Il camion della frutta blocca il bus, l'ambulante picchia l'autista
L’uomo, a causa delle conseguenze riportate, è stato costretto a interrompere il servizio e a recarsi in ospedale
Un normale problema di viabilità si sarebbe trasformato in un’aggressione ai danni di un lavoratore del trasporto pubblico.È accaduto nel pomeriggio di giovedì 3 settembre in via Santa Teresa degli Scalzi, a Napoli, nei pressi del Museo Archeologico Nazionale. Il protagonista della vicenda è un conducente dell’Anm in servizio sulla linea C63.Secondo quanto denunciato dall’Usb Lavoro Privato Campania, l’autobus si sarebbe trovato impossibilitato a proseguire a causa di un camion utilizzato per il trasporto di frutta, che impediva il passaggio.La richiesta di spostare il camionL’autista avrebbe quindi chiesto al conducente del mezzo di liberare la strada, così da consentire al bus di continuare il proprio percorso.Una richiesta che, sempre secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, avrebbe provocato una reazione violenta. Due persone avrebbero aggredito il lavoratore, colpendolo.L’uomo, a causa delle conseguenze riportate, è stato costretto a interrompere il servizio e a recarsi in ospedale per essere sottoposto alle necessarie visite mediche e ottenere il referto.La denuncia dell’UsbA rendere pubblico l’episodio è stato il sindacato Usb, che parla dell’ennesima aggressione nei confronti di un dipendente dell’azienda di trasporto pubblico napoletana.L’organizzazione sindacale ha espresso solidarietà al conducente, augurandogli una pronta guarigione, ma ha utilizzato il caso anche per tornare a sollecitare interventi sulla sicurezza del personale.Secondo l’Usb, infatti, l’aggressione non sarebbe un episodio isolato, ma si inserirebbe in una situazione più ampia che coinvolge quotidianamente conducenti, personale delle stazioni e altri lavoratori del trasporto pubblico.Le richieste sulla sicurezzaIl sindacato ricorda di aver già formalizzato ad Anm, con una nota del 29 gennaio 2026, una serie di richieste per rafforzare le misure di prevenzione e protezione dei dipendenti.Tra gli interventi indicati dall’organizzazione ci sono il pieno funzionamento dei sistemi di telecontrollo, il ripristino del pedale di emergenza e dell’ascolto silente, la geolocalizzazione dei mezzi con collegamento diretto alle forze dell’ordine e l’introduzione delle bodycam.L’Usb chiede inoltre l’apertura di un tavolo permanente con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.«Non si può intervenire solo dopo le aggressioni»Per il sindacato, il problema non può essere affrontato soltanto quando un episodio di violenza si è già verificato.L’Usb sostiene che le richieste avanzate nei mesi scorsi siano rimaste, a suo giudizio, senza una risposta concreta o siano state rinviate, mentre i lavoratori continuano a essere esposti al rischio di aggressioni, minacce e atti vandalici.Da qui la richiesta rivolta ad Anm e alla Prefettura di Napoli di convocare rapidamente un confronto e mettere in campo misure preventive.L’aggressione di via Santa Teresa degli Scalzi riporta così nuovamente al centro dell’attenzione la sicurezza di chi ogni giorno conduce autobus e garantisce la continuità di un servizio pubblico essenziale in città.