La super piazza di spaccio della camorra era nel sottosuolo
L’operazione ha portato all’esecuzione di 31 misure cautelari nei confronti di persone accusate
Elicotteri in volo e un imponente dispiegamento di uomini delle forze dell’ordine hanno attirato l’attenzione dei residenti dell’area occidentale di Napoli fin dalle prime ore di mercoledì 16 settembre. Era in corso una vasta operazione dei carabinieri contro il clan Petrone-Puccinelli, ritenuto attivo nel Rione Traiano.L’operazione ha portato all’esecuzione di 31 misure cautelari nei confronti di persone accusate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso e della finalità di agevolare il clan.L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Bagnoli e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Un’attività investigativa durata quasi tre anni, avviata nell’ottobre 2023 e proseguita fino al luglio 2026, che avrebbe consentito agli investigatori di ricostruire l’organizzazione e la gestione di una delle più importanti piazze di spaccio individuate nella zona.La piazza di spaccio nascosta sotto un edificio comunaleAl centro dell’indagine c’è la cosiddetta “34”, una piazza di spaccio che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata realizzata all’interno di un bunker sotterraneo.La struttura si trovava al di sotto di un edificio di proprietà comunale, già sottoposto in precedenza a sequestro. Un luogo difficilmente individuabile dall’esterno e che sarebbe stato utilizzato prevalentemente per la vendita di cocaina.Gli accertamenti dei militari avrebbero permesso di ricostruire non soltanto l’attività di spaccio, ma anche i diversi ruoli ricoperti all’interno del gruppo. L’inchiesta avrebbe infatti consentito di delineare gerarchie, compiti e modalità operative del presunto sodalizio criminale.Un’organizzazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe garantito una gestione strutturata della piazza, trasformandola in una delle principali fonti di approvvigionamento di stupefacenti della zona.Un giro d’affari da 450mila euro al meseUno degli elementi più rilevanti emersi dagli accertamenti riguarda il volume economico dell’attività. La piazza di spaccio della “34” avrebbe prodotto, secondo la stima degli investigatori, un giro d’affari di circa 450mila euro al mese.Numeri che restituiscono la dimensione dell’attività criminale ricostruita dagli inquirenti e che si inseriscono nel quadro più ampio dell’inchiesta sul clan Petrone-Puccinelli.Le indagini hanno consentito ai carabinieri di seguire l’evoluzione dell’organizzazione nel tempo e di raccogliere elementi utili a ricostruire il funzionamento della piazza e i rapporti tra le persone coinvolte.L’operazione con elicotteri e unità specializzatePer eseguire le misure cautelari è stato mobilitato un dispositivo composto da numerosi reparti dell’Arma. Oltre ai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Bagnoli, hanno partecipato i militari del Comando Provinciale di Napoli, il 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano, il Nucleo Cinofili di Sarno e lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna.La presenza degli elicotteri, notata dai residenti sin dalle prime ore del mattino, ha accompagnato le operazioni sul territorio, mentre le unità specializzate hanno supportato i militari impegnati nell’esecuzione dei provvedimenti e nelle attività di ricerca.Sequestrati denaro, Rolex e diamantiNel corso dell’attività investigativa sono stati inoltre effettuati sequestri di denaro e beni di valore. I carabinieri hanno recuperato 53mila euro in contanti, un Rolex del valore stimato in circa 15mila euro, cinque diamanti e una collana composta da diamanti, il cui valore complessivo è ancora in corso di quantificazione.Anche questi elementi sono ora al vaglio degli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta, che punta a ricostruire il patrimonio e le disponibilità economiche riconducibili, secondo l’accusa, alle attività del gruppo.L’operazione rappresenta l’esito di un’indagine sviluppata nel tempo sul territorio del Rione Traiano e sui presunti assetti del clan Petrone-Puccinelli. Le accuse contestate alle persone raggiunte dalle misure cautelari dovranno essere sottoposte alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.