Falso sms da Poste, 4 arresti per triffa
Nel messaggio era indicato anche un numero telefonico da contattare per bloccare quella che appariva come un'operazione sospetta
Un messaggio apparentemente inviato dalle Poste, seguito dalla telefonata di un sedicente operatore pronto a “mettere in sicurezza” il conto. È con questo stratagemma che un gruppo di truffatori sarebbe riuscito a convincere un uomo di 81 anni a disporre due bonifici da 9.900 euro ciascuno, per un totale di quasi 20mila euro.La vittima, un anziano residente nel Catanese, si è accorta del raggiro soltanto dopo aver effettuato i versamenti. A quel punto ha deciso di rivolgersi direttamente all'ufficio postale, dove ha scoperto che la comunicazione ricevuta e la successiva telefonata non provenivano da alcun operatore dell'istituto.L'allarme attraverso un falso messaggioTutto sarebbe iniziato con un Sms nel quale veniva segnalata una presunta operazione di pagamento effettuata sul conto corrente dell'81enne. Nel messaggio era indicato anche un numero telefonico da contattare per bloccare quella che appariva come un'operazione sospetta.Preoccupato per la possibilità che qualcuno stesse utilizzando il suo conto, l'uomo avrebbe seguito le indicazioni ricevute e contattato il numero indicato. Dall'altra parte della cornetta avrebbe risposto una persona che si sarebbe presentata come operatore incaricato di assisterlo.La telefonata avrebbe avuto lo scopo di tranquillizzare la vittima e, allo stesso tempo, convincerla a seguire precise istruzioni. L'anziano sarebbe stato persuaso a effettuare un primo bonifico dell'importo di 9.900 euro, con la convinzione di dover proteggere le proprie disponibilità.Ma la truffa non si sarebbe fermata al primo trasferimento.«Metta al sicuro anche il resto del denaro»Successivamente, utilizzando ancora il pretesto della sicurezza del conto, il falso operatore avrebbe convinto l'81enne che fosse necessario effettuare un secondo versamento dello stesso importo.L'uomo avrebbe quindi disposto un altro bonifico da 9.900 euro, arrivando a trasferire complessivamente 19.800 euro.Proprio dopo la seconda operazione, però, sarebbero sorti i primi dubbi. L'anziano ha deciso di verificare direttamente quanto stava accadendo recandosi presso un ufficio postale. È stato in quel momento che avrebbe scoperto di essere finito nella trappola dei truffatori.Le indagini dei carabinieriLa denuncia presentata dalla vittima ha fatto partire gli accertamenti dei carabinieri della Stazione di Piedimonte Etneo. Gli investigatori hanno seguito la traccia dei movimenti bancari, cercando di ricostruire il percorso delle somme trasferite dall'anziano.Gli accertamenti si sono concentrati anche sulle utenze telefoniche utilizzate per i contatti con la vittima e sui collegamenti tra le diverse persone che sarebbero entrate in gioco nella gestione della truffa.Al termine dell'attività investigativa, i militari hanno individuato quattro persone, tutte denunciate in stato di libertà con l'ipotesi di reato di truffa aggravata in concorso.Si tratta di tre uomini di origine napoletana, di 61, 53 e 31 anni, e di un 44enne romano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i quattro sarebbero collegati alla vicenda e avrebbero avuto ruoli nell'organizzazione del raggiro.Le indagini hanno così consentito di ricostruire il percorso seguito dai quasi 20mila euro e di identificare i presunti responsabili. Per gli indagati, come previsto dalla legge, resta ferma la presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva.