Legionella nel maxi-cantiere della Tav in Campania: in 800 a rischio
Tra le ipotesi sulle quali si stanno concentrando le verifiche viene indicata anche quella di una possibile infiltrazione o di una contaminazione promiscua
Preoccupazione al campo base di Campagna, struttura logistica e residenziale di riferimento per il primo lotto dei lavori dell’Alta Velocità della tratta Battipaglia-Romagnano al Monte. All’interno dell’impianto idrico sono state infatti rilevate concentrazioni di Legionella superiori ai valori di riferimento previsti dalle linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi.A dare comunicazione della situazione è stato il Consorzio Xenia con una nota ufficiale datata 18 settembre 2026, indirizzata ai responsabili delle imprese e avente come oggetto proprio la presenza del batterio nell'impianto idrico del campo base e le conseguenti misure di prevenzione.La struttura ospita quotidianamente circa 800 lavoratori impegnati nelle attività legate alla realizzazione dell'importante infrastruttura ferroviaria.I controlli dell'Arpa e la presenza del batterioLa presenza di Legionella è emersa nell'ambito dei controlli analitici effettuati dall'Arpa Campania il primo settembre. Le verifiche hanno interessato diversi punti di erogazione presenti all'interno del campo base.Secondo quanto riportato nella documentazione relativa alla vicenda, sarebbero state riscontrate concentrazioni del batterio superiori ai parametri di riferimento indicati dalle linee guida nazionali.Tra le ipotesi sulle quali si stanno concentrando le verifiche viene indicata anche quella di una possibile infiltrazione o di una contaminazione promiscua della rete destinata all'acqua potabile con acque reflue o di scarto. Si tratta tuttavia di un elemento che dovrà essere chiarito attraverso gli ulteriori accertamenti tecnici.Il Consorzio Xenia precisa inoltre che, allo stato attuale, non risultano casi accertati di legionellosi né tra i lavoratori né tra le altre persone presenti all'interno del campo base.Limitazioni all'utilizzo dell'impiantoUna volta ricevuti gli esiti delle verifiche, sono state attivate le misure di prevenzione e protezione previste per affrontare la situazione.Tra le disposizioni adottate figura innanzitutto la limitazione o la sospensione dell'utilizzo dei punti di erogazione nei quali è stata riscontrata la contaminazione. Parallelamente sono stati programmati interventi di pulizia e disinfezione dell'intero impianto idrico.Il trattamento previsto comprende una fase di iperclorazione, seguita da interventi di shock termico, con l'obiettivo di ridurre ed eliminare la presenza del batterio all'interno della rete.Una volta completate le operazioni, sarà effettuata una nuova campagna di analisi. I campionamenti serviranno a verificare l'efficacia degli interventi e ad accertare il ripristino delle condizioni di sicurezza dell'impianto.Nel frattempo, il personale è stato invitato ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni relative ai punti di erogazione interessati dalla contaminazione, fino a nuove comunicazioni.Informate anche le imprese e i medici competentiIl Consorzio ha inoltre chiesto ai responsabili delle imprese subappaltatrici di informare tempestivamente tutti i lavoratori interessati e di coinvolgere i rispettivi medici competenti.A questi ultimi spetta valutare, nell'ambito delle attività di sorveglianza sanitaria, l'eventuale necessità di ulteriori misure preventive o di specifiche indicazioni da fornire al personale.L'obiettivo è quindi mantenere sotto controllo la situazione mentre procedono le attività di bonifica e le successive verifiche analitiche.La Fillea Cgil: «Preoccupati per quanto accaduto»Sulla vicenda è intervenuta la Fillea Cgil. Il segretario generale Vito Grieco ha espresso forte preoccupazione dopo aver appreso dalle maestranze il contenuto della comunicazione del Consorzio.Al centro della posizione del sindacato c'è soprattutto la questione dei tempi intercorsi tra i campionamenti e la comunicazione ufficiale. Grieco evidenzia infatti che i prelievi dell'Arpa risalgono al primo settembre, mentre la nota del Consorzio è datata 18 settembre.Il sindacalista chiede quindi di fare chiarezza sulle ragioni di questo intervallo temporale e sulle condizioni dell'impianto durante il periodo precedente alla diffusione dell'informativa.La Fillea Cgil ha chiesto un incontro urgente con i vertici del Consorzio Xenia per conoscere nel dettaglio l'origine della contaminazione, le procedure adottate e gli interventi programmati per eliminare il rischio.Per il sindacato, la priorità è garantire la sicurezza delle centinaia di lavoratori presenti nel campo base, verificare l'efficacia delle misure già avviate e predisporre un sistema di monitoraggio in grado di prevenire il ripetersi di situazioni analoghe.Nessun caso accertato tra i lavoratoriAl momento, l'elemento sanitario più rilevante resta l'assenza di casi accertati di legionellosi tra le persone che lavorano o operano nella struttura, come specificato dallo stesso Consorzio Xenia.L'attenzione rimane comunque alta. Le prossime analisi dovranno stabilire se gli interventi di disinfezione avranno consentito di riportare i parametri dell'impianto entro condizioni di sicurezza e, parallelamente, gli accertamenti tecnici dovranno contribuire a chiarire l'origine della contaminazione.La vicenda resta dunque sotto osservazione, con la sicurezza degli oltre 800 lavoratori del campo base al centro delle verifiche e delle richieste di chiarimento avanzate dalle organizzazioni sindacali.