Incidente mortale con la targa polacca, dovrà pagare un milione di euro

Il risarcimento alla vittima è stato quindi gestito dal sistema assicurativo polacco

A cura di Redazione
23 settembre 2026 07:00
Incidente mortale con la targa polacca, dovrà pagare un milione di euro -
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Un incidente mortale potrebbe costare a un automobilista italiano quasi 5,6 milioni di zloty, circa 1,3 milioni di euro. È la somma che l'Ufficio polacco degli assicuratori automobilistici, il PBUK, sta cercando di recuperare attraverso un'azione legale.La vicenda nasce da un sinistro avvenuto in Italia nel 2025. Una Fiat Panda immatricolata con targa polacca aveva investito un ciclista, provocandone la morte. Quando sono scattati gli accertamenti sulla copertura assicurativa, il veicolo è risultato privo della polizza obbligatoria.Il risarcimento alla vittima è stato quindi gestito dal sistema assicurativo polacco. Ora l'organismo chiede al conducente di restituire quanto pagato.Un sistema nato attorno alle targhe polaccheIl caso viene collegato dai media polacchi a un fenomeno noto come “truffa Neapolski” o “pratica italiana”. Al centro ci sono automobili che vengono formalmente immatricolate in Polonia, pur continuando a essere utilizzate prevalentemente in un altro Paese.La procedura, nella sua versione descritta dalle autorità, parte dalla vendita sulla carta del veicolo a un'agenzia polacca. Dopo l'immatricolazione, il mezzo può tornare a essere utilizzato dal precedente proprietario attraverso un contratto di noleggio.Una formula che può consentire di contenere i costi di gestione, soprattutto quelli legati all'assicurazione. Proprio le modalità con cui alcune di queste operazioni sono state effettuate hanno però attirato l'attenzione degli investigatori.Documenti, revisioni e polizze sotto la lenteIn alcune delle vicende finite sotto inchiesta, il veicolo non sarebbe stato trasferito fisicamente in Polonia: sarebbero stati inviati soltanto i documenti necessari per completare le pratiche.Problemi analoghi sarebbero emersi anche sul fronte delle revisioni e delle assicurazioni. In determinati casi contestati, la revisione sarebbe stata certificata senza che l'auto fosse stata effettivamente sottoposta ai controlli previsti. Quanto alle polizze, sono stati riscontrati casi di coperture false o non rinnovate dopo il primo anno.A lungo, inoltre, la difficoltà di comunicazione tra le autorità italiane e quelle polacche avrebbe reso più complicate le verifiche. L'accesso ai database avrebbe successivamente facilitato i controlli.Il PBUK ha avviato centinaia di procedimentiLa richiesta da 1,3 milioni rappresenta uno degli interventi con cui il PBUK sta cercando di recuperare le somme pagate per incidenti provocati all'estero da veicoli con targa polacca privi di assicurazione.Il caso è stato riportato dal portale polacco Interia, che ha citato proprio l'Ufficio degli assicuratori automobilistici come fonte. Secondo quanto riferito in precedenza dal PBUK a Fanpage.it, in Italia sarebbero state avviate circa 500 azioni legali per ottenere la restituzione delle somme versate a seguito di sinistri.Per l'automobilista coinvolto nell'incidente del 2025, dunque, la vicenda assicurativa si è trasformata in una richiesta economica milionaria, legata al risarcimento già corrisposto dopo la morte del ciclista.

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