmiaA rappresentare una delle principali opportunità per prolungare i flussi turistici saranno gli appuntamenti culturali e le iniziative legate alle produzioni locali.Tra gli eventi indicati dal Consorzio ci sono le Giornate europee del patrimonio e le visite alle aziende vitivinicole durante il periodo della vendemmia.Si tratta, secondo gli operatori, di occasioni importanti per attirare visitatori anche al di fuori dei tradizionali mesi di punta e per proporre un’immagine del territorio che vada oltre le mete turistiche più conosciute.Un altro appuntamento atteso riguarda l’apertura straordinaria delle dimore storiche del Miglio d’Oro, coinvolgendo i territori di Torre del Greco, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano.“Resto ottimista”, afferma Coppola, evidenziando proprio la possibilità di sfruttare i mesi autunnali per recuperare parte dei flussi.Trasporti, la sfida della VesuvianaTra i nodi considerati strategici per lo sviluppo turistico della zona c’è anche quello dei collegamenti.Gli operatori del Consorzio guardano con attenzione agli annunci relativi al futuro del trasporto pubblico e, in particolare, al servizio ferroviario della Vesuviana.“Il nuovo amministratore delegato di Eav ha annunciato un nuovo corso per la Vesuviana e, in particolare, per la linea che collega Napoli e Sorrento”, spiega Coppola.Un miglioramento del servizio viene considerato fondamentale per rendere più facilmente raggiungibili le diverse attrazioni della costa e favorire una maggiore distribuzione dei visitatori sul territorio.Particolare importanza viene attribuita anche allo snodo di Ercolano Scavi, considerato un punto strategico per intercettare e indirizzare i flussi turistici.La Dmo Miglio d’Oro-Costa del VesuvioUn’ulteriore opportunità per il territorio viene individuata nella Dmo Miglio d’Oro-Costa del Vesuvio, lo strumento promosso dalla Regione Campania per pianificare, valorizzare e sviluppare in maniera coordinata l’offerta turistica dell’area.L’obiettivo è ampliare la proposta, mettendo in rete i principali attrattori già conosciuti e quelli che ancora faticano a entrare nei circuiti turistici più importanti.Accanto al Vesuvio, al Parco archeologico e alle Ville Vesuviane, infatti, il territorio può contare su una serie di realtà meno note ma considerate di grande interesse.Dai siti archeologici alle eccellenze enogastronomicheTra le destinazioni indicate dal presidente del Consorzio ci sono il Museo archeologico di Terzigno e il sito naturalistico-archeologico della Longola, a Poggiomarino.A questi si aggiungono i percorsi dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio, dal vino al pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop.La sfida è quindi quella di costruire un’offerta turistica sempre più articolata, capace di combinare patrimonio storico, archeologia, natura, tradizioni, produzioni agricole e gastronomia.In questo modo, secondo gli operatori, i visitatori potrebbero essere incentivati a fermarsi più a lungo e a conoscere anche le aree interne, distribuendo maggiormente i benefici economici legati al turismo.L’obiettivo della destagionalizzazioneIl prossimo passo sarà quello di lavorare già alla programmazione dei mesi successivi, con particolare attenzione all’inverno.L’obiettivo dichiarato dal Consorzio è arrivare a un calendario di iniziative capace di mantenere vivo l’interesse turistico anche quando termina l’alta stagione.La destagionalizzazione rappresenta infatti una delle principali sfide per gli operatori: non concentrarsi esclusivamente sui mesi estivi, ma riuscire ad attrarre visitatori durante tutto l’anno attraverso eventi, percorsi culturali, visite alle aziende, itinerari enogastronomici e valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico.Per la Costa del Vesuvio, dunque, il bilancio dell’estate resta in chiaroscuro, ma la partita turistica è tutt’altro che conclusa. Settembre e ottobre vengono considerati mesi decisivi per recuperare presenze e consolidare un modello capace di trasformare il territorio in una destinazione attrattiva dodici mesi all’anno.