Fiamme in Costiera, caccia ai piromani

Anche questa volta l'incendio interessa una fascia di territorio particolarmente delicata

A cura di Redazione
06 settembre 2026 13:00
Fiamme in Costiera, caccia ai piromani -
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A distanza di circa due anni torna a bruciare la montagna lungo la strada statale 163, la storica Amalfitana, nel tratto all'altezza di Tordigliano. Un nuovo fronte di fuoco si è sviluppato nella zona e le fiamme hanno iniziato a risalire verso l'area della Sella di Arola e di Chiosse, riproponendo uno scenario già visto nell'estate del 2024.Anche questa volta l'incendio interessa una fascia di territorio particolarmente delicata, caratterizzata dalla presenza di vegetazione e da un'orografia che può rendere complicata la gestione delle fiamme. La posizione dell'area rende inoltre particolarmente evidente il rischio legato alla propagazione del fuoco lungo i versanti.Il precedente risale al periodo successivo a Ferragosto del 2024, quando un altro incendio aveva interessato la stessa zona. Ora, a distanza di due anni, il fuoco torna a manifestarsi proprio durante una fase meteorologica ancora caratterizzata da temperature elevate e condizioni estive.L'assenza di precipitazioni significative contribuisce a rendere il terreno particolarmente vulnerabile. Le previsioni, almeno nell'immediato, non sembrano annunciare un deciso cambio di scenario: qualche possibilità di pioggia viene indicata soltanto per la prossima settimana, con l'eventuale arrivo di qualche precipitazione nella giornata di giovedì.In questo contesto, ogni nuovo focolaio rappresenta un elemento di forte preoccupazione per chi vive e lavora nell'area e per quanti conoscono la fragilità del territorio.Un'area da tutelareIl nuovo incendio riporta inoltre l'attenzione sul valore della zona interessata. Il territorio compreso tra Tordigliano, la Sella di Arola e Chiosse non rappresenta infatti soltanto una porzione di paesaggio da proteggere dagli incendi, ma viene considerato anche un comprensorio con possibili prospettive di crescita sotto il profilo economico.Proprio per questo la ripetizione di episodi di questo tipo rischia di assumere un significato ancora più pesante. La perdita di vegetazione, il deterioramento del paesaggio e i possibili danni all'ambiente possono infatti incidere anche sulle potenzialità future di un'area che potrebbe conoscere uno sviluppo significativo nei prossimi anni.Il ripetersi di incendi nella stessa fascia territoriale rende quindi necessario interrogarsi sulle cause e sulle modalità con cui vengono appiccati i roghi.L'ipotesi dell'origine dolosaSecondo la valutazione riportata in relazione all'incendio, il rogo sarebbe di origine dolosa. Un'ipotesi che, se confermata dagli accertamenti, renderebbe ancora più grave il quadro, soprattutto considerando la delicatezza dell'ambiente interessato e la possibilità che episodi analoghi possano ripetersi.Sarà comunque necessario attendere le verifiche delle autorità competenti per stabilire con certezza l'origine delle fiamme e ricostruire le eventuali responsabilità.Resta il dato di un territorio che, ancora una volta, si trova a fare i conti con il fuoco nel pieno di una fase estiva particolarmente lunga e asciutta. L'incendio di Tordigliano riaccende così i riflettori sulla necessità di proteggere una zona di grande valore paesaggistico e sulle conseguenze che nuovi roghi potrebbero avere non soltanto sull'ambiente, ma anche sulle prospettive future di sviluppo dell'intero comprensorio.

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